Vacanza Greca, i piaceri di un giovane studente

Guardavo il riflesso del mio volto nella superficie del mare, ero cambiato… quella esperienza mi aveva cambiato. Giovanni, in quel momento mi stringeva la mano e teneramente mi abbracciava ma… procediamo con ordine. Salve, mi chiamo Luca e sono un ragazzo di appena 27 anni appena uscito dalla “Med school” di Cagliari.

Filiforme e poco peloso, mi potrei descrive come ragazzo di carta (a causa della mia pelle bianca e dei capelli nero corvino) con occhi marroncini che riuscivano (a quanto mi dicevano) a perforare l’animo. Insomma, per intenderci , una pistola di carta spara proiettili. Questa “pistola” fresca di laurea è sempre stata attratta dal pistolino (si fa per dire) di uomini corpulenti e barbuti, un attrattiva incontenibile per il mio esatto opposto in poche parole. Per festeggiare il conseguimento del mio titolo di studio decisi di premiarmi sputtanandomi i soldi della borsa di studio in Grecia (desideravo ardentemente guardare il mar Egeo dalla prospettiva di quelle meravigliose isolette).

Fatto il biglietto e prenotato l’hotel , arrivò il giorno della partenza ,il ragazzo di carta quindi si apprestava a stampare la carta di imbarco nel banco del check-in (sappiatelo, molto probabilmente questi pessimi giochi di parole li troverete ancora più avanti nel racconto, tenetevi forte quindi) ed andare con il suo secondo borsone nella zona del corrispettivo gate.Svolte le consuete procedure di imbarco trovai il mio posto nella zona centrale dell’aereo, essendo da solo, nella mia testa cercavo di immaginare il mio probabile compagno di viaggio (sperando di tutto cuore che non fosse il classico logorroico o la madre con il bimbo esagitato di 10 anni che rompe le scatole ogni due per tre). Fortunatamente le mie preghiere vennero esaudite e mi ritrovai non solo una persona educata ma oltremodo meravigliosa: Stazza da giocatore da rugby con un po’ di pancetta, peli che strabordavano dal colletto a v della maglietta, barba incolta del meraviglioso ursino bicolore (bianco e marron scuro) e capelli rasi a zero. Ebbi modo di notare le sue mani capaci di spaccare cocchi a mani nude (immaginando che poi il succoso latte scorresse per il suo meraviglioso corpo tonico e rotondo).

Ripresomi dalle mie porcellagini mentali iniziai a pensare le varie strategie per poter attirare le attenzioni ursine. Potrei costruire una pista di atterraggio che porti nel mio didietro? Mmh forse meglio di no, il pilota si potrebbe confondere… aaah si,  ci sono, potrei presentarmi e iniziare a parlare del più e del meno. Stavo per proferire parola quando il mio orsetto da compagnia mi anticipò, si presentò accompagnato da un sorriso a trentadue denti che faceva capolino da quelle labbra fini ma virili. Guardarlo negli occhi inevitabilmente mi scatenava una scossa interna, ero in sua balia. Mentre proseguivamo nelle nostre chiacchiere scoprii vari aspetti della sua vita. Avvocato greco che si dilettava  nel tempo libero alla lettura di libri gialli e alla loro visione cinematografica, inoltre un altro particolare mi aveva colpito: Non aveva ancora nominato alcuna ragazza o moglie riguardo a certi argomenti… forse era la mia volta buona. Proseguimmo la nostra allegra chiacchierata finche non atterrammo all’aeroporto di Atene, li svolte le funzioni di rito (ritiro bagagli e caffè) ci dovemmo separare. Come in un film strappalacrime, mi accinsi a sventolare il fazzolettino bianco (la salviettina dell’aereo per intenderci) al momento dei saluti, quando notai che la confezione della salvietta era scarabocchiata… c’era sopra il numero di telefono di Gianni.

Lo salvai immediatamente in rubrica pensando a come e quando quell’agente segreto ursino sia riuscito a compiere quella azione ma, allo stesso tempo, felice come una pasqua per questo inizio interessante della vacanza. Trovato un taxi decisi di contattarlo al mio arrivo in hotel, in modo tale da poterci concordare per un secondo piacevole caffè. Arrivato in stanza, chiamai l’avvocato peloso per proporgli un incontro. Sollevato e felice per avere ricevuto la mia telefonata il mio compagno di linea mi propose di  vederci domani in spiaggia per l’ora di cena. Contento come una pasqua mi apprestai a prepararmi per il tour della meravigliosa Atene, visitai musei e ebbi il modo di rifarmi gli occhi su altri meravigliosi greci che animavano le strade ateniesi.

