Chi non rischia non rosica – Parte 1

Questa è una storia di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.

Arrivato a 20 anni dissi addio definitivamente alle mie abitudini da studente di scuola superiore e iniziai la mia avventura universitaria. Non ho mai provato un amore sfrenato per lo studio ma una laurea si sa, fa curriculum. A differenza della scuola, l’università offre una maggiore longevità di tempi e questo mi piacque molto perché parallelamente allo studio potevo anche fare qualche lavoretto sopratutto in estate, per arrotondare il bilancio familiare e poter aiutare i miei con le spese di casa.

Circa due anni e mezzo dopo aver iniziato i miei studi universitari vidi lo storico negozietto di giocattoli vicino casa mia chiudere i battenti. Conoscevo la proprietaria da quando ero piccolo e mi ci ero molto affezionato ma essendo molto anziana era giunto il momento che si godesse un po’ di riposo, e mi pare giusto. Qualche giorno dopo, mentre andavo all’università notai che c’era un officina auto nuova al posto del negozietto di giocattoli ed essendo una persona molto curiosa diedi una sbirciatina dentro.

“Desidera qualcosa?” disse una voce alla mia destra

“Ah!” feci io trasalendo “Ah… ecco, ho visto questa officina nuova e volevo darle un’occhiata. Sa, io abito qui vicino.”

“Scusi se l’ho spaventata.” mi disse lui avanzando verso di me e portandosi alla luce. Quando lo vidi mi si mozzò il fiato. Era bellissimo. Capelli castani di taglio rasato cortissimo, occhi azzurri e una barba molto curata. Un viso allegro, simpatico e intrigante e la sua voce era dolce e gentile. La tuta da lavoro nascondeva il suo corpo ma se era muscoloso come il suo collo… Un bel ciuffettino di pelo faceva capolino dalla tuta.

“Quindi è della zona. Com’è la gente qui? Sa, mi sono trasferito da Ciaculli perché… bèh diciamo che non potevo più sopportare quelli che si sentono chissà-chi e vogliono decidere per gli altri.” (Per chi non lo sapesse Ciaculli è un piccolo paesino vicino Palermo)

“Capisco quello che intende” dissi io “Io ho abitato li per un po’ quando ero piccolo, ma poi mi sono trasferito qui quando mio nonno è morto. La casa era sua e l’abbiamo venduta per questioni di eredità. Ci avevano fatto pressioni per venderla a chi sapevano loro ma noi l’abbiamo venduta ad un’altra famiglia.”

“Mmm, capisco.”

“Comunque può stare tranquillo, qui non siamo al paese, siamo a Palermo. Qui non ci sono gli stessi problemi che ci sono li.”

“Meno male” disse lui

“Credo che presto lei potrebbe avere molti clienti. Sotto casa mia c’è un incrocio che fa quasi un incidente al giorno. Potrebbero arrivarle parecchie macchina da aggiustare”

“Speriamo che chi guidi rimanga intatto, però” rispose ironicamente e ci mettemmo a ridere insieme. “Ma noi non ci siamo ancora presentati. Piacere, mi chiamo Domenico” e mi diede la mano

“Piacere mio, mi chiamo Stefano” e gli strinsi la mano. Che stretta di mano vigorosa!

“Diamoci del tu, ok?”

“Va bene, come vuoi.”

Restai un attimo a fissare il suo sguardo e lui mi disse

“Hei, va tutto bene?”

“Come? Oh si, scusami. Adesso devo proprio andare.”

“Dove?” mi chiese lui

“All’università. Ho una lezione importante oggi.”

“D’accordo vai allora. Non voglio farti arrivare in ritardo. E’ stato un piacere. Magari la prossima volta ci prendiamo un caffè se hai tempo.”

“Mi farebbe piacere (e non sai quanto). Una buona giornata e buon lavoro.”

“Grazie!”

Da quel giorno in poi scendevo di casa sempre con 15 minuti d’anticipo per incontrare Domenico e parlare con lui, mi aveva proprio conquistato. Sebbene vivessi la mia omosessualità alla luce del sole, non mi ero mai azzardato a dichiararmi perché… perché avevo paura. Dal dire di essere gay al dichiarasi a qualcuno c’è di mezzo il mare. Sapevo perfettamente che se non avessi rischiato non avrei trovato la persona giusta, ma con tutto quello che si sente al telegiornale… beh un po’ di paura è normale che venga, sopratutto per chi abita nel sud Italia come me. Ma non era soltanto la paura per la mia incolumità a bloccarmi. Era nata un’amicizia rara tra me e Domenico. Pur non conoscendoci era stato cordiale e amicale fin da subito e non volevo rischiare di compromettere tutto anche se nonostante ciò non riuscivo a dimenticarlo. Più di una volta ho pensato di dichiararmi ma puntualmente la paura di rovinare tutto o di essere respinto mi bloccava. Come se non bastasse avevo anche l’assurda convinzione che fosse etero, credo per via del suo carattere molto maschile. Credo di aver visto troppi Cinepanettoni e commedie all’italiana!

