Saune gay a Tokyo: Asakusa24Kaikan

Tokyo, la megalopoli ormai più popolata del mondo, è suddivisa, amministrativamente, in 23 quartieri… quartieri con la popolazione, ciascuno, di una città. In quasi tutti i quartieri ci sono bagni pubblici e saune. In Giappone, il bagno, in generale, è una vera e propria arte, non credo ci sia popolo al mondo più amante dell’acqua e della pulizia di quello giapponese.

Si tratta di luoghi di Tokyo e ne consegue che siano scritti in giapponese, lingua che si pronuncia con le vocali come in italiano e le consonanti come in inglese. 

Detto questo, dei ventitré quartieri comincerò da quello più antico con diversi, storici, locali gay:
Taitō-ku (“ku” vuol dire “quartiere”) la pronuncia è dunque: /taitoo/… eh sì, la ō (o lunga) si pronuncia come due “o” di seguito… ma non sempre viene indicata nei cartelli. 

Nel quartiere di Taitō ci sono due zone molto conosciute per il turismo in genere, ma (cosa meno nota) è che sono anche zone che potremmo definire turismo gay, molto piacevoli. Parlo del tempio più antico di Tōkyō, del Senso-ji di Asakusa, tanto per citarne uno, poi a tre fermate di metropolitana che Ueno con il suo parco e gli antichi templi. Dopo una mattinata trascorsa ad ammirare statue e templi, ma una sauna ed un po’ di sesso nel tardo pomeriggio penso sia rinfrescante per tutti, no? 

Asakusa24Kaikan 

L’edificio della sauna gay Asakusa24Kaikan è decisamente vecchio, la struttura vetusta ma grazie alla maniacale abitudine giapponese per la pulizia, il luogo è passabile. È anche un piccolo albergo gay, per cui, dei 5 piani alcuni sono adibiti a camerette, mentre altri sono aperti a tutti. Così è in moltissime saune, ma non in tutte. 

C’è da aggiungere una cosa sulle saune gay giapponesi: in alcune, non in tutte, ci sono delle limitazioni di età (in questo caso solitamente fino ai 30-40) ed in alcuni luoghi non sono graditi gli stranieri (e per stranieri non intendo i non-giapponesi, ma anche i non-locali, per cui, a Kyoto, un giapponese di Tokyo non è gradito). 

fonte: google

Il locale e la sua etiquette
Come ci si comporta in Giappone… beh, ne avrete già sentito parlare, ma permettetemi di rispiegarvelo qui brevemente: nei locali pubblici, sui treni e autobus si evita di parlare ad alta voce. 

Non si fuma camminando e dove non viene espressamente consentito. In Giappone non si butta niente per strada, anche la carta delle caramelle la si porta a casa. Nei luoghi chiusi si porta la mascherina (i giapponesi l’hanno sempre portata e non è dovuta al Covid-19). Nella sauna si toglie la mascherina (anche perché sarebbe molto scomodo fare un pompino con la mascherina, no?). 

Appena entrati ci si tolgono le scarpe e si mettono in una scarpiera a pagamento (10 Yen, meno di 1 centesimo). Si prende la chiave e la si consegna all’addetto dove si paga l’entrata, tramite una macchinetta, e che varia tra i 2700 e i 3000 Yen a seconda dell’ora d’entrata e permette di stare nell’edificio 24 ore. Questa della macchinetta è una trovata abbastanza recente, ma sembra sia stata adottata da moltissimi locali, non solo gay. L’addetto consegna poi la chiave dell’armadietto ed un borsa che contiene due asciugamani, uno piccolo e uno grande, una vestaglietta con la cintura. Chiede un nome da segnare (io uso Nancy, il mio “nome de bataille”). Qui si possono chiede dei preservativi, distribuiti gratuitamente, e si può comprare del lubrificante.

Trovato il proprio armadietto ci si spoglia e muniti dell’asciugamano si va in sauna che si trova sullo stesso pianterreno, ma dal lato opposto agli spogliatoi. Qui ci sono le docce, ci sono alcuni stalli con specchio e sedili bassi con una bacinella per l’accurata pulizia del corpo, una sauna a bassa temperatura completamente buia, un bagno a vapore suddiviso in due locali, scuro anche questo, e una sauna a temperatura alta… illuminata. Poi c’è una vasca d’acqua calda e una d’acqua fredda.

Per prima cosa ci si lava ben bene, con il sapone, tutto il corpo. Una volta sciacquati si può usare la vasca per relax poiché in questo paese il bagno serve a tutti per rilassarsi. Nel frattempo si guarda e si è guardati. Qualche sorrisetto, qualche occhiata, due parole sottovoce all’orecchio sono tutte cose da metter in conto.

Una volta, siccome fissavo un bell’uomo con un bel pene (non sta bene fissare troppo le persone), e senza neanche dire una parola mi prese per mano e mi condusse nel bagno a vapore e lì mi fece mettere a pecora e mi tolse ogni curiosità. 

Si può andare nel bagno a vapore. Si tocca e si è toccati. Se non si gradisce essere palpati basta farlo capire gentilmente. Qui sono tutti gentili (spesso anche troppo). A volte qui o nella sauna a bassa temperatura c’è un po’ d’azione “preliminare”.
Ricordo che una volta sono entrato nella sauna a bassa temperatura e siccome era buia non vedevo nulla perché appena entrato, mi sono messo a sedere e… su uno che ce lo aveva già duro… con mia somma gioia.

Dopo aver giocato con l’acqua ci si asciuga e poi ci si mette la vestaglietta e si va ai piani superiori.

Una particolarità di questo stabilimento è il “cosplay”, che detto in parole povere qui sono ben accetti i travestiti ed il quinto piano è dedicato a questa tendenza. Io stesso a volte mi metto un bel paio di mutandine rosse (rigorosamente aperte dietro) una collana di perle, a volte degli orecchini o calze a rete e vado al quinto piano. Ovviamente la mia barba e la pancia creano un contrasto… ma c’è a chi piace ed io ne sono contento.

Al primo piano oltre alla dark room è possibile mangiare qualcosa o bere una birra. C’è anche la karaoke. Al secondo piano c’è la dark room, anzi ce ne sono alcune con materassini e coperte dove ci si stende e si fa sesso o si riposa.
Il secondo piano è adibito a dark room e a albergo. Gli altri piani sono occupati da camere e il terrazzo, aperto in estate, permette la tintarella integrale.

L’ambiente cozy è molto rilassato e calmo con un’atmosfera rétro interessante. Viene visitata da uomini di tutte le età dai 20 anni in su ma in prevalenza sono uomini maturi o giovani travestiti, alcuni molto belli; non si tratta di un locale dedicato agli orsi, ma sono comunque graditi soprattutto se attivi.


Sono Nancy e sono una guida, se qualcuno vuole informazioni oppure visitare con me alcune saune di Tokyo o semplicemente incontrarsi quando sono in Italia può scrivermi a: tyo23@aol.com

Orsi Italiani - Pillole di Woof
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La redazione di Orsi Italiani è formata da amanti del genere bear, a cui piace raccontare il mondo gay degli orsi italiani.

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