Arrivo l’indomani sera e mi apprestai a raggiungere la spiaggia dove ci eravamo dati appuntamento. Ci riconoscemmo da lontano, indossava una camicia leggermente sbottonata che dava spazio alla meravigliosa peluria (sottolineando inoltre la pancia tonica). Era una fantastica visione, soprattutto con il mare azzurro che da sfondo esaltava le sue gambe possenti che si intravedevano dai pantaloni. Facemmo una passeggiata sul lungomare prima di avviarci alla casa di Giovanni, ebbi modo di constatare la sua immensa cultura e bravura durante la passeggiata. Oltre che bello era profondo nell’animo e non mi stupì affatto quando (in una caletta riparata da sguardi indiscreti) ci baciammo.

Le nostre lingue vorticosamente si intrecciavano, si scontravano e si gustavano. Iniziammo a saggiare i nostri fisici con le mani, percorsi il torace e mi soffermai sui pettorali ancora prestanti. Poco sotto la pancia che avevo sempre agognato risultava soda come i miei sospetti dicevano. Lui mi accarezzava il viso, mi prendeva i capelli e, in un modo molto dolce, mi stringeva a se. Presi da un voyeurismo degno da film porno ci spogliammo e finalmente potemmo osservarci nella maestosità dei nostri genitali. Gianni possedeva un bel cazzone, grosso e di media lunghezza ( nulla a che vedere con il mio lungo e fine). Non resistetti, mi inginocchiai e iniziai a solleticare le palle di quel bellissimo greco, le leccai e le inumidii per bene con la saliva. Toccava al cazzo adesso, in un sol colpo riuscii a ingoiare quel ben di Dio. Intanto il mio bel greco ebbe un sussulto di piacere ed inizio a portare le sue mani possenti sulla mia nuca per potermi dare il ritmo. Mi stava meravigliosamente scopando la gola, sentivo i primi umori invadermi la bocca e la faringe… finalmente avevo trovato un cazzo che mi soddisfacesse. Il ritmo aumentò e assieme ad esso le sensazioni, l’odore di quel pisello mi inebriava talmente tanto che costrinsi Gianni a venire dentro la mia gola.

Assaporato quel dolce nettare notai che il dotato avvocato non era ancora totalmente soddisfatto, voleva entrare dentro di me.Volle prima assaggiare il suo sperma dalla mia bocca, quindi iniziammo una lunga pomiciata, piano piano però iniziava a tastare le mie natiche rotonde per poi trovare l’accesso al mio antro e cominciare un meraviglioso ditalino. Oramai infognato, l’orso greco mi piego a novanta per avere tutto per se il mio buchino. Incomincio a leccarlo, sentivo sia lo sperma che la saliva lubrificarmi e raggiunta la capacità di contenere le sue tre ditone cominciò a poggiare la cappella sul mio buchino. Fu fantastica la penetrazione, era un mago del sesso, quasi non sentii dolore. Comincio piano piano la sua “possessione” mentre io, da esperto e navigato frequentatore di peni altrui, inizia ad assecondare i movimenti del suo pene con il mio culo.

Aumentava la sua velocità insieme all’intensità dei grugniti primordiali libidinosi e, ogni tanto, mi assestava qualche bella sculacciata per enfatizzare la cavalcata.

Il suo cazzo si fece ancora più duro dentro di me, sentivo che stava per venire di nuovo, mi strinse quindi stretto a se e venire. Avevo il suo caldo sperma nelle mie viscere, ero nel pieno di un post orgasmo anale quando il nell’ordine decise di doversi gustare la mia produzione lattiera. Comincio quindi a spompinarmi, la sua barba faceva scomparire meravigliosamente il mio cazzo dentro di sé… un deep throat coi fiocchi. Non ci volle molto per farmi venire e finalmente lo inondai con la mia sborra sulla bocca e sulle labbra. Sì gustò il mio sperma e, come avevamo fatto con il suo, mi baciò di nuovo per farmelo assaggiare. Ci abbracciamo e inteneriti guardammo i nostri riflessi nudi nel mar Egeo… quella esperienza mi aveva cambiato.

Un racconto di Michele

Se aveste dei suggerimenti e dei feedback da dovermi inviare potete contattarmi a questa mail: fernandoramirez1995magic@gmail.com

Spero che il racconto bear vi sia piaciuto e mi raccomando: usate sempre il preservativo 😉

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Orsi Italiani - Pillole di Woof
La redazione di Orsi Italiani è formata da amanti del genere bear, a cui piace raccontare il mondo gay degli orsi italiani.

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