Essendo un tipo che fa sempre le cose all’ultimo minuto, i miei si insospettirono subito quando mi videro più solerte ma non nel modo in cui potreste pensare. I miei genitori sono delle persone eccezionali. Se esistessero delle persone con una mente più aperta della loro, probabilmente avrebbero il cranio cabriolet. Contrariamente alle altre coppie che arrivate alla mezza età si rinchiudono in casa e passano ogni secondo del loro tempo insieme, i miei uscivano spesso e facevano anche molte cose separatamente. Ad esempio mia madre faceva spesso passeggiate al centro commerciale con le sue amiche e mio padre invitava spesso i suoi amici in casa per delle lunghe partite a carte senza però impiego di soldi. Ogni volta che i suoi amici lo incitavano ad usare i soldi per le loro partite a poker, mio padre diceva sempre che usare i soldi per giocare è come usare un crocifisso come mazza da baseball ed io ero pienamente d’accordo con lui. I miei facevano anche delle cose insieme ma il legame con il coniuge non ha mai fermato le loro passioni individuali. La loro filosofia di vita era “io sono felice se tu sei felice” ed è stato proprio grazie a questo che mi hanno accettato senza problemi. Era il 4° anno di liceo quando feci il mio outing e ricordo che loro non batterono ciglio. La scoperta della mia omosessualità passò attraverso i miei come un fantasma attraverso un muro. Questa loro reazione mi lasciò spiazzato. Mi ero già preparato in testa la mia ‘arringa difensiva’ sulla loro probabile riluttanza ad accettare la mia omosessualità e invece non ce ne fu bisogno. Fui molto orgoglioso dei miei e me ne vantavo spesso con gli amici.

Quando mio padre organizzava le ‘serate-poker’ io mi nascondevo dietro il corridoio della stanza da pranzo per ammirare lui e i suoi amici. Essendo un amante degli orsi e degli uomini maturi provavo una certa attrazione verso mio padre e anche i suoi amici mi facevano sbavare e non poco.

Mio padre che si chiama Vincenzo, è un bell’orsone di 54 anni, alto 1.90, brizzolato, capelli neri e occhi castani con un pizzetto che fa tanto maschione siculo. Robusto di braccia e gambe, pelosissimo e con una panciona rotonda e soda che mi ha sempre fatto impazzire. Insomma un vero e proprio gigante buono. Mia madre aveva avuto buon gusto molti anni fa, quando lo scelse come marito. I parecchi anni da fumatore hanno abbassato il tono della sua voce fino a quel preciso timbro caldo e sensuale che ti fa bagnare le mutande ogni volta che lo senti parlare. Essendo un tipo con i piedi per terra sapevo perfettamente che non avrei mai potuto assaggiare il suo frutto proibito. Insomma, lui era mio padre. Certo, ho letto molti racconti in questo portale in cui figli amanti di orsi si fanno trombare da quegli orsoni dei loro padri ma sapevo benissimo che si trattava solo di pure fantasie erotiche totalmente distaccate della realtà… o almeno così credevo.

Era arrivata l’estate e come ogni anno lo scirocco aveva già messo radici a Palermo. Il destino volle che mio padre per andare dal ferramenta e colori a comprare un tubo avesse un incidente proprio sotto casa. Ringraziando il cielo mio padre non si fece nulla. Il paraurti posteriore era rotto e una ruota era storta, probabilmente c’era il semiasse rotto. Proposi a mio padre di portare la macchina da Domenico.

“Non è che ci vuoi andare solo per vederlo di nuovo?” mi disse mio padre ironicamente. Qualche giorno prima infatti gli avevo parlato di lui ma fui vago. Non gli dissi dei miei timori

“Bèh, che male c’è a guardare? E poi Domenico mi ha fatto una buona impressione. Ti assicuro che è un bravo meccanico.”

Chiamato il carro attrezzi portammo la macchina all’officina di Domenico. Lasciammo li la macchina e prendendomi in disparte Domenico mi disse con una voce ammiccante che mi avrebbe fatto un buon prezzo. Ringraziai Domenico del favore. Cazzo! Ma dovevo essere proprio cieco… Quale altro segnale volevo per vedere quello che avevo davanti? Se avessi potuto tornare indietro nel tempo a quel giorno avrei preso a schiaffi il mio alter-ego!

Tornati a casa mio padre mi chiese di aiutarlo a sostituire il tubo del bidè che perdeva con quello che aveva comprato poco prima. Sebbene dovessi soltanto regolare gli interruttori dell’acqua e passargli gli attrezzi, mi sentivo come in procinto di fare una maratona perché sapevo già che per il caldo mio padre si sarebbe messo a torso nudo. Ogni volta che vedevo mio padre a torso nudo in giro per casa dovevo subito girarmi dall’altra parte perché il mio cazzo sembrava un cane da caccia che fa la punta alla sua preda. Sperai di potermi controllare in quella circostanza perché se avessi avuto un erezione proprio in quel momento sarebbe stato imbarazzante e non solo per me ma anche per mio padre. Mi sarebbe dispiaciuto rovinare quel clima di accettazione incondizionata. Quello che successe però mi lasciò spiazzato.

Pur essendoci la finestra del bagno aperta c’era un’afa insopportabile che faceva si che l’odore del sudore di mio padre rimanesse li nell’aria proprio come se fossimo stati chiusi. Respirare quell’aroma di uomo metteva a dura prova il mio autocontrollo. Spento l’interruttore del bidè e dopo avergli passato la chiave inglese vidi mio padre stendersi a terra per raggiungere il tubo da sostituire. Il muovere le braccia per svitare il tubo in questione gli faceva ondeggiare il petto e la panciona e qui cominciai a sudare freddo. Il mio cuore cominciò a battere all’impazzata e mi sentivo la testa calda e le mani fredde e iniziai a sudare… e intendo letteralmente stavolta. Feci del mio meglio per controllare le mie pulsioni, ma fu tutto inutile. L’erezione non si fece aspettare, ma in quel momento fortunatamente il bidet copriva la visuale di mio padre che era ancora intento a svitare il tubo rotto e quindi avevo tutto il tempo di cercare di ‘spegnere’ il mio cazzo. Cercai con tutte le mie forze di distogliere lo sguardo da lui ma più cercavo di farlo più non riuscivo a smettere di guardarlo. Allora provai ad usare la manovra della compressione del pene ma non ci fu nulla da fare. Il mio cazzo sembrava fatto di legno in quel momento. (Per coloro che non lo sapessero “La manovra della compressione del pene” non è altro che uno strizzamento dello stesso che aiuta il sangue a defluire dai corpi cavernosi del pene e far passare l’erezione. Ho visto questa pratica in un video su internet insieme ad altri trucchi per ritardare l’orgasmo durante le seghe. Il video asseriva che più tempo il cazzo restava gonfio più poteva aumentare di dimensioni. Secondo me è una cavolata…) Alla fine la riparazione era terminata e dopo aver sostituito il tubo, mio padre fece per alzarsi ed io mi girai di scatto dall’altra parte. Notando questa mia reazione improvvisa, mio padre mi chiese se c’era qualcosa che non andava.

