Vacanza Greca, i piaceri di un giovane studente [Parte 4]

Reduce da una meravigliosa esperienza urina, decido finalmente di scendere nel refettorio dell’hotel per poter mangiare qualcosa di buono.

Mentre percorrevo le scale, iniziai già a sentire il meraviglioso odore di paste e di caffè. Io e il mio stomaco affamato ci facemmo quindi guidare verso i vari tavoli contenenti le prelibatezze mattutine e, maliziosamente, adocchiammo il tavolino contenente tutte le confezioni di yogurt greco… Mmmh chissà se oggi troverò qualche altro orsetto da cui poter degustare questo cibo.

Fantasticando, mi aggirai fra i vari tavoli, prendendo ciò che soddisfava la mia golosità. Iniziai il mio tour delle prelibatezze quando a un certo punto, mentre stavo per prendere la pinza per servirmi i croissant​, la mia mano incontrò quella di un altro cliente. Una sensazione meravigliosa pervase il mio arto… Una zampetta vigorosa e grossa (di chi sembra lavori la terra) si scontrò con la mia, mai fu così piacevole essere stato toccato accidentalmente. Il rispettivo proprietario della cinquina mi rispose: “Me synchoreíte” (mi scusi); il suo parlare mi costrinse a distogliere lo sguardo dalla perfetta mano per osservare chi era il produttore di quella voce profondamente maschile. Ebbene sì, finalmente il vero tavolino contenente yogurt greco lo avevo trovato. Un bellissimo orso pelato, con un pizzetto leggermente lungo sul castano chiaro, una faccia leggermente ovale con degli zigomi che avrebbero potuto fare invidia a una signora attempata in ricerca disperata di un bravo chirurgo facevano capolino da un collo che sovrastava una montagna di pelo dalla camicia semiaperta del mio meraviglioso contenitore di fermenti lattici.

Proseguii la scansione apprezzando le sue rotondità, che dalla camicia emergevano, una pancia bella soda e grossa infatti sovrastava il rubinetto di scolo dello yogurt… in quel momento avrei voluto iniziarlo a leccare.Ancora perso in fantasie porcelle, non potei non notare un certo interesse nei miei confronti, anche lui era colpito da qualcosa… forse dallo sbigottimento che in quel momento s’impossessò della mia faccia (aggravato dalla mancanza di zuccheri in circolo), probabilmente stavo sognando in maniera troppo evidente ad occhi aperti. Ripresi coscienza di me e risposi in maniera cortese all’orsetto gentile.

Mentre raggiungevo il mio tavolino, pensavo a come poter ricavare il numero della camera in cui alloggiava il mio adone, tutte le scelte sconfinano con l’illegalità, quindi decisi di non optare per nessuna di esse in modo tale da evitare di prolungare la mia vacanza Greca in carcere (anche se li avrei fatto ben volentieri il succhiacazzi dei galeotti).

Finita la ricca colazione, mi attendeva una giornata rilassata alle terme dell’hotel su cui alloggiavo, non vedevo l’ora di avere qualche bel maschione su di me che praticava qualche meraviglioso massaggio defaticante. Andai verso l’ingresso della Spa e mi rivolsi alla receptionist per avere il dépliant con cui scegliere i trattamenti, durante la compilazione però una pancia prominente mi distrasse… Era l’orsetto della colazione, anche lui era venuto a fare trattamenti per ritemprare quel suo meraviglioso corpo. Consegnai il mio questionario alla reception che con solerzia mi organizzò tutti gli appuntamenti della giornata, il primo prevedeva un massaggio decontratturante e rilassante, mi avviai quindi nello stanzino dell’esperto massaggiatore e, con grande sorpresa, trovai un magnifico omone ad attendermi alla porta.

Timoroso (per la forza che avrebbe potuto rivolge contro la mia schiena) ma allo stesso tempo eccitato dal pensiero di avere quelle meravigliose mani pelose e virili su di me mi distesi sul lettino e, con un inverosimile delicatezza, cominciò ad applicare tutte le manovre alla mia schiena, concentrandosi in particolar modo sulla zona lombare. Il mio posteriore a quel magnifico tocco reagiva, piano piano il massaggiatore si accorse di questo mio apprezzamento, quindi cominciò a insistere sulla zona incriminata, tanto che (con il mio consenso) mi tolse le mutande. Insistette sui grandi glutei, separandoli sempre più per poter allargare la linea d’intermezzo che celava il mio buchino. Prese coraggio e il massaggiatore ursino infilò il suo ditone dentro di me, ah che sensazione piacevole era sentirlo dentro, stava completando il massaggio rilassante massaggiando la prostata. Passo poi alla lubrificazione, lecco i miei primi umori goderecci dati da quel meraviglioso dito mentre io gemevo di piacere. Cambiò posizione e si presentò di fronte alla mia faccia con un pisello che stava a malapena nei pantaloni della divisa da lavoro, gli slegai il laccetto e a pochi centimetri dalla mia faccia comparse  un bestione bello grosso e lungo.

