Ero già sul bus, pronto per raggiungere l’aeroporto di Roma, finalmente le vacanze erano arrivate ed io mi accingevo a raggiungere il posto con la più alta concentrazione di orsetti: Sitges.

D’altronde molti orsetti andavano a svernare dal letargo a Sitges e ad entrare nel periodo della “riproduzione”, non potevo di certo perdermi tutto quel prezioso seme, d’altronde anche io sono un bear, per la precisione un chubby bear. Mi potrei descrivere come un ragazzo con una barba senza baffi, un naso leggermente a patata (di origini cubane) ed un ciuffo all’insù, fatto da capelli neri corvini, labbra fini ed occhi profondi di color marron rendono grazioso il mio paffuto viso.Giunto in aeroporto decisi di scattarmi un selfie per celebrare la mia dipartita per le vacanze, per poi pubblicare sia su Instagram che sui social per orsi gay l’aggiornamento. Arrivato quindi in anticipo mi fermai al bar, dove un pilota sulla cinquantina stava sorseggiando un caffe al bancone, dei baffi brizzolati che nascondevano delle labbra carnose si poggiavano soavemente sul bordo della tazzina, un incarnato scuro con due occhi rigati da qualche ruga d’espressione e da due pupille adornate dal colore verde mi infatuarono all’istante, per non parlare del fascino della divisa. Il corpo infatti (ben piazzato con un po’ di pancetta) rivestito dall’uniforme da pilota della compagnia sottolineava nei punti giusti i muscoli presenti, in particolare il suo collo taurino, le gambe e le braccia possenti. Un vero uomo di fronte a me si stava godendo un buonissimo caffe, ed io volevo godere di lui. Mi piazzai quindi vicino a lui ed ordinai un the al limone freddo per abbassare un po’ i bollenti spiriti, mi serviva per non saltargli subito addosso. Notai che al mio arrivo, il bel pilota, si girò per controllare chi fosse colui che stesse invadendo il suo spazio vitale, quasi in uno stupore etereo spalanco gli occhi e mi fisso per attimi che parevano secoli.

<<Buongiorno, eh con questo caldo fa bene a prendersi un bel the freddo>> Il bel pilota si destò dallo stupore che lo pervadeva in quel momento

<<Eh sì, meno male che parto finalmente per le vacanze, così potrò evadere dall’afa milanese>>

<<Buon per te, e dove vai di bello?>>

<<Ehm… Sitges>> A quella rivelazione gli occhi del bel pilota si accesero di un bagliore erotico e felice

<<Scusami non mi sono presentato, piacere io sono Paolo e probabilmente sei nel mio volo per Barcellona sai?>>

<<Wow, non lo avrei mai immaginato, comunque piacere io sono Arthur>>

<<Piacere Arthur, senti siccome abbiamo ancora un po’ di tempo che ne dici se pranzassimo assieme, tanto il volo parte più tardi, offro io>>

A quella magnifica proposta non potevo dire di certo no, avrei fatto carte false per stare ancora in compagnia di quel bellissimo uomo <<Certo, grazie mille>>

Ci spostammo quindi nella sezione ristorante del bar e nel mentre ci avviavamo, Paolo mi fece notare una cosa: <<Attento ti stai dimenticando il borsone>>

<<Oh caspita, grazie mille, me ne stavo proprio dimenticando>> Ah accidenti alla mia capacità di distrarmi in un nanosecondo

Nella nostra ricerca di un tavolino che ci aggradasse, incontrammo un collega di Paolo: Giovanni, anche lui un bellissimo orsetto ben piazzato, stavolta con la barba bianca e degli occhi celesti, un po’ di panza che si evidenziava con i bottoni della camicia un po’ in tensione e due spalle e braccia muscolose pronte a prendere vigorosamente in mano un timone (e non solo).

<<Ciao Giova, come andiamo?>>

<<Non c’è male e salve, chi è il ragazzo che ti accompagna?>> nel farlo non potei non notare che nello sguardo c’era un certo apprezzamento nei miei confronti

<<Lui si chiama Arthur, l’ho conosciuto poco fa al bar, pensa anche lui è sul nostro stesso volo>>

<<Il passeggero che incontra il capitano, tocca fare la cena, o meglio il pranzo al tavolo d’onore come nelle crociere più prestigiose, mi posso unire a voi?>>

<<Certamente!!>> rispondemmo quasi all’unisono io e Paolo

Seduti finalmente al tavolo ordinammo qualcosa da mangiare ed il pranzo trascorse in allegria e spensieratezza. Mi raccontarono delle varie avventure lì in alto nei cieli e ad un certo punto…

<<Dimmi Arthur, e tu che ci racconti? hai una fidanzata?>> disse Paolo con uno sguardo indagatore