“Tutto a posto, Ste?”

“S-si pa’, tutto ok.” risposi io balbettando un po’ sulla difensiva

“Sei sicuro? Hei, figliolo…” e mi appoggiò una mano sulla spalla. Essendo anch’io a torso nudo, il contatto con la sua mano mi fece arrapare ancora di più

“Sto bene!” dissi scansando la sua mano con uno scatto fulmineo per controllarmi e uscì di corsa dal bagno recandomi nella sala da pranzo. Mio padre interpretò questa cosa come una reazione di rabbia e mi seguì.

“Ti ho forse fatto qualcosa?”

“No” dissi io dispiaciuto che lui si sentisse in colpa “Non sei tu pa’, e che…” ma in quel momento mi resi conto che nel dare quella risposta mi ero girato verso di lui

“Oh, no!” dissi io guardando verso il basso e mio padre guardò anche lui verso il basso. In quel momento avrei tanto voluto trovarmi sotto terra.

“Bèh… era questo il problema? Dovresti essere contento che laggiù tutto funziona bene.”

“Non è questo pa’… è che…” dissi girando la testa di lato non potendo sostenere lo sguardo di mio padre. Non sapevo proprio che dire

“Te lo dico io cos’è…” e mio padre mi prese la testa e me la girò verso di lui

“… io ti piaccio, non è così?”

“Oh, no! L’ha scoperto! E adesso?” pensai tra me

“Papà… io non so che dire. Ho cercato di controllarmi, davvero… Scusami.”

Mio padre mi guardò fisso per un po’ con la faccia seria poi sorrise e mi mise una mano sulla spalla

“Eheheheh… Buongustaio…” disse dandomi un pizzicotto sulla guancia

“Non sei arrabbiato?” chiesi io

“E perché dovrei esserlo? Ste, nessuno è fatto di legno.”

“Si, papà… ma tu sei mio padre e io non dovrei…”

“Prima di essere tuo padre, sono un uomo come tutti gli altri… e non faccio per vantarmi ma, credo di essere proprio un gran bel uhm.. com’è che lo chiamate voi gay… ‘Orso’, giusto?” mi rispose mio padre passandosi le mani dal petto fin sulla pancia con fare provocante.

Mio padre mi squadrò con un’espressione maialesca “A mio figlio piacciono gli orsi. Hai capito…” e poi mi prese la mano e se la portò al petto “Non vorresti assaggiare quest’orsone di papà, mmm?” e cominciò a far ondeggiare il suo pancione. Il contatto con il suo petto villoso e la vista di quel pancione che faceva su e giù demolirono completamente il mio autocontrollo.

“P-papà… non dovremo farlo…” dissi pur pensandola in modo diametralmente opposto

Mio padre si avvicinò a me e mi prese il cazzo attraverso i pantaloni nella sua mano forte e robusta.

“E perché no? Lo so che lo vuoi… lo sento…” e cominciò a fare un lento movimento entra – esci.

Al contatto con la sua mano caddi letteralmente in trance. Ero del tutto in suo potere e non riuscivo a trovare la forza né la voglia di reagire. Non immaginavo che mio padre potesse volere questo. Io credevo che fosse etero. Insomma lui si era sposato e aveva avuto un figlio. Ho letto molte volte di uomini che nella mezza età cambiano gusti sessuali ma non ci ho mai creduto. Che fosse questo? Ma come può una persona cambiare gusti sessuali da un momento all’altro? Io credevo che ciò facesse parte della personalità di una persona e che una volta sviluppata non potesse cambiare. Evidentemente la cosa non era così semplice come sembrava…   

“Oh si, pa’… Ah… mmm… così… non ti fermare… ah…” continuavo a dire ansimando

“Allora ti piaccio davvero, eh? ” disse con tono libidinoso

“Si pa’, tantissimo… ah… ogni volta… che ti sogno la notte… ah… io… devo… cambiarmi le… mutande… oh si…” dissi io in preda al delirio dei sensi

“Ma davvero?” rispose mio padre visibilmente contento “Allora ti farò venire da sveglio, stavolta. Ma prima…”

Mio padre si allontanò leggermente da me e con uno sguardo provocante mi prese la mano e me la mise sul suo pacco. Il rigonfiamento consistente che sentì non lasciava spazio al dubbio. Mio padre aveva il cazzo duro.

“E questo, ti piace?” disse mio padre

“Oh, si. Com’è grosso, pa’.”

“E’ tutto tuo se lo vuoi.”

“E’ bellissimo pa’…” e in quel momento mi lasciai andare alla situazione “Oh, al diavolo! Siamo entrambi adulti e vaccinati. Io ti voglio e tu mi vuoi. Perché farsi tanti problemi?”