Cominciai a succhiarlo, per poi da inghiottire dentro di me quel meraviglioso strumento di piacere. Da quanto era grosso la mia bocca rischiava di avere la mandibola slogata, però non mi importava, stava scopando la mia bocca in una maniera strepitosa. Ben insalivato, l’orsetto massaggiatore decise che era ora di entrare dentro di me, salì nel lettino sopra di me, divaricai le gambe mentre la verga insalivata stava bussando alla mia porta e, con un bel colpo, entrò dentro di me. Sentivo la sua pancia sopra la mia schiena, le sue possenti braccia incontrare le mie, le sue mani cercavano le mie dita per intrecciarsi. La cavalcata dolce stava iniziando, il lettino dal mio piacere si stava bagnando tutto con il mio liquido pre spermatico. Ero in balia dei sensi, quando a un tratto l’omone mi rigirò come un cotechino mettendomi supino all’estremo del lettino. Con vigore aumentava il ritmo tanto è che sussultai dalla forza e la prorompenza dei colpi. Intanto che noi stavamo scopando allegramente, dalla porta notai un fascio di luce esterno sospetto, guardai meglio e un occhio osservava compiaciuto la scena. Feci notare la cosa al massaggiatore del mio buchino, interrompemmo e con coraggio spalancammo la porta per vedere chi fosse il guardone. Dalla sorpresa il “sorpreso” cadde all’indietro in un goffo tentativo di fuga. Per terra e con il pisello bello duro di fuori riconobbi la figura ursina, era il greco di stamane a colazione, anche lui aveva prenotato il mio stesso massaggio.

Tutti un po’ leggermente imbarazzati decisi di sbloccare la situazione chiedendo all’orsetto colto con le mani nel vaso del miele se desiderasse ricevere un massaggio. Con ancora un’aria tramortita e imbarazzata accettò. Tutti e tre entrammo dentro lo stanzino, con ancora il desiderio ardente di esplorare la nostra sessualità vicendevolmente. Chiusa la porta, cominciai a spompinare l’orsetto della colazione, piano piano infatti il suo cazzo continuava a ingrossarsi e a occupare la mia gola fino in fondo. Eccitato dalla situazione il massaggiatore e in visibilio per ciò che vedeva, la sua mazza da baseball riprendeva turgore mentre offrivo quel meraviglioso servizio all’altro orsetto. Decisi di distendermi nuovamente nel lettino, in modo tale da essere disponibile con due buchi a entrambi gli orsi contemporaneamente. In maniera provocante il massaggiatore si avvicinò alla mia bocca, mentre il mio sedere godereccio cominciò a ricevere le attenzioni del bellissimo greco. Comincio a leccare la zona già bagnata dagli umori di piacere causati prima dell’interruzione dal massaggiatore. Dopo un paio di dita infilate, mi penetrò con il suo cazzone bello largo.

La scena era fantastica, e come pochi stavo godendo come non mai nel ricevere le attenzioni di quei due maschioni. Seguivamo tutti e tre un unico ritmo di scopata, i direttori di orchestra erano quei due maschioni che mi facevano godere con le loro bacchette e mi dirigevano in luoghi di piacere meravigliosi e fortunatamente già esplorati. Entrambi mi toccavano e mi pervadevano con le loro mani massicce stimolando i miei capezzoli, tirandoli e solleticandoli. Continuammo con i colpi in sincrono ben assestati e vigorosi, finche non sentii pulsare entrambi i cazzoni nei due buchi: stavano per venire, accelerammo quindi il ritmo e, all’unisono, venimmo tutti e tre. Mi ritrovai la bocca e il culo grondante di dolce sperma, e per ulteriore goduria dei produttori di seme, gli orsetti vollero assaggiare il loro sperma leccando ciò che usciva dal mio culetto e dalla mia bocca. Fu decisamente un massaggio meraviglioso.

Un racconto di Michele

Se aveste dei suggerimenti e dei feedback da dovermi inviare potete contattarmi a questa mail: fernandoramirez1995magic@gmail.com

Spero che il racconto bear vi sia piaciuto e mi raccomando: usate sempre il preservativo

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Orsi Italiani - Pillole di Woof
La redazione di Orsi Italiani è formata da amanti del genere bear, a cui piace raccontare il mondo gay degli orsi italiani.

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