<< In realtà non sono fidanzato e sono gay>>

A quella affermazione gli occhi dei due piloti si accesero di una luce vogliosa ed eccitante

<<Aaah quindi ti piace il cazzo eh? Ti andrebbe di vedere i nostri in azione?>>

A quella affermazione rimasi di stucco ma non potei che rispondere: <<Certo, fatemi volare!!!>>

<<Vieni, seguici, conosciamo un posto dove farti proprio volare>>

Andai quindi, scortato da quei due meravigliosi bear, verso il gate del nostro volo, ancora non c’era nessuno ai posti di controllo, c’era solo l’aereo parcheggiato in attesa di tutte le procedure di preparazione al volo, entrammo quindi nell’aeromobile ancora vuoto e procedemmo verso il cockpit (un nome decisamente appropriato per quello che stavamo per fare)

<<Benvenuto nel nostro regno… troietta, spogliati, vogliamo vederti nudo>> sbotto Giovanni

Mi spogliai immediatamente, anche perché il mio cazzo fremeva dalla voglia di uscire fin dal primo momento che ha conosciuto questi due bellissimi uomini

<<Ahhh che bel chubby che abbiamo qui, bene ora non ci resta che spartirci questo bel cazzo in due che ne dici Paolo?>>

<<Ah beh io mi concentrerei di più sul culo, è così invitante>> disse Paolo mentre si stava togliendo la cintura per abbassarsi i pantaloni

<<È tutto tuo, io mi concentro su quel cazzo enorme>> al finire di quella frase quei due uomini mi circondarono, Giovanni prese subito il mio cazzo in bocca come una idrovora assatanata mentre Paolo mi aprì le natiche per leccarmi bene bene il mio buco del piacere.Ero estasiato dai movimenti della lingua che i due orsetti gentilmente mi offrivano, mi poggiai con due mani ai sedili del cockpit per non farmi cedere le gambe dagli spasmi di piacere che questi due uomini mi stavano provocando.

Giovanni era intento a farmi un perfetto deepthroath, era goloso del mio cazzo, mentre Paolo comincio a bussare alla porta del mio buco del piacere con la sua meravigliosa cappella da cavallo, piano piano entrava e i leggeri dolori vennero presto soppiantati da deliziosi movimenti ondeggianti sincronizzati con il cazzo di Paolo e la bocca di Giovanni.

Ad un certo punto Giovanni decise di salire sopra la sedia per mostrarmi il suo culetto rotondo, pronto per essere sbavato dalla mia lingua, intanto che il mio culo si stava godendo il massaggio prostatico, cominciai quindi a leccare con movimenti circolari il culetto chubby di quell’uomo, gustandomi i primi umori del piacere di quel pilota.

Soddisfatto, cominciai ad avvicinare al mio pene eretto il suo culo, in modo tale da poterlo penetrare, con il colpo di rinculo causatomi dalla scopata con Paolo lo penetrai in men che non si dica. Il movimento sembrava quello di una locomotiva, tutti e tre all’unisono ci stavamo scopando e vi giuro, sensazione più bella di essere scopato e scopare non c’è n’è.Arrivati ad un certo punto venimmo tutti e tre quasi all’unisono, riempiendo i nostri rispettivi culi del nostro prezioso seme, tale seme però non volevo che fosse sprecato, lo volevo assaggiare, quindi per prima cosa riassaggiai il seme che era rimasto nella cappella di Paolo e poi feci del felching sul culo di Giovanni. Ispirato dalla mia voglia di fare il maialino; Paolo fece del felching sul mio culo ripulendolo per bene.

Concludemmo il tutto baciandoci appassionatamente con la lingua, scambiandoci il seme prodotto fra di noi orsetti lussuriosi.

Non ero ancora partito ma questi due uomini mi avevano già fatto volare, che viaggio meraviglioso mi si prospettava.


Un racconto di Michele

Se aveste dei suggerimenti o dei feedback su come migliorare potete contattarmi a questo indirizzo: mikechillout@gmail.com

Spero che il racconto bear vi sia piaciuto e mi raccomando: usate sempre il preservativo.

Dislclaimer:

Premesso che la mia situazione da “scrittore” amatoriale ed anonimo mi ha permesso la conoscenza di varie persone, recentemente mi è stato richiesto, tramite Instagram, di scrivere un racconto basandomi sulle fantasie e caratteristiche fisico-psicologiche di un fan. Estremamente lusingato e felice di questa richiesta, oggi vi vorrei esporre questo racconto. Ogni riferimento a persone esistenti/morte o a fatti realmente accaduti è puramente casuale ed è frutto di fantasia. 

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L'avventura di Arthur
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