“Eheheheh Bravo, Stefano. Questo è lo spirito giusto. In questo momento non siamo più padre e figlio ma solo due uomini molto arrapati. Vieni qui.” e tirandomi a sé mi bacia con passione. Dopo essersi staccato mio padre mi mise una mano sulla testa per incitarmi ad abbassarmi e allora gli sbottonai i jeans e glie li calai alle caviglie. Mio padre rimase in mutande e io affondai la mia faccia nei suoi slip per gustarmi l’aroma del suo cazzo che tante volte ha fatto da accelerante durante le mie seghe. Ma in quelle mutande c’era la sorpresa ed io non vedevo l’ora di scartarla. Cominciai a mordicchiargli il cazzo da fuori gli slip e mio padre rantolava di piacere.

“Si così, bravo. Oh, bravo figliolo. Mmm… ti piace proprio il pisellone di papa’, eh?” disse mio padre stringendo il pugno tra i miei capelli per la goduria che gli provocavo

© google immagini

Dopo quel breve ma intenso antipasto, presi l’elastico degli slip di mio padre con i denti e con uno sguardo carico di desiderio gli abbassai lentamente le mutande. Era da tanto tempo che non vedevo il suo cazzo e questo mi fece emozionare moltissimo. L’ultima volta che l’avevo visto avevo 10-11 anni è fu il periodo che andavo al mare con i miei quasi tutti i giorni. Tornati a casa io ero il primo a farmi la doccia, poi mio padre e infine mia madre. Preparavo i miei vestiti nella stanza da letto dicendo a miei che era più comodo, dato che il bagno è proprio di fronte e in questo modo non si faceva bagnato per tutta la casa… o almeno questa era la scusa ufficiale. In realtà, com’è facile immaginare il motivo era tutt’altro che quello. Quando io uscivo dal bagno e andavo nella stanza da letto per vestirmi facevo finta di metterci un sacco di tempo per dare modo a mio padre di farsi la doccia e così poterci trovare entrambi nudi nella stanza da letto. Ricordo che vedere mio padre nudo mi provocava uno stato di profonda euforia ed eccitazione e fu così che cominciai a realizzare che mi piacevano gli uomini. Il cazzo di mio padre era quindi di nuovo davanti a me in tutto il suo splendore e per la prima volta glie lo vedevo duro.

“Da quanto tempo non ci vediamo… Da quando andavamo al mare quasi tutti i giorni, ti ricordi? Che bei tempi…” dissi io con il testosterone a mille

“Allora è per questo che ci mettevi una vita per vestirti dopo la doccia, eh? Brutto sporcaccione che non sei altro…” mi disse dandomi uno schiaffetto sulla guancia

“Si” dissi io arrapato come una bestia “Sono proprio un maiale. L’unico maiale a cui piacciono le salsicce.”

Presi il cazzo di mio padre con due dita e feci un lento ma provocatorio ‘scappella e richiudi’ fino a che emise un sobbalzo e un po’ di pre-sperma colò dal buchino dell’uretra. Con la punta della lingua glielo presi tutto e diedi qualche leccata al frenulo per stuzzicarlo un po’ e qualche secondo dopo il cazzo di mio padre sparì nelle mie fauci.

Sentire quel fantastico e invitante pezzo di carne contrarsi e pulsare nella mia bocca era una sensazione meravigliosa. Sentivo la consistenza del cazzo di mio padre, era duro ma al tempo stesso anche morbido, succoso, carnoso e caldo. Cominciai ad aumentare la velocità della pompa mentre con una mano gli solleticavo le palle.

“Oh, si… così, si… non ti fermare. Oh, che goduria. Tua madre non mi ha mai fatto un servizietto del genere… Mmm… si, continua”

Mi sentivo orgoglioso di me. La mia eccitazione salì esponenzialmente così come la velocità della pompa e ad un certo punto, forse perché sentiva l’orgasmo vicino mio padre mi fermò e mi tirò su.

“Si… bravo Ste… sei proprio un vero maiale… a momenti mi fai venire…” e mi cinse nelle sue braccia e ci baciammo di nuovo “Mi fai impazzire, Ste.” e cominciò a baciarmi il collo mentre le sue braccia percorrevano la mia schiena “Sono così arrapato… non resisto più” e le sue mani scendevano ancora “…voglio che tu sia mio fino in fondo.” e le sue mani mi strizzarono le chiappe

“Si, fammi tuo” dissi io più arrapato di una cagna in calore “Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me, lo voglio tutto. Fammi diventare uomo, pa’!”

“Però ti avverto, ti farà un po’ male.”

“Si lo so pa’, ma non mi importa. Lo voglio dentro di me… adesso… subito.”

“Ok, andiamo nella stanza da letto. Li staremo più comodi.”

Ci recammo nella stanza da letto e mio padre prese dal cassetto del suo comodino un profilattico e una boccetta di lubrificante.

“Ma quando hai comprato quel lubrificante? Pensavo che gli etero non ne avessero bisogno…”

“L’ho comprato un po’ di tempo fa…” mi rispose mio padre “Quando hai cominciato a comportarti in maniera strana ogni volta che ero senza maglietta o camicia, ho capito che prima o poi mi sarebbe servito.”

“Aspetta… tu l’avevi capito? E perché non lo hai detto subito, prima?”

“Era troppo divertente vederti imbarazzato in quel modo…”

“Sei proprio un bastardo, lo sai?” dissi divertito

“Si, un bastardo che tra poco ti aprirà quel bel culetto vergine che hai.” e la mia libido riprese a salire di nuovo

“Adesso mettiti supino sul letto e alza le gambe, che papà ti vuole assaggiare” questa frase mi arrapò moltissimo e feci come diceva lui e subito senti il calore della sua lingua che si insinuava nel mio buco.

© google immagini

Cominciò con delle leccate esterne per poi avvicinarsi sempre di più al centro, al buco e poi usava la sua lingua come un cazzo infilandola li dentro fino in fondo. Mi sentivo in estasi e mentre mio padre mi lavorava il buco mi sentivo sempre di più rilassato e sentivo che anche il mio buco si rilassava con me e si allargava. Mio padre sapeva perfettamente cosa fare e lo faceva tanto bene da farmi sospettare che avesse avuto delle relazioni omosessuali in passato. Stavo godendo come un pazzo ma il meglio ancora doveva venire.

“Bene, adesso passiamo alla fase due” disse mio padre e prendendo un po’ di lubrificante dalla boccetta e spalmandoselo sulle mani comincia a penetrarmi con un dito.

“Oh, si… ah… ah… siiiiii….” ero proprio andato

Le dita da una diventavano due, poi tre e infine quattro. Quando mio padre vide che il mio buco era largo abbastanza si fermò e mi disse “Bene, adesso sei pronto.”

Lo vidi mettersi il profilattico e spalmarsi un po’ di lubrificante sul cazzo.

“Allora, sei pronto?” mi chiese mio padre

“Si, sono nato pronto. Fammi tuo”

Mio padre cominciò a spingere e in un attimo la cappella era dentro.

“Adesso devi spingere in fuori Ste, così posso entrare senza farti troppo male.”

“Come se stessi andando in bagno?” chiesi io

“Si, esatto.”

Allora feci come mi disse e sentì il suo cazzo entrare. Era una trave che mi impalava. Sentivo il cazzo duro di mio padre insinuarsi in me. Era doloroso, ma quel dolore era diverso dagli altri. Per la prima volta in vita mia ero contento di provare dolore e questo mi fece un po’ paura. Di solito il dolore è una cosa che si evita sempre, ma in quel momento mi dava piacere… e tanto.

Il cazzo di mio padre alla fine era tutto dentro di me. Potevo sentirlo pulsare nel mio ano. Sentivo la sua possanza in me, mi riempiva. Mi sentivo talmente eccitato che credevo di poter venire da un momento all’altro, ma in realtà è semplicemente quel che si prova quando la propria prostata è in contatto con qualcosa e quel ‘qualcosa’ mi stava facendo toccare il cielo con un dito. Il dolore svanì e restò solo il senso di pienezza e il piacere.

“Oh, si che bello… si… trombami pa’… non ce la faccio più…” dissi sconclusionatamente

“Mmm… si che bel culo che hai… cosi’ caldo… tua madre il culo non me l’ha mai dato…”

Rimasi perplesso. Che se ne faceva mio padre del culo di mia madre quando poteva la sua passera? Non aveva senso. Io ero convinto che gli etero prediligessero il ‘davanti’ piuttosto che il ‘dietro’… Evidentemente la cosa non era così semplice come sembrava…

Mio padre cominciò la cavalcata prima lentamente e poi sempre più veloce. Sentirlo gemere di piacere mentre mi scavava dentro mi faceva impazzire.

“Oh… si… prendilo tutto… si… ti piace il pisellone di papà… si? E’ questo che volevi, eh?” mi diceva

“Si, l’ho sognato tutte le notti. E adesso lo prendo davvero. Mi piace, pa’… mi piace…” gli risposi nell’estasi del piacere

Mentre mi trombava notai come il pancione di mio padre ondeggiasse mentre muoveva il bacino ad ogni affondo e questo spinse la mia mano ad avventurarsi in quell’enorme cocomero peloso. La sua consistenza abbondante ma soda mi mandava in orbita.

“Ah… ti piace la mia pancia, eh? Eh… ti piace? Dimmi che ti piace!” mi disse mio padre

“Si, mi piace. Mi fa godere come una scimmia in calore. Si…. l’adoro.”

Restammo in quella posizione per una mezz’ora abbondante. Il mio vecchio aveva un resistenza incredibile.

“Mettiti faccia al muro, sei in punizione” disse dopo essersi sfilato da me

Mi alzai e mi si contro il muro inarcando la schiena e mio padre cominciò a prendermi a sculacciate. Non l’avrei mai detto ma provai un piacere perverso nel farmi sculacciare da mio padre e dire che c’è stato un tempo in cui avrei fatto di tutto per evitarlo.

“Oh, si…siiii… ancora… ancora… ancora… puniscimi… si…. sono stato cattivo… siiiiiii” Se mi fossi visto dall’esterno in quel momento non mi sarei riconosciuto. Quel rapporto sessuale stava facendo emergere parti di me di cui non ero cosciente e che mai avrei pensato di avere.

“Si… ora ti punisco io!” e di scatto me lo infilò tutto dentro

Ebbi un sussulto ma non di dolore, di piacere quasi come se avessi sentito il cazzo di mio padre arrivarmi più in profondità. Mio padre cominciò a fottermi con foga sempre più crescente mentre le sue mani mi accarezzavano il petto e scendevano giù, sempre più giù fino a prendermi il cazzo e segarmelo a ritmo della trombata mentre con l’altra mano mi stimolava un capezzolo.

“Che bello trombare il tuo culo, Ste. Oh… si… sento che sto venire… siii… lo sento….” mi sussurrò all’orecchio

“Aspetta… Voglio berlo tutto, pa’. Voglio sentire che sapore ha il miele che mi ha dato la vita.”

“Vuoi bere il mio seme, eh? Sei proprio uno sporcaccione, Ste. E va bene…” e mio padre si staccò ed io mi girai verso di lui, mi abbassai e gli tolsi il profilattico.

“Avanti, Ste. Stappa questo Champagne!”

Questa frase mi arrapò a tal punto che fagocitai letteralmente il cazzo di mio padre in un sol boccone. Cominciai a succhiarglielo con velocità crescente e sempre più incisivamente e poi sentì le contrazioni orgasmatiche avvicinarsi.

“Oh…si…continua, Ste’… si… non ti fermare… sta per uscire oh… oh… oh… AAAAAAWWWWHHHH!!!”

Sentì il cazzo di mio padre contrarsi e pulsare ritmicamente e la potenza dei suoi schizzi mi massaggiava il palato. Lo sperma di mio padre era caldo, denso e corposo ed era tutto nella mia bocca. Lo assaporai per bene e poi lo mandai giù e mi godetti la sensazione si sentirlo scendere in gola. Avevo assaggiato e ingoiato lo sperma di mio padre. Non mi sembrava vero! Mi sentivo felice.

“Wow… Ci sai fare con il pisello, tu… bravo, Ste. Erano anni che non godevo così.” disse con il fiatone

“Eh lo so. Sembravi una fontana, pa’. E’ stato bellissimo, grazie.”

“E’ stato? Ma che dici? Guarda che non abbiamo ancora finito… Non noti niente?” disse mio padre tenendosi il cazzo in mano

Mio padre aveva ancora il cazzo duro! Aveva appena sborrato ma il suo pisello non aveva accennato minimamente ad ammosciarsi.

“E’ ancora duro.” dissi io sorpreso

“Esatto. Vieni qui, che voglio sentire ancora la tua bocca.”

Mi rimisi il cazzo di mio padre in bocca e ripresi il pompaggio di quel succulento pezzo di carne.

“Oh… si… si… che bello… la tua bocca è così calda… mi fa impazzire, Ste’…” l’avevo proprio mandato sulla luna

Le palle di mio padre erano molto gonfie e non vedevo l’ora di dargli un’altra scaricata ma ad un certo punto prendendomi per i capelli mio padre mi ferma e dopo avermi fatto alzare mi bacia di nuovo con passione.

“Eheheheh bravo Ste. Adesso ci penso io a te.” e mio padre mi spinse delicatamente sul letto.

Mi ritrovai steso sul lato del letto con le gambe che toccavano terra e vidi mio padre girasi ed appoggiarsi con le mani sul letto e strusciare il suo culo peloso contro il mio cazzo che era talmente duro che sembrava potesse esplodere da un minuto all’altro.

“Ti piace?” mi disse con tono lussurioso

“Oh, siiiii… siiiiiiiiiiiiiiiiiii…” dissi in estasi

“Non ho sentito…” disse mio padre strusciando il suo culo più vicino al mio cazzo

“Siii…” dissi di nuovo più arrapato

“Non ti sento…” disse mio padre strusciando il suo culo quasi interamente a contatto con il mio cazzo

“Siiiiii” dissi ancora più forse e ancora più arrapato

“Ah… quindi ti piace” disse atterrando bruscamente sul mio cazzo con tutto il suo peso. Fu un po’ doloroso ma stare sotto a quell’omone era un piacere immenso. Riprese a muoversi ma non era più una strusciata adesso, era una vera e propria sega con il culo…

“E quanto ti piace, eh?” disse mio padre continuando questa ‘sega culinaria’

“Tanto… si… tantissimo, siiiiii” ero proprio andato

“Ah tanto? E tanto quanto? Così?” e mio padre aumentò improvvisamente la velocità e l’incisività dei movimenti del bacino

“Ah…. si…. così…. si…. lo voglio…. ah…. si…. lo voglio subito!!!” la libido era arrivata al punto di farmi urlare dal piacere

“Eheheheh allora vieni qui ad assaggiarlo.”

Mio padre si alzò e inarco la schiena. Io mi alzai mettendomi seduto sul letto e prese con le mani le chiappe di mio padre le distanziai e in un attimo la mia lingua esplorava il suo buco. Era bellissimo. Aveva un gusto tendente al salato, forse dovuto al sudore ma per me era più dolce del miele. Cominciai a leccargli il buco e potevo sentirlo contrarsi e poi rilassarsi ed allargarsi. Mi sentivo molto eccitato, ma mi sentivo anche… béh è difficile da descrivere ma era come se, in quel momento fossi entrato in contatto con il mio ‘io’ primordiale, quello composto dal solo istinto. Mi sentivo come se sapessi esattamente quello che facevo e sopratutto come farlo bene anche se non l’avevo mai fatto prima di quel momento. Come se fossi nato per fare questo. Come se ciò fosse scritto nel mio DNA.

“Mmm… si….bravo, figliolo…. si…… mi fai impazzire con la lingua…. ma come fai…. io ci ho messo un bel po’ per imparare a farlo….”

L’orgoglio mi pervase. Non riuscivo a credere che stavo facendo godere mio padre fino a quel punto.

“Basta non resisto più. Voglio che tu me lo metta dentro.” disse mio padre al massimo della libido

“Predi un profilattico e mettimelo allora” dissi io

Mio padre fece come io gli dissi e mi passò anche il lubrificante ed io feci esattamente come lui aveva fatto prima. Gli allargai ancora un po’ il culo con le dita e poi mi spalmai il cazzo foderato dal profilattico di lubrificante.

Dissi a mio padre di stendersi e dopo essermi messo le sue gambe sulle spalle cominciai ad entrare e lui mi incitava ad entrarlo tutto subito. In effetti il suo culo non era poi così stretto e quindi entrò facilmente. Sentire il mio cazzo dentro il culo di mio padre, sentire il calore della sua tana, sentirmi avvolgere dalle sue pareti intestinali era la cosa più bella che avessi mai provato in tutta la mia vita. Restai fermo per un po’ per godermi questa sensazione mentre le mie mani si godevano di nuovo la panciona di mio padre come se quella fosse la messa a terra di quel circuito elettronico di piacere. Ero come sospeso nel tempo e quando mio padre cominciò a muovere il bacino per iniziare questa trombata, non mi feci attendere. Cominciai con spinte lente e decise e poi aumentai progressivamente la velocità della trombata.

“Oh… siii… siii… continua Ste…. non ti fermare… di più… di più…. siiiiii…..”

Mi sentivo uno stallone da monta ma volevo sentire meglio il corpo di mio padre.

“Alzati pa’… e mettiti faccia al muro.” e così fece

Lo presi da dietro lo avvinghiai a me e lo trombai in questa posizione. Mentre scavavo la sua tana le mie braccia si muovevano su tutto il suo corpo irsuto. Prima gli stimolai un po’ i capezzoli, poi scesi sulla pancia dove mi persi per parecchio.

“Si, ti piace tanto il pancione di papà, eh? Ti piace?”

“Si….” dissi nel delirio dei sensi “E’ così peloso, morbido, tondo e sodo… mi fa impazzire. Guai a te se dimagrisci….” Su quest’ultima cosa ridemmo entrambi. Non so per quanto tempo restammo in questa posizione perché il pancione di mio padre mi aveva fatto perdere la cognizione del tempo.

© google immagini

Dopo un po’ cambiammo di nuovo posizione. Mi stesi sul letto supino mentre mio padre si mise sopra di me, seduto sul mio cazzo. In questa posizione era lui a comandare la trombata e questo era proprio quello che volevo. Mi era piaciuto come mio padre poco prima mi avesse accesso strusciandomi il culo sul cazzo e volevo essere dominato da lui di nuovo. Mio padre iniziò la cavalcata prima piano e poi sempre più veloce. Di tanto in tanto mi lanciava occhiolini e sguardi carichi di desiderio.

“Oh, si… pa’… continua… così… non fermarti… oh… sei fantastico… si…”

“Mmm… ti piace il mio culo, eh?”

“Siiii…”

Ad un certo punto iniziai a sentire l’orgasmo incombere.

“Oh si…. si… lo sento, pa’… sto per venire… oh… oh… “

“Ah si? Vediamo quanto riesci a resistere…” e mio padre iniziò a spingere come un forsennato

 “Oh, mmm…. oh…. omm… ah…”

“eheheheheh è inutile che ti tieni… io posso andare avanti per ore… e tu?”

Mi piaceva questo gioco erotico. Era eccitante. Cercai di resistere quanto più potevo ma mio padre era instancabile. Fu una lotta impari.

“Ahh! Mmh! Ohh!” l’orgasmo era vicinissimo

“Si, ci siamo…. lo sento… Avanti… vieni… vieni….vieni.” disse con uno sguardo di libidine al quadrato

“Oh, si….. si….. si…… SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ah! Ahhh! Ahhhh! Ohhh! ” Ebbi un orgasmo così potente da farmi avere gli spasmi su tutto il corpo

“Oh, si. Bravo, così… così…. bravo, buttalo tutto fuori. Bravo… bravo… oh… si… com’è caldo… mmm…” mi incitava mio padre ondeggiando a ritmo delle contrazioni e quando ebbi finito si addossò a me

“eheheh… Ho vinto io…” disse ridendo

“E’ stato bellissimo, pa’…” e ci baciammo di nuovo lungamente.

Dopo un po’ mio padre si staccò da me mi sfilò il profilattico e lo vuotò nella sua bocca. Avevo davvero eruttato un marea si sperma.

“Mmm…squisito.” disse con un espressione maialesca

Ero stravolto. Mi sentivo ampiamente soddisfatto ma mio padre aveva ancora una cartuccia da sparare e non vedevo l’ora di premere il grilletto.

Mio padre si stese accanto a me ed io cominciai a masturbarlo lentamente con fare provocante.

“Hai un cazzo fantastico pa’… te lo segherei all’infinito…”

“Eheheheh… Perché non mi fai quel solletico che mi hai fatto prima? Mi è piaciuto tanto, sai?”

“Vuoi dire questo?” e cominciai a solleticargli le palle per poi salire verso la sua asta ed arrivare al frenulo su qui mi fermavo un po’ per poi scendere di nuovo verso le palle. Il cazzo di mio padre cominciò a danzare per la goduria che gli provocavo.

“Ah si… che bello… si, continua… si… oh si… che bello…”

Cominciai allora ad usare tutte e due le mani. La destra di occupava delle palle e la sinistra del cazzo per poi unirsi insieme per un solletico a due mani dalle palle fino al frenulo. Mio padre si arrapò al punto che non riuscì più a resistere.

“Ste’, succhiamelo tutto e fammi venire. Non resisto più!!!”

Mi misi per la seconda volta il cazzo di mio padre in bocca e cominciai a pompare con vigore crescente ma senza aumentare di velocità per andare fino in fondo ad ogni pompata. Volevo farlo godere fino in fondo e dargli l’impressione che ogni pompata fosse quella definitiva.

“Oh… oh… così… mmm… oh… bravo… ah… si… si… si… Sii… SIIII… AAAAHHHHHHHHHHHHWWWWW!!!!!”

Mio padre si lasciò andare in un potente orgasmo che per la seconda volta mi riempì la bocca con la sua essenza di virilità. Continuai a succhiargli il cazzo fino a quando non sentì che l’erezione stava passando e poi cominciai ad accarezzarglielo come se fosse un gattino impaurito.

“Allora? Ti è piaciuto?” gli dissi io

“Si, bravo Ste. Era una vita che non godevo così.” disse con il fiatone “E a te è piaciuto?”

“Si, è stato fantastico, però…”

“Però cosa?” mi disse mio padre

“Bèh ecco… si, insomma… non hai tradito la mamma facendo sesso con me?”

“No, stai tranquillo” mi disse mio padre “Tu non lo sai, ma io e tua madre non facciamo più sesso da un bel po’, da quando è andata in menopausa. Io la rispetto ed ho cercato di adattarmi, ma lo sai come la pensiamo noi, no?”

“Vuoi dire il ‘io sono felice se tu sei felice’?”

“Esatto. Tua madre mi disse che non era giusto che io non potessi sfogarmi solo perché lei non poteva farlo e così mi diede via libera in questo senso.”

“Ma come? Io pensavo che un uomo grande e grosso come te potesse controllare il cavallo dei suoi pantaloni…” dissi io con tono scherzoso

“Tu ci sei riuscito prima? Immagina di doverlo fare per 15 anni di fila…” e scoppiammo a ridere insieme

“Non sentirti in colpa, Ste. Non c’è tradimento se ci si mette d’accordo.” e mi strinse tra le sue forti braccia “Mi è piaciuto molto fare l’amore con te e spero di poterlo rifare… se tu lo vorrai ovviamente.”

“Sai, oggi ho imparato un sacco di cose. Non è tutto bianco e nero come pensavo. Voi mi avete insegnato ad avere la mentalità aperta e io ho cercato di seguire il vostro esempio ma mi sono lasciato bloccare dell’insicurezza e dalla paura. Ma d’ora in poi non accadrà più.”

“Stai parlando di quel meccanico, non è vero?”

io arrossì

“Allora ti piace proprio?”

“Si pa’, ma credo che lui sia etero, quindi…”

“E questo chi te lo dice? Ste’, se non ti metti in gioco non troverai mai la persona giusta. Ricordati che ‘Chi non rischia non rosica’.”

“Mmm…” feci io riflettendoci su

“Ascolta…” disse mio padre “avresti mai pensato di godere così tanto quando ti ho sculacciato?”

“No, a dire il vero no.” risposi io “Quando ero piccolo non facevo altro che evitarlo e invece adesso… Come cambiano le cose…”

“Esatto. Le cose non sono mai quello che sembrano e alcune possono anche cambiare con il tempo. Anche le persone cambiano con il tempo. Quando ero giovane non avrei mai pensato che un giorno avrei fatto sesso con un altro uomo. La vita ti stupisce continuamente. Certo, a volte succedono anche cose brutte e non si può fare nulla per evitarlo ma anche dalle cose brutte si può imparare. Anzi è proprio dalle cose brutte che si imparano le cose più importanti… Sembra un assurdità ma è così.”

“Io spero che non mi accada mai niente di brutto.” risposi io

“E io te lo auguro di tutto cuore, figlio mio.” e ci baciammo di nuovo

“Ascolta Ste… saresti interessato a fare… qualcosuccia in compagnia?”

“Che intendi dire?” chiesi incuriosito

“Ho visto come guardi i miei amici quando vengono per giocare a carte… Non ti piacerebbe assaggiare anche loro? Lo sai che a loro tu piaci? Se ti dicessi quello che vorrebbero farti…”

Al solo pensiero di come quei super maschioni mi avrebbero usato per placare le loro voglie mi venivano le vampate di calore.

“Dici sul serio?” dissi io “E’ sempre stato un mio sogno erotico un orgia con te e i tuoi amici…”

“Eheheheh… Lo sapevo che l’idea ti sarebbe piaciuta. D’accordo, ascolta. Dopodomani tua madre andrà a trovare sua zia a Reggio Calabria e starà via per una settimana per aiutarla in casa fino a quando suo zio non uscirà dall’ospedale.”

“Ah, già” dissi io “Si era rotto il femore, se non mi sbaglio…”

“Si, esatto. Avremo la casa tutta per noi e faremo scintille, vedrai.”

“Non vedo l’ora” dissi io

“Perfetto. Adesso devo telefonare per avvisare gli altri. Tu intanto vai a farti una doccia.”

“Aspetta, puoi telefonare anche dopo. Nella doccia c’è spazio anche per due…”

“Eheheheheh… ottima idea!” e ci facemmo insieme la doccia. Eravamo avvinghiati l’un l’altro e le nostre mani si muovevano dappertutto.

Uscito dalla doccia andai nella mia stanza e mi rivestì, accesi la tv e mi stesi sul mio letto mentre mio padre faceva il giro di telefonate. Sebbene fossi in visibilio per quel sesso di gruppo, in quel momento ripensai a Domenico e allora presi una decisione. Avrei seguito il consiglio di mio padre. Era giunto il momento di fare chiarezza, di sapere se tra me e Domenico poteva nascere qualcosa oppure no. E nel caso che le rose non fossero fiorite come si suol dire, me ne sarei fatto una ragione e sarei andato avanti.

[Continua]


Racconto di Fanozzo – Spero che questa storia vi sia piaciuta. Nel caso aveste delle idee, spunti per altre storie potete contattarmi via email

Orsi Italiani - Pillole di Woof
Orsi Italiani - Pillole di Woof

La redazione di Orsi Italiani è formata da amanti del genere bear, a cui piace raccontare il mondo gay degli orsi italiani.

Articoli: 240

Un commento

Commenti

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: