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	<title>Orsi Italiani &#8211; Pillole di Woof</title>
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	<description>Racconti gay e rubriche bear, daddy e ursine</description>
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	<title>Orsi Italiani &#8211; Pillole di Woof</title>
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		<title>Scruff compra Growlr: cosa cambia per gli orsi 🐻</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 13:40:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In breve: Perry Street Software, la società di Scruff e Jack&#8217;d, ha comprato Growlr da The Meet Group. L&#8217;app per bear sarà rifatta da zero e la nuova versione è attesa a inizio 2027. 📰 Cosa è successo L&#8217;acquisizione è stata annunciata il 6 ottobre 2026. Growlr, tra le app più usate dalla community bear, [&#8230;]</p>
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<p><strong>In breve:</strong> Perry Street Software, la società di Scruff e Jack&#8217;d, ha comprato Growlr da The Meet Group. L&#8217;app per bear sarà rifatta da zero e la nuova versione è attesa a inizio 2027.</p>



<h2 class="wp-block-heading">📰 Cosa è successo</h2>



<p>L&#8217;acquisizione è stata annunciata il 6 ottobre 2026. Growlr, tra le app più usate dalla community bear, passa da The Meet Group a Perry Street Software, che si definisce la più grande società indipendente di app queer al mondo. Il prezzo non è stato reso noto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">📱 Cosa cambia nell&#8217;app</h2>



<p>Perry Street promette un investimento da milioni di dollari, distribuito su più anni. Ecco le novità annunciate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nuova grafica:</strong> nuovo logo, nuovo look e profilo ridisegnato</li>



<li><strong>Chat:</strong> nuovi strumenti per condividere contenuti</li>



<li><strong>Shouts più potenti:</strong> un solo messaggio a più persone nel raggio che scegli</li>



<li><strong>Torna Flashes:</strong> il boost che aumenta la tua visibilità nelle vicinanze</li>



<li><strong>Stop a bot e spam:</strong> pulizia annunciata come &#8220;aggressiva&#8221;</li>



<li><strong>Video:</strong> il loro ruolo nell&#8217;app sarà ripensato</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">🎉 Oltre l&#8217;app: eventi e merchandising</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Più sponsorizzazioni di eventi e Bear Week nel mondo verso il 2027</li>



<li>Prima linea di abbigliamento Growlr, con designer, in primavera 2027</li>



<li>Nuovi contenuti dedicati e collaborazioni con influencer bear</li>



<li>Acquistato anche il dominio growlr.com</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">🗓️ Quando arriva la nuova Growlr</h2>



<p>La nuova versione è prevista per <strong>inizio 2027</strong>. Chi vuole contribuire può iscriversi al programma beta: i dettagli saranno comunicati nell&#8217;app nelle prossime settimane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">💬 Perché è una notizia importante</h2>



<p>Secondo il co-fondatore<strong> John Skandros</strong>, la community bear è in crescita e ha una cultura propria, distinta dalla scena queer mainstream. Il CEO Eric Silverberg ha aggiunto che Perry Street non vende i dati degli utenti a data broker e punta su pubblicità meno invasive.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="534" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2017/02/5-app-gay-bear.jpg?resize=1024%2C534&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-137" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2017/02/5-app-gay-bear.jpg?resize=1024%2C534&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2017/02/5-app-gay-bear.jpg?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2017/02/5-app-gay-bear.jpg?resize=768%2C400&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2017/02/5-app-gay-bear.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">screen tratto da Where The Bears Are (YouTube)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">❓ Domande frequenti su Scruff e Growlr</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Chi ha comprato Growlr?</h3>



<p>Perry Street Software, editore di Scruff e Jack&#8217;d.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Growlr resta attiva?</h3>



<p>Sì. Sarà rinnovata, non chiusa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando esce la nuova Growlr?</h3>



<p>Inizio 2027. La beta apre nelle prossime settimane.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa sono Shouts e Flashes?</h3>



<p>Shouts invia un messaggio a più persone vicine. Flashes dà più visibilità al tuo profilo.</p>



<p></p>
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		<title>Lillo Petrolo: il fascino inatteso di un uomo vero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 04:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
		<category><![CDATA[lillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché il comico italiano sta conquistando anche il pubblico gay bear Nel panorama dello spettacolo italiano esistono uomini che piacciono per il talento, altri per la bellezza. Poi ci sono quelli che, quasi senza volerlo, conquistano un pubblico diverso da quello che immaginavano. Attore, comico, musicista e volto amatissimo della televisione italiana, Lillo Petrolo è [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Perché il comico italiano sta conquistando anche il pubblico gay bear</h2>



<p>Nel panorama dello spettacolo italiano esistono uomini che piacciono per il talento, altri per la bellezza. Poi ci sono quelli che, quasi senza volerlo, conquistano un pubblico diverso da quello che immaginavano.</p>



<p>Attore, comico, musicista e volto amatissimo della televisione italiana, <strong>Lillo Petrolo</strong> è diventato negli ultimi anni un vero fenomeno pop. Ma c’è una parte del pubblico che lo guarda con occhi particolari: la community gay bear.</p>



<p>Perché sì, diciamolo senza girarci intorno: Lillo ha quel tipo di fascino maschile caldo e rassicurante che molti uomini gay riconoscono immediatamente.</p>



<p>Non è il classico sex symbol costruito. Ed è proprio questo il punto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino bear: perché Lillo piace così tanto</h2>



<p>Chi frequenta ambienti bear sa che l’attrazione segue spesso logiche diverse da quelle della cultura mainstream. Non servono addominali scolpiti o look da modello. Servono presenza, ironia, carisma e una certa autenticità maschile. E Lillo ha tutto questo.</p>



<p>Il fisico robusto, la barba, lo sguardo ironico, la voce profonda e quella simpatia quasi disarmante creano un mix che molti definirebbero semplicemente irresistibile.</p>



<p>Non è un caso che negli ultimi anni sui social e nei forum dedicati alla cultura bear italiana il suo nome compaia sempre più spesso tra i “crush improbabili” ma amatissimi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lillo a Pechino Express: l’avventura che sta facendo parlare tutti</h2>



<p>Proprio in queste settimane Lillo è tornato sotto i riflettori grazie alla sua partecipazione all’ultima stagione di <strong>Pechino Express</strong>, il celebre reality d’avventura trasmesso su Sky e iniziato la scorsa settimana.</p>



<p>Il programma mette alla prova i concorrenti in un viaggio estremo tra culture, territori e situazioni imprevedibili. Non solo resistenza fisica, ma anche spirito di adattamento, ironia e capacità di cavarsela con poco.</p>



<p>E qui emerge ancora una volta uno degli aspetti più affascinanti di Lillo: la sua autenticità.</p>



<p>Lontano dal palcoscenico e dagli sketch preparati, lo si vede reagire alle situazioni con spontaneità, umorismo e quella leggerezza che lo ha sempre reso così amato dal pubblico.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/03/lillo-petrolo-gay-bear_2.jpeg?resize=1024%2C682&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4760" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/03/lillo-petrolo-gay-bear_2.jpeg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/03/lillo-petrolo-gay-bear_2.jpeg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/03/lillo-petrolo-gay-bear_2.jpeg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/03/lillo-petrolo-gay-bear_2.jpeg?w=1140&amp;ssl=1 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Per molti spettatori — compreso il pubblico gay — è anche l’occasione per osservare Lillo in un contesto più umano e quotidiano: zaino in spalla, barba incolta, sorriso ironico davanti alle difficoltà del viaggio.</p>



<p>E diciamolo: questo tipo di energia, un uomo maturo che affronta l’avventura con ironia e solidità, rientra perfettamente nell’immaginario bear.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un uomo vero, lontano dagli stereotipi</h2>



<p>In un’epoca in cui molte figure pubbliche sembrano costruite a tavolino, Lillo rappresenta qualcosa di raro: l’uomo autentico.</p>



<p>Non finge di essere diverso da quello che è. Non cerca di apparire più giovane, più magro o più glamour.</p>



<p>E proprio questa naturalezza lo rende affascinante.</p>



<p>Per molti lettori gay maturi — quelli che hanno superato da tempo le illusioni dell’estetica perfetta — Lillo incarna un tipo di mascolinità più reale: ironica, intelligente, autoironica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal cult televisivo allo streaming</h2>



<p>Il grande pubblico lo ha conosciuto negli anni grazie a sketch televisivi diventati iconici e a programmi comici di grande successo.</p>



<p>Ma negli ultimi anni Lillo ha raggiunto una nuova popolarità anche grazie allo streaming e ai format comici contemporanei.</p>



<p>Uno dei momenti più memorabili è arrivato con il programma <strong>LOL – Chi ride è fuori</strong>, dove il suo tormentone “Posso dire una cosa?” è diventato un vero meme nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il segreto del suo carisma</h2>



<p>Il vero motivo per cui Lillo funziona così bene — anche in contesti inattesi come il pubblico gay bear — è uno solo: il carisma. Quando entra in scena sembra sempre perfettamente a suo agio. Ride di sé stesso. Gioca con il proprio corpo e con la propria voce. Questa sicurezza rilassata è incredibilmente seducente.</p>



<p>Molti uomini gay lo riconoscono subito perché è la stessa qualità che spesso rende affascinanti i cosiddetti “orsi”: uomini solidi, ironici, pieni di vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’icona bear involontaria?</h2>



<p>Ovviamente Lillo non ha mai cercato di diventare un’icona della comunità gay. Probabilmente non lo sa nemmeno. Ma la cultura pop funziona così: a volte il pubblico si appropria di un personaggio e lo adotta.</p>



<p>Nel caso di Lillo, il mix di barba, fisico robusto, ironia intelligente e sguardo gentile lo rende sorprendentemente vicino all’estetica bear.</p>
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		<title>Gay Campgrounds USA: libertà, natura e desiderio sotto le stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 04:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ci conosce lo sa: quando si parla di viaggi gay – soprattutto per chi ama il mondo bear, chubby, daddy e leather-friendly – non ci accontentiamo del solito hotel anonimo o della spiaggia affollata. Cerchiamo luoghi dove sentirci liberi, desiderati, complici. Spazi dove il corpo respira, lo sguardo indugia e l’atmosfera fa il resto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi ci conosce lo sa: quando si parla di viaggi gay – soprattutto per chi ama il mondo <strong>bear, chubby, daddy e leather-friendly</strong> – non ci accontentiamo del solito hotel anonimo o della spiaggia affollata. Cerchiamo luoghi dove sentirci liberi, desiderati, complici. Spazi dove il corpo respira, lo sguardo indugia e l’atmosfera fa il resto. Negli Stati Uniti esiste una vera e propria istituzione per chi ama questo tipo di esperienza: i <strong>gay campgrounds</strong>.</p>



<p>Non si tratta solo di campeggi. Sono micro‑mondi dichiaratamente queer, spesso immersi nella natura, frequentati da uomini che condividono voglia di socialità, relax, flirt e, perché no, un pizzico di malizia. Luoghi dove puoi girare in infradito tutto il giorno, fare amicizia davanti a una birra, rilassarti in piscina o nella jacuzzi e lasciare che la sera porti con sé nuove possibilità.</p>



<p>In questo articolo ti portiamo alla scoperta di alcuni tra i <strong>gay campgrounds più iconici d’America</strong>, particolarmente amati dalla community <strong>bear e da chi apprezza un’estetica maschile, rilassata e autentica</strong>: <strong>Sawill Camping Resort, Jones Pond Campground, Roseland Resort &amp; Campground, Creek Ridge Campground e Camp Buckwood</strong>. Cinque destinazioni diverse, un unico denominatore comune: libertà.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear.webp?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4725" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear-scaled.webp?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear-scaled.webp?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear-scaled.webp?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear-scaled.webp?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Sawmill-Camping-Resort-campground-gay-bear-scaled.webp?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sawill Camping Resort – Il classico che non delude (soprattutto i bear)</h2>



<p>Sawill è uno di quei nomi che circolano spesso nelle conversazioni tra viaggiatori gay americani, in particolare tra <strong>orsi, daddy e amanti di un ambiente maschile e informale</strong>. E non a caso. Questo resort è pensato per chi ama la vita all’aria aperta senza rinunciare al comfort e a un’atmosfera decisamente rilassata.</p>



<p>Qui puoi scegliere se arrivare con il tuo camper, piantare una tenda o optare per una sistemazione più strutturata. Il vero cuore pulsante, però, è la <strong>zona comune</strong>: piscina, aree relax, eventi serali e un’energia costante che invita alla socializzazione. Sawill è il posto ideale per chi ama conoscere gente nuova senza forzature, lasciando che le cose succedano in modo naturale.</p>



<p>Il dress code? Praticamente inesistente. Durante il giorno domina un mood casual e disinvolto; la sera l’atmosfera si scalda, tra luci soffuse, musica e conversazioni che si fanno più intime. È il tipo di luogo dove arrivi da solo e te ne vai con una rubrica piena di nuovi contatti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Jones-Pond-Campground-gay.jpg?resize=1024%2C683&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4726" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Jones-Pond-Campground-gay.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Jones-Pond-Campground-gay.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Jones-Pond-Campground-gay.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Jones-Pond-Campground-gay.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Jones Pond Campground – Natura selvaggia, pance al sole e spirito bear</h2>



<p>Se il tuo ideale di vacanza gay include <strong>boschi, laghetti, pance al sole e silenzi interrotti solo dalle risate</strong>, Jones Pond è una tappa obbligata per chi ama lo stile bear più naturale e istintivo. Questo campground è famoso per la sua posizione immersa nella natura e per un pubblico decisamente variegato, ma sempre molto aperto.</p>



<p>Il laghetto naturale è il punto di ritrovo per eccellenza: ci si rilassa, si chiacchiera, si prende il sole. Tutto avviene con una naturalezza disarmante. Jones Pond ha un’atmosfera più “rustica” rispetto ad altri resort, ma è proprio questo il suo fascino: meno fronzoli, più autenticità.</p>



<p>È il posto perfetto per chi ama le connessioni spontanee, le conversazioni che iniziano per caso e finiscono sotto le stelle. Qui il tempo sembra rallentare, e ogni giornata è un invito a lasciarsi andare.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="990" height="660" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Roseland-Resort-Campground-camping-gay.jpg?resize=990%2C660&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4731" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Roseland-Resort-Campground-camping-gay.jpg?w=990&amp;ssl=1 990w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Roseland-Resort-Campground-camping-gay.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Roseland-Resort-Campground-camping-gay.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Roseland Resort &amp; Campground – Eleganza gay in versione bear-friendly</h2>



<p>Roseland è la dimostrazione che campeggio e stile possono convivere benissimo, anche per un pubblico <strong>bear che ama sentirsi a proprio agio senza rinunciare a un certo gusto estetico</strong>. Questo resort è curato nei dettagli, accogliente e pensato per un pubblico che apprezza il comfort senza rinunciare a un pizzico di sensualità nell’aria.</p>



<p>Le aree comuni sono ampie e ben organizzate, la piscina è uno dei punti più frequentati e gli eventi organizzati attirano ospiti da tutta la regione. Roseland è ideale per chi cerca un’esperienza gay completa: relax di giorno, socialità costante e serate che sanno essere decisamente intriganti.</p>



<p>Il pubblico è adulto, consapevole, curioso. Qui non si viene solo per “staccare”, ma per vivere una parentesi in cui sentirsi pienamente se stessi, lontani da giudizi e routine.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Creek-Ridge-Campground-.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4732" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Creek-Ridge-Campground-.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Creek-Ridge-Campground-.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Creek-Ridge-Campground-.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Creek-Ridge-Campground-.jpg?w=1242&amp;ssl=1 1242w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Creek Ridge Campground – Intimità, barbe e atmosfera friendly</h2>



<p>Creek Ridge è più raccolto, più intimo, molto apprezzato da <strong>orsi maturi, coppie bear e viaggiatori che amano un contesto maschile e rilassato</strong>. È il tipo di campground che scegli se ami i contesti meno affollati, dove dopo poche ore riconosci già molti volti e le relazioni si fanno più dirette.</p>



<p>La sua forza è l’atmosfera: rilassata, amichevole, con quel sottile senso di complicità che rende ogni incontro più interessante. Perfetto per chi non ama i grandi numeri ma cerca qualità, conversazioni vere e una sensualità mai ostentata.</p>



<p>Qui si viene per rallentare, per godersi il contatto con la natura e con le persone, per vivere una vacanza gay fatta di piccoli momenti intensi.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4733" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/Camp-Buckwood.jpg?w=2048&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Camp Buckwood – L’icona assoluta del mondo bear</h2>



<p>Camp Buckwood è un nome che dice già tutto, soprattutto a chi ama il mondo <strong>bear, chaser, daddy e leather </strong>e tutto ciò che lo circonda. È uno dei campgrounds più famosi e longevi, un vero punto di riferimento per uomini che cercano un ambiente maschile, accogliente e decisamente libero.</p>



<p>Qui il senso di comunità è fortissimo. Non è raro tornare anno dopo anno e ritrovare volti noti, amicizie consolidate e quell’energia unica che solo certi luoghi riescono a creare. Gli eventi tematici, le feste e le serate conviviali rendono Buckwood un’esperienza intensa e memorabile.</p>



<p>È il posto ideale per chi ama sentirsi parte di qualcosa, per chi cerca un ambiente dove il corpo è celebrato senza filtri e la socialità è al centro di tutto.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Perché scegliere un gay campground negli USA se ami il mondo bear</h2>



<p>Scegliere un gay campground significa scegliere <strong>libertà</strong>, soprattutto se fai parte della community <strong>bear</strong> e cerchi spazi dove il corpo maschile è vissuto e celebrato senza filtri. Libertà di vestirsi come vuoi, di flirtare senza spiegazioni, di rilassarti senza maschere. È un tipo di viaggio che va oltre la semplice vacanza: è un’esperienza sociale, emotiva, spesso molto personale.</p>



<p>Negli Stati Uniti questi spazi sono una realtà consolidata, ben organizzata e pensata per offrire sicurezza, accoglienza e divertimento. Che tu sia single, in coppia o semplicemente curioso, troverai sempre un contesto adatto a te.</p>



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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4729" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/gay-bear-campground_2.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Vuoi viverlo davvero? Organizziamo il tuo viaggio</h2>



<p>Leggere è solo il primo passo. Vivere un gay campground americano è tutta un’altra storia.</p>



<p>Se sogni di partire ma non sai da dove iniziare, possiamo aiutarti. <br><strong>Organizziamo viaggi su misura</strong>, selezioniamo le migliori date, ti consigliamo il campground più adatto al tuo stile e pensiamo a ogni dettaglio, dal volo alle esperienze sul posto.</p>



<p>Contattaci e trasformiamo la curiosità in un viaggio reale. La natura, l’atmosfera e nuove connessioni ti stanno già aspettando.</p>



<p></p>
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		<title>Bert Kreischer: Il corpo come manifesto di libertà in &#8220;Free Bert&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 03:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
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<p>Esiste un momento preciso nella cultura contemporanea in cui un corpo smette di essere semplicemente materia e diventa dichiarazione. <strong>Bert Kreischer</strong> rappresenta esattamente questa trasformazione: una presenza vivente fatta di pancia che sobbalza ad ogni risata, torace perpetuamente esposto, sudore che scorre copioso, e una libertà così sfrontata da parlare direttamente al cuore della comunità ursina. Con l&#8217;arrivo imminente di <strong>&#8220;Free Bert&#8221; su Netflix</strong>, vale la pena soffermarsi su cosa rappresenti davvero Bert oggi: non solo come comico o personaggio, ma come corpo politico e affettivo che, spogliato di ogni artificio, reclama spazio, visibilità e il sacrosanto diritto di esistere con gioia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un orso tra gli orsi</h2>



<p>Per chi conosce la cultura bear, Bert Kreischer non è una sorpresa: è una conferma vivente. Un uomo massiccio, gloriosamente peloso, rumorosamente presente, che occupa il palco come se fosse il suo habitat naturale, senza chiedere permesso a nessuno per stare comodo nella propria pelle. In un&#8217;epoca che pretende corpi asciutti, addominali definiti e controllo costante su ogni centimetro di carne, Kreischer irrompe sulla scena come un orso che sfonda la porta: ride a crepapelle, si spoglia senza esitazione, racconta storie senza filtri, suda senza vergogna, semplicemente vive. E lo fa davanti a milioni di spettatori, trasformando la sua fisicità in uno spettacolo di autenticità radicale.</p>



<p>Non c&#8217;è distanza tra ciò che Bert dice e ciò che mostra. La sua pancia generosa non è ridotta a <em>punchline </em>autoironica: è una presenza maestosa<strong>. Il petto coperto da quella magnifica foresta di peli scuri</strong> non è un dettaglio trascurabile: è un&#8217;affermazione. Quando si toglie la maglietta &#8211; gesto ormai diventato rituale imprescindibile delle sue performance &#8211; non cerca lo shock gratuito. Sta semplicemente dichiarando: &#8220;Questo sono io, nella mia interezza pelosa e rotondeggiante. E va più che bene così.&#8221;</p>



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<iframe loading="lazy" title="Free Bert | Official Trailer | Netflix" width="1290" height="726" src="https://www.youtube.com/embed/Ei-bNnwnvB0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading">La grammatica vivente della libertà</h2>



<p><strong>&#8220;Free Bert&#8221;</strong> porta questa filosofia a nuovi livelli di esposizione. Il titolo stesso è una promessa di emancipazione, di liberazione da aspettative oppressive, gabbie sociali e, letteralmente, vestiti superflui. Il corpo nudo o seminudo diventa il simbolo più immediato e potente di questa libertà rivendicata. Non c&#8217;è perfezione studiata, non esistono pose calcolate: c&#8217;è carne che vibra con l&#8217;energia della risata, pelle che racconta storie di eccessi gioiosi, notti vissute intensamente, entusiasmi senza freni. È un corpo che non solo non chiede scusa, ma celebra ogni sua imperfezione come medaglia guadagnata sul campo della vita vissuta pienamente.</p>



<p>Per la comunità gay e ursina, questo linguaggio corporeo è profondamente familiare e straordinariamente potente. Da sempre gli spazi bear celebrano corpi grandi, maturi, abbondantemente pelosi, gloriosamente reali. Bert, pur non appartenendo esplicitamente alla comunità LGBTQ+, incarna un&#8217;estetica che parla la nostra lingua più intima. La sua nudità non è erotizzata nel senso convenzionale e voyeuristico, ma è profondamente, visceralmente sensuale nella sua onestà disarmante. Rappresenta l&#8217;idea rivoluzionaria che il desiderio possa nascere dalla verità nuda e cruda, non dalla performance costruita o dalla finzione patinata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sudore, risate e mascolinità liberata</h2>



<p>La comicità di Kreischer è innanzitutto fisica, prepotentemente rumorosa, profondamente viscerale. Ride lui per primo delle proprie battute, spesso prima ancora che siano completamente uscite dalla sua bocca. Si piega letteralmente in due, batte le mani sul petto nudo, ansima, si asciuga il sudore dalla fronte. È un tipo di umorismo che non solo non teme il disordine, ma lo abbraccia come elemento essenziale dell&#8217;esperienza.</p>



<p>In &#8220;Free Bert&#8221;, questa dimensione corporea esplode in tutta la sua gloria. Il palco si trasforma in un&#8217;arena dove il corpo è protagonista assoluto quanto le parole pronunciate. Vederlo muoversi con quella goffaggine consapevole, sedersi scomposto con la pancia che si adagia sulle cosce, alzarsi con lo sforzo visibile di chi porta con sé il peso di una vita ben vissuta, tutto questo è parte integrante dell&#8217;esperienza comica.</p>



<p>Quel torso costantemente esposto diventa una tela vivente: il sudore che scorre copioso tra i peli del petto, la peluria che si muove con ogni respiro affannato, la pelle che si arrossa progressivamente sotto le luci impietose del palco. Non esiste separazione artificiosa tra artista e pubblico; c&#8217;è invece condivisione autentica di fatica fisica e piacere sensoriale, di vulnerabilità e forza, di imperfezione e bellezza.</p>



<p>Questa fisicità così esposta parla anche di una mascolinità profondamente diversa da quella tossica e rigida che domina ancora troppo spesso la rappresentazione mediatica. La mascolinità di Bert non è controllata né distante; non costruisce muri, ma ponti. È un uomo che si mostra completamente vulnerabile e lo fa ridendo di cuore, che racconta senza vergogna i propri eccessi alcolici, le proprie debolezze umane, i propri fallimenti quotidiani. È una mascolinità che non teme il ridicolo e, proprio per questo rifiuto della virilità performativa, diventa profondamente liberatoria per chi la osserva.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="436" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3.webp?resize=1024%2C436&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4719" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3-scaled.webp?resize=1024%2C436&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3-scaled.webp?resize=300%2C128&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3-scaled.webp?resize=768%2C327&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3-scaled.webp?resize=1536%2C654&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_3-scaled.webp?resize=2048%2C871&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;archetipo dell&#8217;orso Pop</h2>



<p>Nel nostro immaginario collettivo e nella simbologia della comunità bear, l&#8217;orso rappresenta simultaneamente forza bruta e accoglienza calorosa, istinto primordiale e tenerezza affettuosa. <strong>Bert Kreischer è l&#8217;incarnazione perfetta dell&#8217;orso pop</strong>: enorme e impossibile da ignorare, rumoroso fino all&#8217;esuberanza, affettuoso in modo travolgente, capace di abbracciare (letteralmente e metaforicamente) chiunque entri nella sua orbita con un&#8217;energia che non conosce mezze misure.</p>



<p>In &#8220;Free Bert&#8221;, questa dimensione ursina viene amplificata fino a diventare il tema centrale dell&#8217;intera opera. Non è semplicemente un uomo che sale sul palco a fare <em>stand-up comedy</em>; è una creatura della natura che occupa lo spazio con la stessa naturalezza con cui un orso occupa la foresta senza chiedere permesso, senza giustificarsi, semplicemente esistendo nella pienezza della propria presenza fisica.</p>



<p>Il suo essere <strong>frequentemente nudo</strong> o seminudo durante lo spettacolo è un richiamo diretto alla dimensione primordiale dell&#8217;esistenza, a quella condizione naturale dove il corpo non è un problema da risolvere ma una risorsa da celebrare. Per chi vive quotidianamente l&#8217;esperienza della marginalizzazione dei corpi non conformi agli standard dominanti, vedere un uomo così completamente esposto, così sicuro nella sua magnifica imperfezione, così privo di autocensura, è genuinamente terapeutico. È come ricevere una carezza pelosa che sussurra: &#8220;Non devi nasconderti. Non devi cambiare. Puoi semplicemente essere.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qualcosa di profondamente queer</h2>



<p>C&#8217;è qualcosa di innegabilmente queer &#8211; anche se non dichiarato esplicitamente &#8211; in questa attitudine esistenziale. Non nel senso strettamente identitario del termine, ma nel suo significato più profondo di rifiuto radicale delle norme oppressive. Bert non si adegua alle aspettative. Non dimagrisce per risultare più presentabile secondo gli standard hollywoodiani. Non si copre per sembrare più professionale o accettabile. Non modifica nemmeno minimamente la propria presenza fisica per adattarsi a cosa la società dice che dovrebbe essere un uomo di mezza età. Esiste, punto. Ed è proprio questo rifiuto di conformarsi che lo rende così profondamente vicino alla sensibilità ursina e queer più ampia.</p>



<p>La sua pancia pendente non viene nascosta da angolazioni favorevoli o da luci studiate per minimizzarla. Al contrario, viene messa in primo piano, diventa elemento centrale dell&#8217;inquadratura. Quella peluria che scende dal petto verso l&#8217;ombelico, che molti uomini mainstream si sentirebbero obbligati a radere o quantomeno ridurre, viene lasciata crescere libera in tutta la sua abbondanza naturale. Il sudore che scorre copioso durante le performance più intense non viene asciugato tra una ripresa e l&#8217;altra &#8211; fa parte dello spettacolo, testimonia l&#8217;autenticità dello sforzo fisico, l&#8217;onestà dell&#8217;esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Free Bert: dichiarazione d&#8217;intenti</h2>



<p>&#8220;Free Bert&#8221; si prospetta come qualcosa di molto più ambizioso di una semplice performance comica catturata per lo streaming. È una dichiarazione d&#8217;intenti esistenziale. La libertà promessa dal titolo passa necessariamente attraverso il corpo, attraverso la risata liberatoria, attraverso la nudità come atto politico. È un invito urgente a spogliarsi &#8211; letteralmente e metaforicamente &#8211; di tutto ciò che ci opprime, ci limita, ci impedisce di essere pienamente noi stessi.</p>



<p>Netflix, nella sua funzione di piattaforma globale che raggiunge centinaia di milioni di spettatori in ogni angolo del pianeta, porta questa visione radicalmente body-positive nelle case di persone che forse non hanno mai frequentato un bar bear, non hanno mai partecipato a una festa ursina, non hanno mai nemmeno sentito parlare della cultura orso. E questo ha un peso culturale enorme, un potenziale trasformativo che non dovrebbe essere sottovalutato.</p>



<p>Vedere un corpo come quello di Bert celebrato apertamente, non deriso né oggetto di pietà compassionevole, non &#8220;corretto&#8221; digitalmente né nascosto strategicamente, è un atto di resistenza culturale. È un messaggio potente che raggiunge anche chi, magari, ha passato una vita intera sentendosi inadeguato nel proprio corpo, convinto che esistesse un solo modo &#8220;giusto&#8221; di avere un fisico presentabile.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?resize=1024%2C682&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4718" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?resize=1536%2C1022&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2026/01/bert-kreischer-free-bert_2.webp?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso politico della rappresentazione</h2>



<p>Per chi vive e respira la cultura ursina, &#8220;Free Bert&#8221; rappresenta anche un&#8217;occasione preziosa per ribadire che i corpi contano. Che la rappresentazione mediatica ha conseguenze reali sulla vita delle persone. Che la risata può essere profondamente politica quando nasce dall&#8217;accettazione radicale di sé. Che un torso nudo e peloso sul palco, ripreso in alta definizione e trasmesso in streaming globale, può dire molto più di mille discorsi accademici sulla body positivity o l&#8217;accettazione corporea.</p>



<p>Ogni inquadratura di quella pancia che sobbalza, ogni primo piano di quel petto coperto di peli dove scorre il sudore, ogni scena in cui Bert si muove nudo con totale disinvoltura, è un piccolo colpo inferto all&#8217;egemonia dei corpi perfetti. È un promemoria viscerale che la bellezza esiste in infinite forme, che la virilità non richiede addominali scolpiti, che il desiderio può essere suscitato da corpi reali tanto quanto (se non più) di quelli artificialmente perfezionati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sensualità dell&#8217;imperfezione</h2>



<p>C&#8217;è una sensualità particolare nell&#8217;imperfezione celebrata. Quella pancia non è semplicemente accettata come inevitabile compromesso &#8211; è mostrata con orgoglio, quasi esibita. Quei rotolini non sono nascosti ma esposti alla luce. Quella peluria non è considerata qualcosa di cui vergognarsi ma un attributo da valorizzare.</p>



<p>Quando Bert suda copiosamente durante le scene più intense, quel sudore che gli scorre tra i peli del petto e gli fa brillare la pelle sotto le luci non è un problema tecnico da risolvere in post-produzione. È parte integrante dell&#8217;esperienza, prova tangibile dell&#8217;energia fisica investita nella performance, testimonianza dell&#8217;autenticità del momento. E per chi sa apprezzare la bellezza dei corpi in movimento, dei corpi che lavorano e faticano e vivono pienamente, c&#8217;è qualcosa di innegabilmente attraente in quella dimostrazione di sforzo genuino.</p>



<p>La sensualità non abita solo nei corpi levigati e depilati delle riviste patinate. Vive anche, forse soprattutto, nell&#8217;autenticità disarmante di un corpo vissuto, in una pelle che porta i segni del tempo e del godimento, in una presenza fisica che non chiede permesso per occupare lo spazio che merita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la libertà ha il sapore del sudore</h2>



<p><strong>Bert Kreischer non è un&#8217;icona gay dichiarata</strong>, non è un attivista politico organizzato, non è un modello di virtù nel senso convenzionale del termine. Ma è qualcosa di forse ancora più prezioso e raro: un uomo che vive il proprio corpo senza vergogna alcuna e lo mette coraggiosamente al centro del proprio lavoro creativo. In &#8220;Free Bert&#8221;, questa scelta artistica ed esistenziale diventa totale, assoluta, impossibile da ignorare.</p>



<p>Nudo, sudato, gloriosamente peloso e palesemente felice di essere esattamente chi è, Bert ci ricorda una verità fondamentale: la libertà autentica passa necessariamente attraverso l&#8217;accettazione radicale di ciò che siamo. Non domani, dopo la dieta, dopo la palestra, dopo aver finalmente raggiunto quel corpo &#8220;giusto&#8221; che ci viene continuamente promesso come prerequisito per l&#8217;accettazione sociale. Ora. Oggi. In questo corpo, con questa pancia, con questi peli, con questo sudore.</p>



<p>E allora sì, aspettiamo &#8220;Free Bert&#8221; con un sorriso complice e un certo calore sotto la pelle. Perché vedere un orso libero è sempre una festa per l&#8217;anima. Perché ogni torso nudo che ride senza vergogna sul palco è un invito aperto a fare pace con il nostro corpo, qualunque forma abbia. Perché la libertà, quella vera, ha il sapore salato del sudore, la consistenza della pelle calda, la morbidezza della pancia che sobbalza con la risata.</p>



<p class="has-large-font-size">Benvenuto su Netflix, magnifico orso Bert. Mostraci cosa significa essere veramente liberi.</p>
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		<title>Liev Schreiber: l&#8217;eleganza ursina di un sex symbol fuori dagli schemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 04:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
		<category><![CDATA[liev schreiber]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel vasto panorama hollywoodiano, ci sono uomini che conquistano per il loro fascino levigato e da copertina patinata, e poi c&#8217;è Liev Schreiber. Un nome che, per chi mastica cinema, è sinonimo di talento, intensità e profondità. Ma per molti di noi orsi, Liev è molto di più: è una delle incarnazioni più autentiche e [&#8230;]</p>
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<p>Nel vasto panorama hollywoodiano, ci sono uomini che conquistano per il loro fascino levigato e da copertina patinata, e poi c&#8217;è <strong>Liev Schreiber</strong>. Un nome che, per chi mastica cinema, è sinonimo di talento, intensità e profondità. Ma per molti di noi orsi, Liev è molto di più: è una delle incarnazioni più autentiche e irresistibili della bellezza virile, robusta e matura che tanto ci fa battere il cuore (e alzare le orecchie).</p>



<p>Barba folta, spalle larghe, sguardo intenso e quella voce roca e profonda che sembra fatta apposta per essere sussurrata all&#8217;orecchio nelle sere d&#8217;inverno: Liev Schreiber è, senza dubbio, un&#8217;icona bear. E non solo per l&#8217;aspetto, ma anche per l&#8217;atteggiamento fiero, la riservatezza affascinante e quell&#8217;aura da uomo vissuto, solido, concreto.</p>



<p><strong>Dagli esordi teatrali al successo cinematografico</strong></p>



<p>Nato nel 1967, Liev ha costruito la sua carriera con pazienza e rigore, muovendosi inizialmente tra i palcoscenici teatrali prima di approdare a Hollywood. La sua formazione classica (Yale e RADA) gli ha donato una profondità interpretativa che lo distingue nettamente da molte star prefabbricate del panorama cinematografico. Non è mai stato il &#8220;ragazzo della porta accanto&#8221;: Schreiber ha sempre avuto quel qualcosa di selvatico e affascinante, una forza tranquilla ma potentissima.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber_2.jpg?resize=1024%2C682&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4691" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber_2.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber_2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber_2.jpg?resize=768%2C511&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber_2.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Ruoli da uomo vero</strong></p>



<p>Se c&#8217;è un ruolo che lo ha consacrato nel nostro immaginario erotico collettivo, è sicuramente quello di Ray Donovan, nella serie omonima. In Ray, Liev interpreta un fixer di Hollywood con un passato tormentato e una mascolinità che trasuda da ogni gesto, ogni silenzio, ogni scazzottata. Il suo corpo possente, i suoi abiti sartoriali che non riescono mai del tutto a nascondere la mole virile, la barba curata ma mai troppo levigata: ogni dettaglio urla &#8220;orso alfa&#8221;.</p>



<p>Ma anche nei film come <em>The Manchurian Candidate</em>, <em>Spotlight</em>, <em>Defiance</em> e <em>Salt</em>, Liev porta sullo schermo una virilità ruvida, intensa, mai gridata. Che interpreti un giornalista, un agente segreto o un padre di famiglia, c&#8217;è sempre in lui quella solidità maschia che fa impazzire chi ama gli uomini veri.</p>



<p><strong>Un sex appeal naturale, mai artefatto</strong></p>



<p>Ciò che rende Schreiber così irresistibile per la community bear non è solo l&#8217;estetica (anche se quella barba grigia punteggiata e quelle braccia muscolose fanno la loro parte), ma la naturalezza con cui incarna i canoni dell&#8217;uomo maturo, vissuto, consapevole. Non ostenta, non posa: è. E in un mondo in cui tutto è sempre più filtrato, costruito, palestrato e levigato, questa autenticità è oro puro.</p>



<p>Non è raro trovare thread e gallerie Instagram dedicate proprio a lui da parte della community bear, con caption adoranti tipo &#8220;Daddy goals&#8221;, &#8220;Real man vibes&#8221; o semplicemente &#8220;woof&#8221;. Liev è amato non solo per il fisico, ma per l&#8217;insieme di caratteristiche che definiscono l&#8217;ideale ursino: forza, protezione, introspezione, sensualità grezza ma controllata.</p>



<p><strong>Vita privata e fascino off-screen</strong></p>



<p>Anche nella vita reale, Liev mantiene quel profilo basso che lo rende ancora più intrigante. Nonostante sia stato legato per anni all&#8217;attrice Naomi Watts, con cui ha due figli, non ha mai cercato il gossip a tutti i costi. Anzi, il suo modo di essere padre, presente ma mai sopra le righe, ha contribuito ad alimentare quel mito del &#8220;papà orso&#8221; che tanto affascina.</p>



<p>Spesso paparazzato in tenuta casual, magari con un caffè in mano, barba incolta e t-shirt che valorizza il torace generoso, Liev è uno di quegli uomini che sembrano migliorare con l&#8217;età. Non a caso, molti lo definiscono un vero e proprio &#8220;silver bear&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1908" height="1146" src="https://www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/Liev-Schreiber-nudo.avif" alt="" class="wp-image-4692"/></figure>



<p><strong>Un orso con classe</strong></p>



<p>Liev Schreiber rappresenta una bellezza che va oltre le mode e i trend passeggeri. La sua è una virilità che non ha bisogno di urla, una sensualità che si esprime nei dettagli, nei silenzi, negli sguardi. Un uomo che piace agli orsi perché non ha paura di essere uomo, con tutto ciò che questo comporta.</p>



<p>In un universo gay spesso dominato da canoni giovanilistici e da corpi scolpiti a suon di filtri Instagram, la figura di Liev Schreiber è un balsamo: ci ricorda che la maturità è sexy, che la barba può essere un manifesto, e che il fascino può (e deve) avere spalle larghe e voce profonda.</p>



<p>Grazie Liev, per essere uno di noi. Magari inconsapevolmente, ma profondamente, autenticamente, irresistibilmente orso.</p>
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		<title>Tokyo Bear Style: guida gay per orsi a Tokyo tra locali, saune e nightlife a Shinjuku Ni-chome</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 16:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[tokyo]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stai pianificando un viaggio a Tokyo e ti chiedi dove andare se sei un orso o ami gli uomini robusti e pelosi? Sei nel posto giusto. Tokyo, con la sua anima futuristica e la sua cultura millenaria, è anche una delle destinazioni LGBTQ+ più affascinanti dell’Asia. In particolare per la comunità bear, ci sono locali, [&#8230;]</p>
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<p>Stai pianificando un viaggio a Tokyo e ti chiedi dove andare se sei un orso o ami gli uomini robusti e pelosi? Sei nel posto giusto. Tokyo, con la sua anima futuristica e la sua cultura millenaria, è anche una delle destinazioni LGBTQ+ più affascinanti dell’Asia. In particolare per la comunità bear, ci sono locali, eventi e saune gay che meritano una tappa. Ecco la guida <em>Tokyo gay travel</em> pensata per orsi italiani in cerca di nuove avventure!</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=1024%2C768&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4680" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_3.webp?resize=2048%2C1536&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Shinjuku Ni-chome: il cuore della vita notturna gay di Tokyo</strong></p>



<p>Il quartiere di <strong>Shinjuku Ni-chome</strong> è il centro della nightlife LGBTQ+ di Tokyo. Un dedalo di strade e bar gay, molti dei quali piccoli, accoglienti e tematici. Per chi cerca un <em>Tokyo gay bar</em> con un’atmosfera bear-friendly, ci sono alcune chicche da non perdere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tokyo Eagle</strong>: storico locale gay a tema leather, frequentato da uomini maturi, corpulenti e muscolosi. Luci basse, birre fredde e ottima occasione per incontrare locali e turisti.</li>



<li><strong>Leo Lounge</strong>: moderno, rilassato, spesso con serate a tema orso o chubby. Ideale per chi vuole conoscere la scena bear giapponese in modo soft.</li>



<li><strong>Dragon Men</strong> e <strong>Arty Farty</strong>: più mainstream, ma sempre gay bar molto inclusivi, ottimi per fare nuove conoscenze anche se non esplicitamente bear.</li>
</ul>



<p><strong>Eventi bear a Tokyo: serate e festival</strong></p>



<p>Vuoi vivere una vera <em>bear night a Tokyo</em>? Tieni d’occhio app come <strong>Scruff</strong> o <strong>Twitter</strong>, dove vengono pubblicizzati eventi come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Bear Night Tokyo</strong>: serate occasionali in locali dedicati con dress code, DJ set e tanta peluria.</li>



<li><strong>Tokyo Bear Week</strong> (a gennaio): festival non ufficiale ma molto amato, con eventi in bar, feste in onsen e incontri tra orsi locali e internazionali.</li>
</ul>



<p><strong>Dove rilassarsi (o rimorchiare)? Le saune gay a Tokyo</strong></p>



<p>Una delle domande più frequenti nella <em>Tokyo gay guide</em> è: “Dove trovo una sauna gay a Tokyo per orsi?”. La risposta è semplice:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Asakusa24Kaikan</strong>: <a href="https://www.orsi-italiani.it/saune-gay-a-tokyo-asakusa24kaikan/">leggi l&#8217;articolo dedicato</a> suggerito da Nancy, guida italiana a Tokyo</li>



<li><strong>24 Kaikan Shinjuku</strong>: la sauna gay più famosa di Tokyo. Su più piani, con darkroom, cabine e terrazza. Il weekend è il momento ideale per trovare altri bear e chubby.</li>



<li><strong>Hokuoukan</strong>: più spartana ma molto frequentata dalla community leather e bear giapponese. Meno turistica, ma più autentica.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image alignfull"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1290" height="867" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=1290%2C867&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4679" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=300%2C202&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=1024%2C689&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=768%2C516&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=1536%2C1033&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/05/tokyo-guida-bear_2-scaled.jpg?resize=2048%2C1377&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1290px) 100vw, 1290px" /><figcaption class="wp-element-caption">© Unsplash</figcaption></figure>



<p><strong>Consigli utili per la tua gay experience a Tokyo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>I giapponesi sono discreti ma ospitali: sii rispettoso delle regole locali (no foto, parla a bassa voce, niente approcci aggressivi).</li>



<li>Porta sempre un documento d’identità, anche per entrare in alcuni bar o saune.</li>



<li>Per sapere cosa succede in tempo reale, <strong>Scruff</strong>, <strong>Grindr</strong> e <strong>X</strong> sono strumenti indispensabili in Giappone.</li>
</ul>



<p>Tokyo è una città sorprendente anche per gli orsi. E mentre scopri i suoi templi, i suoi grattacieli e il suo sushi, non dimenticare di esplorare anche la sua anima più pelosa e accogliente. <em>Tokyo gay travel</em> è molto più che una vacanza: è un’esperienza da vivere con curiosità&#8230; e magari con un caldo abbraccio!</p>
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		<title>Biagio Forestieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 03:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[attori]]></category>
		<category><![CDATA[biagio forestieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biagio Forestieri è un attore italiano nato a Salerno l&#8217;11 marzo 1978. Con i suoi 181 cm di altezza e una presenza scenica imponente, è noto per la sua corporatura robusta e la folta barba, caratteristiche che lo rendono particolarmente affascinante per gli amanti degli uomini barbuti e massicci. Dopo essersi diplomato nel 2000 presso [&#8230;]</p>
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<p><strong>Biagio Forestieri</strong> è un attore italiano nato a Salerno l&#8217;11 marzo 1978.</p>



<p>Con i suoi 181 cm di altezza e una presenza scenica imponente, è noto per la sua corporatura robusta e la folta barba, caratteristiche che lo rendono particolarmente affascinante per gli amanti degli uomini barbuti e massicci. </p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="574" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_3.jpg?resize=1024%2C574&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4658" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_3.jpg?resize=1024%2C574&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_3.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_3.jpg?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_3.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo essersi diplomato nel 2000 presso la Scuola del Teatro Stabile di Genova, Biagio ha iniziato una prolifica carriera teatrale, collaborando con registi di spicco come Marco Sciaccaluga, Massimo Mesciulam, Maurizio Scaparro, Carmelo Rifici, Franco Però, Giorgio Barberio Corsetti e Gabriele Lavia. Queste esperienze gli hanno permesso di affinare le sue capacità attoriali e di sviluppare una presenza scenica magnetica.</p>



<p>Il suo esordio cinematografico avviene nel 2010 con &#8220;Mozzarella Stories&#8221;, diretto da Edoardo De Angelis, dove interpreta il ruolo di Totore. Successivamente, partecipa a film come &#8220;Napoli velata&#8221; (2017) di Ferzan Özpetek, &#8220;Un giorno all&#8217;improvviso&#8221; (2018) e &#8220;Astolfo&#8221; (2022). In televisione, è apparso in serie come &#8220;La vita bugiarda degli adulti&#8221; (2023), tratta dal romanzo di Elena Ferrante.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="427" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?resize=1024%2C427&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4659" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?resize=1024%2C427&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?resize=300%2C125&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?resize=768%2C320&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?resize=1536%2C641&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/biagio-forestieri_1.png?w=1915&amp;ssl=1 1915w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Oltre al talento artistico, <strong>Biagio Forestieri </strong>è un appassionato di arte e natura, come emerge dal suo profilo Instagram, dove si descrive come &#8220;PensAttore&#8221; e condivide momenti della sua vita professionale e personale. La sua immagine virile, accentuata dalla barba folta e dalla corporatura robusta, lo rende un&#8217;icona di fascino per la comunità gay che apprezza queste caratteristiche.</p>



<p>In sintesi, Biagio Forestieri rappresenta l&#8217;emblema dell&#8217;uomo italiano dal fascino autentico e naturale, unendo talento, passione e una presenza scenica che non passa inosservata.</p>
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		<title>Dopo il Natale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Orsi Italiani - Pillole di Woof]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 02:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti bear]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 27 dicembre, e la casa di Babbo Natale era avvolta da un silenzio rilassante. Dopo giorni frenetici di lavoro, il laboratorio era finalmente vuoto. Gli elfi si godevano un meritato riposo, ma uno di loro, Olaf, era rimasto indietro per aiutare Babbo Natale a sistemare gli ultimi dettagli. Olaf era un elfo diverso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Era il 27 dicembre, e la casa di Babbo Natale era avvolta da un silenzio rilassante. <strong>Dopo giorni frenetici di lavoro, il laboratorio era finalmente vuoto</strong>. Gli elfi si godevano un meritato riposo, ma uno di loro, Olaf, era rimasto indietro per aiutare Babbo Natale a sistemare gli ultimi dettagli.</p>



<p>Olaf era un elfo diverso dagli altri: <strong>massiccio</strong>, con una barba folta che gli scendeva sul petto, e occhi verdi che brillavano come il muschio invernale. Anche Babbo Natale, ormai senza la sua veste ufficiale, si sentiva finalmente libero. Con la camicia sbottonata e il petto peloso che faceva capolino, si aggirava per il laboratorio con un bicchiere di idromele in mano.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/racconti-gay_dopo-il-natale_1.jpg?resize=819%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4650" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/racconti-gay_dopo-il-natale_1.jpg?w=819&amp;ssl=1 819w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/racconti-gay_dopo-il-natale_1.jpg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2025/01/racconti-gay_dopo-il-natale_1.jpg?resize=768%2C960&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p>Olaf stava sistemando alcune scatole quando Babbo Natale entrò nella stanza. &#8220;Hai fatto un ottimo lavoro quest&#8217;anno, Olaf,&#8221; disse con un sorriso caloroso. &#8220;Senza di te, non ce l&#8217;avremmo mai fatta.&#8221;</p>



<p>Olaf si voltò, il volto arrossato dal complimento. &#8220;Grazie, Signore. È stato un onore lavorare al suo fianco.&#8221;</p>



<p>Babbo Natale si avvicinò lentamente, poggiando una mano pesante e rassicurante sulla spalla di Olaf. &#8220;Devi smetterla di chiamarmi &#8216;Signore&#8217; quando siamo soli. Chiamami Kris.&#8221;</p>



<p>Olaf sorrise timidamente, ma il calore della mano di Babbo Natale sulla sua spalla gli fece fremere il cuore. &#8220;Va bene&#8230; Kris.&#8221;</p>



<p>L&#8217;atmosfera nella stanza cambiò. Il silenzio si fece più denso, rotto solo dal crepitio del camino nella stanza accanto. Babbo Natale fissò Olaf con un&#8217;intensità nuova, e per un istante i due rimasero immobili, come sospesi nel tempo.</p>



<p>&#8220;Kris,&#8221; mormorò Olaf, avvicinandosi di un passo. &#8220;C&#8217;è qualcosa che vorrei dirti&#8230;&#8221;</p>



<p>Babbo Natale sorrise e sollevò il bicchiere di idromele. &#8220;Dimmi tutto, caro amico.&#8221;</p>



<p>Olaf prese un respiro profondo. &#8220;Non è solo per il lavoro che rimango sempre fino alla fine&#8230; <strong>È perché voglio starti vicino. Voglio conoscerti&#8230; davvero.</strong>&#8220;</p>



<p>Babbo Natale posò il bicchiere, gli occhi che brillavano di una luce calda e complice. &#8220;Olaf, mi lusinga sentirti dire queste cose. E devo ammettere&#8230;&#8221; Fece un passo avanti, riducendo la distanza tra loro. &#8220;Anch&#8217;io ho pensato spesso a te.&#8221;</p>



<p>Le loro mani si sfiorarono, e poi, senza bisogno di altre parole, si avvicinarono l&#8217;uno all&#8217;altro. Le barbe si intrecciarono mentre le labbra si incontravano in un bacio profondo e appassionato, colmo di tutti i sentimenti trattenuti per mesi.</p>



<p>Le loro labbra si separarono solo per un istante, abbastanza per prendere fiato. Olaf guardò Babbo Natale negli occhi, il suo cuore che batteva forte. “Non pensavo… che provassi lo stesso,” sussurrò, la voce un po’ tremante ma carica di desiderio.</p>



<p>Babbo Natale sorrise con dolcezza, passandogli una mano sulla guancia ruvida. “Caro Olaf, hai dedicato così tanto a me e al nostro lavoro. Non potevo non notarti… il tuo impegno, la tua forza, il tuo cuore. Sei speciale.”</p>



<p>Le parole scaldarono Olaf più del fuoco nel camino. Spinto da un coraggio che non sapeva di avere, avvolse le braccia attorno alla figura robusta di Babbo Natale, sentendo sotto le mani la solidità del suo corpo, i segni di una vita dedicata alla generosità e all’amore.</p>



<p>“Kris…” Olaf mormorò ancora, abbassando la testa per sfiorare con un bacio il collo dell’uomo più grande. Kris, a sua volta, emise un sospiro basso e gutturale, lasciandosi andare a quelle attenzioni.</p>



<p>“Vieni,” disse Babbo Natale con voce profonda, prendendo Olaf per mano. Lo condusse verso il grande divano di pelle accanto al camino. Le fiamme danzavano, illuminando i loro volti e creando un’atmosfera calda e intima.</p>



<p>Sedendosi, Babbo Natale attirò Olaf su di sé, lasciando che i loro corpi si avvicinassero ancora di più. Olaf poggiò le mani sulle larghe spalle del suo capo, esplorando ogni curva e rilievo con movimenti lenti e intenzionali.</p>



<p>“Non sai da quanto aspettavo questo momento,” confessò Babbo Natale, la sua voce grave e sincera.</p>



<p>“Non sono mai stato così felice,” rispose Olaf, lasciando che le loro barbe si intrecciassero di nuovo, questa volta in un bacio più lungo, più profondo.</p>



<p>Le mani di Kris percorsero il dorso possente di Olaf, tracciando il profilo del suo corpo con una lentezza che sembrava un dono in sé. Non c’era fretta, solo il desiderio di vivere quell’istante fino in fondo, di lasciarsi trasportare dalla magia del momento.</p>



<p>Il tempo sembrava fermarsi, con il calore del camino e il suono delle loro risate basse e compiaciute che riempivano la stanza. Quella notte, due anime che avevano condiviso il peso del Natale trovarono finalmente il tempo per celebrare se stesse e ciò che le legava.</p>



<p><em>immagini: Google immagini</em></p>
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		<title>Chi non rischia non rosica &#8211; Parte 3 (finale)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 03:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è una storia di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale. La trombata con mio padre era riuscita a sbloccarmi. Da quel momento non diedi più niente per scontato e alla fine ero riuscito a dichiararmi a Domenico, il meccanico che da poco aveva aperto la sua [&#8230;]</p>
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<p><strong>Questa è una storia di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.</strong></p>



<p>La trombata con mio padre era riuscita a sbloccarmi. Da quel momento non diedi più niente per scontato e alla fine ero riuscito a dichiararmi a Domenico, il meccanico che da poco aveva aperto la sua officina vicino casa mia. La prima volta che lo incontrai ne fui rapito, fu un vero e proprio colpo di fulmine e quando scoprì che anche per lui lo era e che i miei sentimenti erano ricambiati, ci fidanzammo. Ero felice come non mai e anche i miei ne furono entusiasti. Mia madre doveva assentarsi per una settimana ma mi fece promettere di invitare Domenico quando sarebbe tornata, per festeggiare l&#8217;evento e poi partì per Reggio Calabria. Qualche giorno prima, mio padre mi aveva proposto di invitare i suoi due amici per fare un po&#8217; di sesso di gruppo. All&#8217;inizio ne fui entusiasta ma dopo essermi dichiarato a Domenico ed essermi fidanzato con lui ero intenzionato a rinunciare alla serata hot ma Domenico mi disse che non c&#8217;era bisogno di farlo perché non aveva nulla in contrario. Anzi, lui si sarebbe unito a noi. Mio padre ne fu felice considerando che gran figone fosse il mio compagno. Domenico ha 32 anni, muscoloso e massiccio da far sbavare da un lato e far invidia dall&#8217;altro. Capelli castani rasati cortissimi, occhi azzurri e una barba molto curata. Peloso da far invidia persino ad un orso vero. Braccia e gambe muscolose e possenti che fanno venire voglia di fargli un pigiama di saliva. A letto era straordinario, forte, passionale, e tenero. Sfortunatamente Domenico non aveva avuto la fortuna di avere una famiglia aperta come me, anzi quando il padre scoprì che era omosessuale lo cacciò di casa. Sebbene avesse avuto un passato difficile Domenico era riuscito a buttarsi tutto alle spalle e a farsi una vita da solo&#8230; almeno prima di incontrare me.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_14.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4605" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_14.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_14.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_14.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_14.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Alla fine il giorno tanto atteso era arrivato. Io, Domenico e mio padre eravamo seduti sul divano della stanza da pranzo a chiacchierare del più e del meno in attesa che Sasà e Giacomo, i due amici di mio padre arrivassero. Dopo aver messo in sicurezza tutte le cose frangibili della camera da letto, il citofono suonò e Sasà e Giacomo fecero il loro ingresso in casa. Dopo le presentazioni, ci recammo nella stanza da letto e demmo inizio alle danze. La serata hot stava riuscendo alla grande. Io e Domenico avevamo pienamente soddisfatto mio padre e i suoi amici ed era arrivato il nostro turno ma prima che potessimo chiudere in bellezza quella serata magnifica, successe qualcosa che non avrei mai potuto prevedere. Mio padre aveva ragione, la vita ti sorprende sempre. Stava per scoppiare una bomba che era impossibile disinnescare. Mentre io e Domenico stavamo per concederci l&#8217;un l&#8217;altro delle urla provenienti da fuori ci interruppero e Domenico chiese a mio padre di far salire la persona che urlava per evitare di attirare attenzioni indesiderate. Dalla sua espressione, visibilmente imbarazzata si intuiva che Domenico temeva che questo sarebbe potuto accadere. Dopo essersi rivestito mio padre scese e andò a prendere quell&#8217;uomo che urlava e lo fece salire. Nel frattempo anche noi ci rivestimmo e andammo tutti nella sala da pranzo per cercare di capire cosa stava succedendo. Dopo un po&#8217; mio padre rientrò con un uomo alto e magro e visibilmente ubriaco che aveva ancora in mano una bottiglia di birra. Domenico identificò quell&#8217;uomo. Era suo padre. Ma cosa ci faceva lui qui? Cosa voleva? Non gli aveva già rovinato la vita abbastanza? A volte il destino è bastardo. Domenico non meritava questa &#8216;sorpresa&#8217;.</p>



<p>&#8220;Si può sapere che cosa vuoi? Ti ho detto che non volevo più rivederti. Lasciami in pace!&#8221; disse Domenico molto adirato e da quest&#8217;ultima frase capì che doveva essere lui al telefono qualche giorno prima quando eravamo a casa sua</p>



<p>&#8220;Sono qui per salvarti.&#8221; rispose suo padre iniziando a barcollare</p>



<p>&#8220;Salvarmi? E da che cosa?&#8221; rispose Domenico</p>



<p>&#8220;Da quella rifiuto umano che hai alle spalle&#8230;&#8221; disse riferendosi a me</p>



<p>&#8220;Come si perfette di offendere mio figlio???&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Se non vuoi che ti spacchi la faccia, non osare offendere più Stefano!&#8221; disse Domenico infuriato</p>



<p>&#8220;Modera il tono con cui parli con me. Ricordati che sono tuo padre!&#8221; disse suo padre spazientito</p>



<p>Gli occhi di Domenico diventarono colore del sangue &#8220;UN PADRE NON BUTTA SUO FIGLIO FUORI DI CASA PERCHE&#8217; E&#8217; DIVERSO DA LUI, BRUTTO STRONZO EGOISTA!!!&#8221; disse Domenico arrabbiato a tal punto da farmi temere che potesse fare qualche sciocchezza</p>



<p>&#8220;Domenico, non fare così. Calmati.&#8221; dissi io tenendogli il braccio</p>



<p>&#8220;Ho fatto quello che dovevo fare.&#8221; rispose suo padre continuando a barcollare qui e la</p>



<p>&#8220;Brutto&#8230;&#8221; Domenico si dimenò ma io riuscì a tenerlo</p>



<p>&#8220;Non potevo lasciarti buttare la tua vita solo per un gioco&#8230;&#8221; disse suo padre</p>



<p>&#8220;Un gioco?! Ma come ti permetti???&#8221; disse Domenico dimenandosi di nuovo ma stavolta più forte ed io riuscì a stento a tenerlo</p>



<p>&#8220;&#8230;non potevo lasciarti fare lo stesso sbaglio di tua madre.&#8221;</p>



<p>Gli occhi di Domenico si accesero di nuovo di rosso &#8220;Non osare nominare MIA MADRE!!!!!!!! LEI MI VOLEVA BENE, AL CONTRARIO DI TE!!!!!!!!&#8221; la rabbia di Domenico continuava a crescere</p>



<p>&#8220;Tua madre voleva lasciarci solo per un po&#8217; di divertimento! Non potevo permettergli di buttare all&#8217;aria il nostro matrimonio solo perché non riusciva più ad arrazzarsi con me!!!&#8221; rispose suo padre addossandosi al tavolo per non cadere a terra</p>



<p>&#8220;La mamma voleva lasciare solo te, non me! E se fossi stato un po&#8217; più grande l&#8217;avrei aiutata&#8230; Adesso vattene o giuro su Dio che ti ammazzo!&#8221;</p>



<p>&#8220;Avanti fallo, così forse diventerai un uomo!&#8221; disse suo padre con tono provocatorio</p>



<p>&#8220;IO SONO UN UOMO, STRONZO!!!! E LO SONO MOLTO PIU&#8217; DI TE!!!!!!&#8221;</p>



<p>&#8220;Credo che sia il caso che lei se ne vada.&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Fatti i cazzi tuoi tu.&#8221; rispose il padre di Domenico</p>



<p>&#8220;Se non se ne va subito, chiameremo la polizia&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Si, bravo così gli spiegherete anche quello che stavate facendo, brutte checche schifose!&#8221; rispose il padre di Domenico</p>



<p>&#8220;Adesso basta. Non le permetterò di insultarci ancora. Se ne vada subito!&#8221; e mio padre lo prese per un braccio ma lui si liberò</p>



<p>&#8220;Ah, stai zitto&#8221; disse con tono seccato il padre di Domenico &#8220;Tu non sei stato abbastanza uomo da cercare di salvare tuo figlio, ma io non permetterò che Domenico si rovini da solo! Se avessi un figlio come il tuo mi sarei già ammazzato!&#8221;</p>



<p>&#8220;COME SI PERMETTE???&#8221; urlò mio padre infuriato e prese per la maglietta il padre di Domenico. Non avevo mai visto mio padre arrabbiato in quel modo &#8220;Io sono orgoglioso di mio figlio per ciò che è e non mi interessa se a lui piacciono le donne o gli uomini perché quello che più conta per me è che lui sia felice. Se non riesce capirlo allora significa che lei non è un vero padre!&#8221; e mio padre lo spinse via</p>



<p>&#8220;Hai distrutto la mia famiglia! Non ti lascerò distruggere anche la mia vita.&#8221; disse Domenico stringendomi a sé &#8220;Assassino!!!&#8221;</p>



<p>&#8220;Assassino?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Si, lui ha ucciso mia madre.&#8221;</p>



<p>&#8220;Io non ho ucciso nessuno. Tua madre si è tolta la vita e lo sai.&#8221; rispose il padre di Domenico</p>



<p>&#8220;E&#8217; stato per colpa tua se lei si è suicidata!!! Era rimasta incinta ma per colpa tua ha perso il bambino e non è stata più la stessa da allora! Hai ucciso lei e mio fratello, maledetto!!!&#8221;</p>



<p>&#8220;E stata tutta colpa sua!!!!&#8221; rispose infuriato suo padre &#8220;Eravamo felici ma poi è arrivata quella zoccola lesbica e tutto è cambiato&#8230; Se avesse scelto me, sarebbe ancora viva&#8230;&#8221;</p>



<p>Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. Domenico non poté più sopportare oltre.</p>



<p>&#8220;Se avesse&#8230;&#8221; e Domenico strinse i pugni</p>



<p>&#8220;&#8230;scelto te&#8230;&#8221; e le sue nocche scrocchiarono</p>



<p>&#8220;&#8230; sarebbe ancora viva???&#8221; e il suo sguardo si accese di rabbia</p>



<p>&#8220;PEZZO DI MERDAAAAAAAAA!!!!!&#8221; Domenico si avventò contro suo padre come una furia e cominciò a dargli una serie di pugni che racchiudevano tutto l&#8217;astio che da lungo tempo covava dentro di lui e che ora non poteva più essere represso. Ma la situazione stava degenerando. L&#8217;odio si era impossessato di Domenico e le sue mani cominciarono a stringere il collo di suo padre che stava li con un ghigno quasi di soddisfazione. Lui voleva questo.</p>



<p>&#8220;Domenico, fermati!&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Figliolo, fermati per carità!&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Domenico, non farlo!&#8221; gridai io</p>



<p>Ma Domenico non ci sentiva. Mio padre e Sasà tentarono di separarli con la forza ma non ci fu nulla da fare. Domenico era troppo forte e muscoloso per loro. Allora mi misi abbassato accanto a lui e cercai di farlo ragionare.</p>



<p>&#8220;Domenico ti supplico, non farlo!!!&#8221; ma Domenico non mi sentiva.</p>



<p>Il tempo scarseggiava e le labbra del padre di Domenico stavano diventano blu. Tra un po&#8217; sarebbe accaduto l&#8217;irreparabile. Volevo salvare Domenico da sé stesso ma non sapevo come fare, ero in preda al panico non riuscivo più a pensare e allora agì di istinto. Gli presi il volto con le mani e lo baciai. In quel momento la sua espressione cambiò. Mi aveva visto. Allora appoggiai la mia fronte alla sua.</p>



<p>&#8220;Domenico, ti supplico. Non farlo, non rovinarti la vita&#8230;&#8221; e Domenico fece un espressione combattuta &#8220;Fallo per me, ti prego&#8230; Lascialo andare e andrà tutto bene.&#8221; Domenico lasciò andare il collo di suo padre e dopo averlo aiutato a rialzarsi, lui mi abbracciò forte</p>



<p>&#8220;Grazie, Stefano. Mi hai salvato. Grazie.&#8221; disse Domenico terrorizzato da quello che stava per fare</p>



<p>&#8220;Va tutto bene, Domè. Sono qui.&#8221; e gli diedi un bacio &#8220;Vieni, andiamo via. Andiamo a casa.&#8221;</p>



<p>&#8220;Papà, io vado.&#8221; dissi a mio padre</p>



<p>&#8220;Tranquillo Ste, vai. Qui ci pensiamo noi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo, voi andate pure.&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Si, andate. Non preoccupatevi.&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Grazie pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Signor Rosario, Signor Giacomo mi dispiace per quello che è successo.&#8221; Disse Domenico con un filo di voce</p>



<p>&#8220;Non dire assurdità.&#8221; disse Sasà &#8220;Non è colpa tua se c&#8217;è ancora gente che vive nel medioevo!&#8221;</p>



<p>&#8220;Già, è vero&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Vi ringrazio. Vi ringrazio tanto.&#8221; rispose Domenico</p>



<p>&#8220;Su, andiamo Domè. Ciao pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, Ste.&#8221; e uscì dalla porta.</p>



<p>Ringraziando il cielo ero riuscito ad evitare il peggio. Quel bastardo era disposto a rinunciare alla sua vita e rovinare per sempre quella di Domenico nell&#8217;assurda convinzione di &#8216;salvarlo&#8217;. Non ho mai desiderato la morte di nessuno ma in quel momento pensai che il mondo non avesse bisogno di gente come lui e che se un domani fosse morto magari Domenico avrebbe trovato un po&#8217; di pace. Lo guardai negli occhi come si guarda un essere infernale privo di qualsiasi possibilità di redenzione e lui mi lanciò uno sguardo così incisivo e crudele che non c&#8217;era bisogno dei sottotitoli per capire cose volesse dire&#8230; Io e Domenico uscimmo dalla porta.</p>



<p>Domenico fece per aprire la macchina ma io lo fermai.</p>



<p>&#8220;Aspetta, Domè. E&#8217; meglio se guido io.&#8221;</p>



<p>Domenico allora mi diede la chiavi ed io lo portai a casa</p>



<p>Arrivati nel suo appartamento dissi a Domenico di stendersi a letto per riposare e lui lo fece. Avendo un po&#8217; di sete andai in cucina e cercai dei bicchieri e aprì la dispensa. A quanto pare Domenico non era così sereno come dava a vedere perché notai diverse confezioni di camomilla. Pensando che, ora più che mai ne avesse bisogno glie ne preparai una tazza. Anche se non so cucinare, questo lo so fare. Dopo qualche minuto la camomilla era pronta e glie la portai a letto.</p>



<p>&#8220;Tieni Domè, ti farà bene.&#8221; gli dissi io</p>



<p>&#8220;Grazie Ste&#8217;.&#8221; rispose Domenico e messosi seduto sul letto cominciò a bere a piccoli sorsi per non scottarsi.</p>



<p>Quando ebbe finito di bere mi diede la tazza ed io la misi nel lavandino in cucina e dopo tornai da lui che si era steso di nuovo e mi misi accanto a lui per fargli compagnia. Domenico mi strinse la mano forte e sentì il suo respiro accelerare. Tremava come una foglia e nei suoi occhi potevo leggere il terrore e la paura nei confronti di sé stesso e della tragedia sfiorata. Dai suoi occhi scorrevano delle lacrime molto dense e pesanti, come se al loro interno fosse contenuta tutta la sofferenza di una vita passata nel dolore del rifiuto dell&#8217;unica persona che avrebbe dovuto amarlo incondizionatamente dalla nascita. Quel dolore, con il passare degli anni si era trasformato in odio. Un odio che stava quasi per distruggerlo.</p>



<p>&#8220;Sono un mostro&#8230;&#8221; disse Domenico depresso&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>&#8220;No, non è vero.&#8221; gli risposi io</p>



<p>&#8220;Stavo per uccidere una persona! Mi hai visto anche tu&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Ma non l&#8217;hai fatto. E&#8217; questo che conta.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ma io volevo farlo, l&#8217;ho sentito dentro di me! Volevo ammazzarlo quel maledetto&#8230; e se non l&#8217;ho fatto e stato solo perché tu mi hai fermato&#8230; se tu non fossi intervenuto in tempo io&#8230; oh, mio Dio&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;No, ti sbagli. Non ti ho fermato io. Ti sei fermato da solo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Che vuoi dire?&#8221;</p>



<p>&#8220;Io ti ho baciato, è vero. Ma sei tu che mi hai riconosciuto. Sei riuscito a sentirmi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; in quel momento ho provato quella scossa emotiva che ho sentito la prima volta che ti ho incontrato.&#8221;</p>



<p>&#8220;Esatto. Quando hai pensato a quello che provi per me, hai ripreso il controllo di te stesso. E&#8217; per questo che sei riuscito a fermarti. L&#8217;hai fatto tu, non io. Un mostro non prova amore, te l&#8217;assicuro.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, credo tu abbia ragione ma è stato comunque grazie a te se mi sono fermato. E&#8217; stato grazie a quel bacio&#8230;&#8221; e mi accarezzò la guancia</p>



<p>&#8220;Non avrei mai potuto lasciarti fare qualcosa di cui ti saresti pentito per sempre. Io ti amo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ti amo anch&#8217;io Ste.&#8221; e le nostre labbra si avvicinarono per abbandonarsi in un lungo ed intenso bacio.</p>



<p>Mi misi sopra di lui sfilandogli la maglietta e mentre lui mi teneva a sé per i fianchi anch&#8217;io mi tolsi la mia. Eravamo entrambi a torso nudo e ci stringemmo di nuovo ed io potei sentire il suo cuore battere accanto al mio in totale sincronia, come se fossimo una cosa sola. Con grande desiderio Domenico ed io ci girammo. Adesso lui era sopra ed io sotto. Cominciò a baciarmi il collo mentre le sue mani mi accarezzavano il petto, la pancia e poi giù verso il cazzo. Allora Domenico mi sbottonò il pantalone, calò la zip e mi tolse il pantalone. Io feci lo stesso ma gli tolsi anche le mutande. Domenico affondò il suo viso nei miei slip. Potevo sentire il suo fiato sul mio pube e il calore della sua lingua attraverso il tessuto delle mie mutande risvegliava pian piano il mio cazzo. Quando raggiunsi l&#8217;erezione massima Domenico mi tolse le mutande e il mio cazzo sparì nella sua calda bocca.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-full"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="640" height="960" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_10.jpg?resize=640%2C960&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4601" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_10.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_10.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>&#8220;Oh, si&#8230; mmm così&#8230; si&#8230; non fermarti&#8230; però&#8230; io&#8230; ah&#8230; non ho&#8230; un&#8217;altro profilattico&#8230; ah&#8230; da usare&#8230; e i tuoi&#8230; sono troppo grandi per me&#8230; ah&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Tranquillo. Ieri &#8216;ho fatto la spesa&#8217; pure per te!&#8221; mi rispose Domenico infoiato</p>



<p>&#8220;Ahahahah&#8230; ah&#8230; si&#8230;&#8221; e gli misi la mano dietro la testa</p>



<p>Ad un certo punto Domenico si girò dandomi la sua tana e riprese a succhiarmi il cazzo e ci abbandonammo ad un favoloso 69. Mi sentivo in paradiso. Il culo di Domenico era fantastico. Così morbido, robusto e pelosissimo dal gusto salato probabilmente dovuto al sudore. Glielo leccai per bene iniziando dall&#8217;esterno per poi concentrarmi sul suo buco. Lo inumidì per bene e lo penetravo alternando un dito alla mia stessa lingua per allargarlo.</p>



<p>&#8220;Mmm&#8230; si&#8230; continua così, Ste&#8230; non fermarti&#8230; sei fantastico&#8230;&#8221; disse Domenico soddisfatto della mia performance.</p>



<p>&#8220;Il tuo culo è fantastico, Domè&#8230; Ne voglio ancora&#8221; dissi arrapato come una bestia e continuai ad all&#8217;allargargli il culo con più foga di prima.</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; non resisto più&#8230;&#8221; disse Domenico &#8220;Voglio che tu me lo metta dentro, subito!&#8221; a Domenico si alzò dal letto prendendo un profilattico e un po&#8217; di lubrificante. Dopo avermi foderato la mazza e averla spalmata di lubrificante invitai Domenico a sedersi su di me e lui lo fece. Lo presi per i fianchi e le mie mani si muovevano sulla sua schiena e sul suo petto peloso che mi faceva sbavare. Domenico cominciò a dimenarsi avanti e indietro prima lentamente e poi sempre più veloce.</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; si&#8230; prendilo&#8230; prendilo tutto&#8230; è tutto tuo&#8230;&#8221; continuavo a dire per incitarlo</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; si&#8230; che bello&#8230; adesso ti farò godere per bene&#8230;&#8221; e tutto ad un tratto Domenico aumentò velocità e incisività</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; si, no fermarti&#8230; Ah&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Aspetta, questo era un assaggio. Se vuoi il resto dovrai guadagnartelo&#8230;&#8221; e Domenico mi infilò un dito in bocca ed io cominciai a succhiarlo come se fosse un cazzo.</p>



<p>&#8220;Si, bravo così&#8230; allenati, che tra un po&#8217; dovrai succhiare il &#8216;pezzo grosso&#8217;&#8230;&#8221; disse Domenico e iniziò a stimolarmi i capezzoli e dopo un po&#8217; riprese la calcata accelerata</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; uhm&#8230; sento che sto per venire.&#8221; dissi io e Domenico si staccò da me</p>



<p>&#8220;Aspetta&#8230; non è ancora il momento di sborrare.&#8221; e mi baciò sul collo &#8220;Adesso tocca a me.&#8221;</p>



<p>Domenico si stese accanto a me &#8220;Vieni qui.&#8221; e io mi misi accanto a lui.</p>



<p>Domenico mi prese la mano e me porto sul suo cazzo non ancora completamente duro ma ci volle poco. Con qualche menata la sua mazza raggiunse il massimo del vigore.</p>



<p>&#8220;Ti piace il mio cazzo, eh? Ti piace?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, e così bello, liscio peloso e durissimo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Allora succhiamelo così senti anche che sapore ha.&#8221;</p>



<p>Per certi versi sembrava che quella fosse la prima volta che facevamo sesso, ma forse era tutto un gioco erotico di Domenico. Comunque fosse a me piaceva un casino.</p>



<p>Il cazzo di Domenico venne accolto nella mia bocca e lo sentì contrarsi e pulsare mentre stimolavo ogni millimetro della sua superficie. Presi il cazzo di Domenico con una mano e assecondavo il movimento della pompa. Mentre metà del suo cazzo veniva accolta nel calore della mia bocca, la base invece veniva stimolata dalla mia mano. Ad un certo punto sentì una pulsazione più forte e il sapore del pre-sperma di Domenico si diffuse per le mie papille gustative e dopo averlo assaporato per bene lo mandai giù.</p>



<p>&#8220;Allora ti piace?&#8221; gli dissi io</p>



<p>&#8220;Si&#8230; sei fantastico&#8230; adesso girati&#8230; voglio il tuo culo&#8230; ah&#8230;&#8221; allora mi girai e facemmo un&#8217;altro 69 ma stavolta le parti erano invertite rispetto a prima.</p>



<p>Sentivo la lingua di Domenico insinuarsi in me mentre mi godevo il suo cazzo. Ero arrapato come una bestia. Ad ogni sua leccata sentivo una scossa di piacere arrivarmi diritta al cervello. La mia libido saliva sempre di più fino a che non sentì il dito di Domenico e a quel dito se ne aggiunse presto un&#8217;altro,&nbsp; e poi un&#8217;altro e un&#8217;altro ancora.</p>



<p>&#8220;Mettimelo dentro, Domè&#8230; non resisto più&#8230;&#8221; dissi in predo al delirio dei sensi</p>



<p>&#8220;Ok, prendi tutto.&#8221; e presi uno dei suoi profilattici e il lubrificante e armai quell&#8217;enorme pistolone.</p>



<p>&#8220;Stenditi e dammi le gambe.&#8221; disse Domenico e così feci</p>



<p>Domenico si mise le mie gambe sulle spalle e iniziò ad entrare dentro di me &#8220;Ah&#8230; si&#8230; infilalo tutto dai&#8230; si&#8230;&#8221;</p>



<p>Arrivato a metà Domenico diede un colpo di reni e me lo mise tutto dentro. Provai un sussulto e un po&#8217; di dolore ma anche tanto piacere.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; che bello avere il tuo cazzo dentro&#8230;&#8221; dissi nell&#8217;estasi</p>



<p>&#8220;Il tuo culo mi piace sempre di più&#8230; Ste&#8230;&#8221; e Domenico iniziò a spingere prima lentamente e poi sempre più veloce</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; di più&#8230; ancora&#8230; ah&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; prendilo tutto&#8230; è tutto per te&#8230; ah&#8230; si&#8230; ti piace, eh?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; si, ancora&#8230;&#8221; e le mie mani ritornarono in quella foresta di peli del suo petto. Sentire la sua consistenza mi arrapava un casino. Dopo un po&#8217; Domenico mi prese la mano e si mise le mie dita una alla volta in bocca e le succhiò come se fossero cazzi esattamente come io avevo fatto prima a lui. Dopo circa venti minuti di questo entra ed esci interrotto il fiato di Domenico cominciò ad accorciarsi.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_12.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4603" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_12.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_12.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_12.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_12.jpg?w=1188&amp;ssl=1 1188w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;Ah&#8230; lo sento&#8230; sto per venire&#8230; si&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Voglio bere il tuo latte.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Allora vieni qui a prendertelo&#8230;&#8221; disse Domenico e dopo essersi sfilato si stese accanto a me e si tolse il profilattico. Allora gli presi cazzo e cominciai a &#8216;mungerlo&#8217; prima lentamente e poi sempre più veloce e alternavo pompate a menate fino a che non sentì il cazzo di Domenico pulsare forte e allora me lo misi in bocca per la pompa finale.</p>



<p>&#8220;Ah si&#8230; non fermarti&#8230; si lo sento&#8230; si&#8230;. eccolo&#8230; si&#8230; si&#8230;. oh&#8230; ooh&#8230; OOOOOOOOOOHHHHHHHHHHH!!!!&#8221;</p>



<p>Il cazzo di Domenico inizio ad eruttare come un vulcano ed fui costretto ad ingoiare più di una volta per prendere tutto il suo prezioso nettare. Mentre il suo cazzo pulsava come un cuore palpitante Domenico fu colto da forti spasmi su tutto il corpo. L&#8217;orgasmo che gli avevo provocato era davvero potente&#8230;</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; mmm&#8230; si&#8230; grazie&#8230; è stato bellissimo.&#8221; disse Domenico ancora con il fiatone</p>



<p>&#8220;Hai un bellissimo sapore, Domè&#8230;&#8221; dissi salendo cercando il suo viso e lo baciai</p>



<p>&#8220;Adesso è il tuo turno&#8221; e le nostre parti si invertirono di nuovo. Io mi distesi e lui si mise sopra di me.</p>



<p>Domenico mi prese il cazzo in mano e cominciò a segarmelo con velocità crescente mentre mi succhiava i capezzoli. La mia libido cresceva di nuovo e in poco tempo senti l&#8217;orgasmo incombere.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; continua&#8230; si&#8230; eccolo&#8230; si&#8230; si&#8230; si&#8230; AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!!!&#8221;</p>



<p>Nel momento in cui il mio cazzo cominciava ad emulare l&#8217;Etna, Domenico si mise proprio di fronte al buco dell&#8217;uretra godendosi tutti i miei schizzi per poi ripulirmi per bene alla fine. Eravamo stanchi e soddisfatti e ci abbracciammo forte addormentandoci così, in questa posizione.</p>



<p>Quando mi risvegliai Domenico non era a letto e lo chiamai</p>



<p>&#8220;Domenico? Dove sei?&#8221;</p>



<p>&#8220;Sono qui, nella stanza da pranzo.&#8221; Allora mi alzai e andai da lui.</p>



<p>&#8220;Che c&#8217;è? Qualcosa non va?&#8221;</p>



<p>&#8220;Stavo pensando&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Dai, non pensarci più. E&#8217; tutto passato adesso.&#8221;</p>



<p>&#8220;No, non parlavo di quello che è successo con&#8230; &#8216;lui&#8217;. Pensavo a noi due.&#8221;</p>



<p>&#8220;In che senso?&#8221;</p>



<p>&#8220;Sai&#8230; quando ero piccolo ero un appassionato di favole. Ho visto le favole Disney una dozzina di volte e mi piaceva che ci fosse il lieto fine&#8230; cioè che l&#8217;amore trionfasse, che fossero tutti felici e contenti&#8230; e tutto il resto. Ma la mia preferita è sempre stata &#8216;La bella addormentata nel bosco&#8217;. Mi piaceva quando per risvegliarla dall&#8217;incantesimo il principe baciava la principessa. Il forza del suo amore ha rotto l&#8217;incantesimo e l&#8217;ha salvata. Non ci avevo più pensato&#8230; fino a oggi pomeriggio. Cavolo, adesso sembro patetico&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8230; sei solo un romanticone&#8230;&#8221; gli dissi abbracciandolo &#8220;E la cosa mi piace tanto&#8230;&#8221; e lo baciai di nuovo</p>



<p>&#8220;Ascolta Ste, devo dirti una cosa.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dimmi&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Tu mi ha salvato prima. E&#8217; stato grazie a te se sono riuscito a fermarmi.&#8221; e Domenico mi strinse forte &#8220;Il tuo amore mi ha salvato.&#8221;</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230; cosa vuoi dirmi?&#8221; dissi io con tono titubante</p>



<p>&#8220;Ascolta, io non voglio assolutamente confonderti, né bruciare le tappe&#8230; Ti ho amato tantissimo dal primo momento che ti ho visto, ma quello che è successo oggi ha dimostrato che tra noi c&#8217;è qualcosa di speciale&#8230; di più grande di quando pensassi&#8230; e mi ha aperto gli occhi.&#8221; E Domenico si inginocchiò di fronte a me e mi prese la mano</p>



<p>&#8220;(!) Domenico&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Stefano&#8230; mi vuoi sposare?&#8221;</p>



<p>Rimasi freddato. Non sapevo cosa rispondere. I suoi occhi erano accesi di gioia e anche io ero felice ma un secondo dopo venni assalito dalla paura, quella paura che io pensavo di aver scacciato una volta per tutte.</p>



<p>&#8220;Scusa Domenico, adesso devo andare.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Aspetta&#8230;&#8221; mi disse Domenico ma io ero già fuori</p>



<p>Camminai, camminai a lungo e senza che ne percepissi la distanza arrivai a casa. Mio padre mi aprì la porta.</p>



<p>&#8220;Ciao Ste.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, papà.&#8221; risposi in fretta e andai nella mia stanza e mio padre mi seguì</p>



<p>&#8220;Ste&#8217;, tutto a posto? Come sta Domenico?&#8221; mi chiese mio padre</p>



<p>&#8220;Sta bene, adesso.&#8221; gli risposi io &#8220;Era sotto shock quando siamo arrivati nel suo appartamento. Ma dopo essersi sfogato si è sentito meglio.&#8221; dissi di fretta con la voce tremula</p>



<p>&#8220;Capisco.&#8221; e poi mio padre mi prese la mano &#8220;E tu come stai, Ste?&#8221;</p>



<p>&#8220;Io? Io sto bene. Ma&#8230; perché me lo chiedi?&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai una faccia stravolta, figlio mio. E&#8217; successo qualcosa?&#8221;</p>



<p>Sospirai &#8220;Papà&#8230; Domenico&#8230; mi ha chiesto&#8230; di sposarlo.&#8221;</p>



<p>&#8220;E tu cosa gli hai risposto?&#8221;</p>



<p>&#8220;Sono scappato. Ho avuto paura&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Mmm&#8230; capisco.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ma perché devo essere così? Perché???&#8221; urlai con tanta rabbia</p>



<p>&#8220;Calmati, Ste.&#8221; mi disse mio padre &#8220;Tu e Domenico vi conoscete solo da pochi giorni. Non puoi fartene una colpa se ti sei spaventato quando lui ti ha parlato di matrimonio. E&#8217; troppo presto per quello&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;No, non è questo.&#8221; dissi io piangendo &#8220;Una parte di me lo voleva, era pronta per quello ed è stato questo che mi ha fatto paura e non so perché&#8230; Ma avrei dovuto parlare con lui e non scappare come un vigliacco! Forse lui mi odierà adesso&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; andiamo. Non puoi crederlo sul serio&#8221; mi disse mio padre guardandomi negli occhi &#8220;Io ho visto quello che è successo qui qualche ora fa. Sei stato tu a salvare Domenico&#8230; con quel bacio, ricordi? Quello che c&#8217;è tra voi gli ha impedito di fare una grande sciocchezza. Un amore come questo non può finire così facilmente&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Lo pensi davvero?&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo&#8221; mi rispose mio padre &#8220;e se guardi nel tuo cuore lo vedrai anche tu.&#8221; e mio padre mi diede una pacca sulla spalla e poi fece per andarsene</p>



<p>&#8220;Papà, aspetta&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, che c&#8217;è?&#8221;</p>



<p>&#8220;Che è successo qui quando io e Domenico ce ne siamo andati?&#8221;</p>



<p>&#8220;Sta tranquillo&#8221; disse mio padre &#8220;Francesco non si farà più vedere, fidati.&#8221;</p>



<p>&#8220;Francesco?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Si, il padre di Domenico. Si chiama Francesco.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah, ok&#8230; Spero tu abbia ragione&#8230;&#8221; e mio padre se ne andò. Nonostante avessi uno tsunami in testa cercai comunque di studiare. Tenere la mente occupata fa bene ed era anche l&#8217;unico modo per non impazzire.</p>



<p>I giorni seguenti passarono come se ogni traccia di ciò che era accaduto fosse scomparsa. Solo io e Domenico ne portavamo le cicatrici interiori. Per un po&#8217; di giorni io e lui non ci incontrammo. Avevo bisogno di restare un po&#8217; da solo per riflettere e capire per quale stramaledetto motivo abbia avuto paura ma dopo qualche giorno sentì un vuoto nel cuore. Nonostante sentissi di avere bisogno di tempo per capire mi mancava Domenico, non riuscivo a smettere di pensare a lui. Eravamo arrivati a martedì, mia madre sarebbe tornata il giorno dopo. Avevo una lezione nel tardo pomeriggio e quando finì era già buio. Nella strada del ritorno ripensai a Domenico e allora feci quello che mio padre mi aveva detto e cercai di guardare dentro di me. Ripensai a tutto quello che era successo e tutti i bei momenti passati con il mio Domenico e tutto ad un tratto mi si accese una lampadina. Finalmente sapevo da dove veniva quella paura che mi aveva fatto scappare. Dovevo vedere Domenico e subito. Arrivato all&#8217;officina vidi Domenico e lui vide me. Dopo qualche istante mi gettai tra le sue braccia.</p>



<p>&#8220;Domè&#8230;. Scusami.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8230; scusami tu, Ste. Non volevo spaventarti in quel modo.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8221; gli dissi io &#8220;&#8230;sono io che ti devo chiedere scusa. Non sarei dovuto scappare in quel modo. Avrei dovuto darti&nbsp; una risposta&#8230; e invece sono stato assalito dalla paura e sono scappato. Ero confuso, ma&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Aspetta, non parliamone qui. Andiamo a casa, ok? Aspettami fuori, arrivo subito.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ok.&#8221; dissi io e uscì fuori</p>



<p>Dopo circa un minuto che ero fuori sentì un urlo alla mia destra, dall&#8217;altra parte della strada. Quando mi voltai per vedere chi fosse sentì un&#8217;esplosione seguita quasi istantaneamente da un lampo di luce. Un forte dolore al petto costrinse la mia mano a cercare il punto in cui il dolore era più forte e qualche istante dopo, quando rividi la mia mano era macchiata di sangue. Sentendo le forze venirmi meno caddi a terra e iniziai a sentire freddo. Poi tutto intorno a me divenne buio e persi conoscenza. Mi sentì cadere giù&#8230; sempre più giù&#8230; in un posto buio e capì che ero morto&#8230; o che forse ci mancava poco. Non ero riuscito a dire a Domenico perché non gli avessi dato una risposta e perché la mia paura mi avesse spinto a scappare da lui&#8230; Avevo perso l&#8217;occasione della mia vita e per questo provai un grande rimorso e il senso di colpa s&#8217;impadronì di me perché sapevo che tutti quelli che mi volevano bene avrebbero sofferto per causa mia. Questo pensiero fece mutare la tristezza in rabbia. Ero arrabbiato con me stesso, per tutte le occasioni che mi ero lasciato sfuggire a causa delle mie incertezze e paure che per la prima volta in vita mia vedevo per quello che realmente erano. Solo degli intralci. Ma l&#8217;avevo capito troppo tardi ormai. Se avessi agito diversamente forse tutto questo non sarebbe accaduto e così credendo di meritare quello che mi era successo mi arresi e mi lascai andare, ma poi sentì una voce, una voce familiare. Era quella di Domenico. La mia mente ritornò a quel giorno, quando lo incontrai la prima volta. Mi ricordai delle mille chiacchierate fatte nella sua officina e sopratutto del giorno in cui realizzai che i miei sentimenti furono corrisposti. Sentivo il mio desiderio di tornare da lui crescere sempre di più e questo mi dava forza. Il buio intorno a me scomparve e una luce accecante mi avvolse e poi senti un rumore intermittente, un bip che diventava sempre più forte e poi apri gli occhi.</p>



<p>&#8220;Stefano!&#8221; disse Domenico. Era seduto accanto al mio letto.</p>



<p>&#8220;D-Domenico&#8230; sono morto?&#8221; chiesi io</p>



<p>&#8220;No, tutt&#8217;altro. Sei vivo e vegeto.&#8221;</p>



<p>&#8220;Che cosa è successo?&#8221;</p>



<p>&#8220;Amore, mi dispiace&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;E di cosa?&#8221;</p>



<p>&#8220;Mio padre ti ha sparato&#8230; ma non ti preoccupare l&#8217;hanno arrestato quel maledetto.&#8221; e il viso di Domenico si intristì</p>



<p>&#8220;No, ti prego Domenico&#8230;&#8221; gli disse accarezzandogli il viso &#8220;non sentirti responsabile per questo. Tu non c&#8217;entri nulla con quell&#8217;uomo.&#8221;</p>



<p>In quel momento qualcuno entrò nella stanza</p>



<p>&#8220;Stefano! Ti sei svegliato.&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Papà&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Come ti senti?&#8221; disse mettendomi una mano sulla fronte</p>



<p>&#8220;Sono vivo&#8221; risposi io</p>



<p>&#8220;Grazie a Dio!&#8221; disse mio padre &#8220;Vado a telefonare a tua madre per dirgli che ti sei svegliato. Era così in ansia per te.&#8221;</p>



<p>&#8220;Tua madre è stata qui per tutta la notte ieri. Era davvero preoccupata.&#8221;</p>



<p>&#8220;Come sarebbe?&#8221; dissi io &#8220;La mamma è a Reggio Calabria&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Stefano&#8230; tua madre è tornata 4 giorni fa. Oggi è Domenica.&#8221; mi disse mio padre</p>



<p>&#8220;Cosa?!&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ascolta, Ste&#8221; mi disse Domenico &#8220;quando ti abbiamo portato all&#8217;ospedale eri in gravi condizioni. Avevi perso molto sangue e avevi anche un&#8217;emorragia interna. I medici ti hanno operato subito ma poi ti hanno messo in coma farmacologico perché era l&#8217;unico modo&#8230; di farti guarire.&#8221; e una lacrima scese sulla guancia di Domenico</p>



<p>&#8220;Scusate se vi ho fatto preoccupare&#8230;&#8221; dissi io &#8220;Ho rischiato di morire&#8230; Aspetta un attimo&#8230; Cosa diremo alla mamma per spiegarle tutto? Non possiamo dirle che eravamo a casa per&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Esatto ci siamo incontrati a casa.&#8221; disse mio padre &#8220;E&#8217; questo che ho detto a tua madre. La verità.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ascolti signor Vincenzo, io non voglio che mio padre causi problemi tra lei e sua moglie&#8221; disse Domenico &#8220;Io lo conosco&#8230; se lui si facesse scappare qualcosa?&#8221;</p>



<p>&#8220;Tranquillo Domenico, questo non potrà accadere.&#8221;</p>



<p>&#8220;Perché?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Poco fa mi hanno telefonato i Carabinieri.&#8221; e mio padre emise un sospiro &#8220;Domenico, tuo padre si è tolto la vita questa notte in cella.&#8221;</p>



<p>&#8220;Oh mio Dio&#8230;&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Capisco. Non avrei voluto che finisse così, ma forse adesso posso chiudere con il passato una volta per tutte.&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Io ti starò vicino&#8221; gli dissi io</p>



<p>&#8220;Bene, adesso vado a telefonare a tua madre.&#8221; e mio padre uscì dalla stanza lasciando me e Domenico da soli.</p>



<p>&#8220;Domenico&#8221; gli dissi stringendogli la mano &#8220;adesso siamo pari.&#8221;</p>



<p>&#8220;Che vuoi dire?&#8221;</p>



<p>&#8220;Quando ero in coma&#8230; ero in un posto buio. Mi sentivo solo e triste e non mi importava più di nulla. Mi ero lasciato andare perché pensavo che mi meritassi quello che era successo, per non aver saputo cogliere le occasioni giuste.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non dirlo neanche per scherzo, Ste&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Aspetta, fammi parlare. Poi ho sentito la tua voce e ho ripensato a noi. Ho ripensato a quanto tengo a te e mi sono tornate le forze. La forza di reagire, la forza di combattere, la forza di uscire da quel posto&#8230; per ritornare da te.&#8221;</p>



<p>&#8220;Stefano&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Domenico ascolta. Quel giorno&#8230; sono scappato via perché&#8230; perché avevo paura&#8230; e avevo paura perché&#8230; io volevo dirti di si&#8230; ma temevo che se l&#8217;avessi fatto in quella circostanza in futuro avresti potuto pentirtene. Credevo fossi ancora provato per quello che era successo con tuo padre ed io non potevo approfittarmi di te, capisci? Ma tu avevi visto qualcosa su di noi quel giorno. Qualcosa che io non riuscivo a vedere&#8230; fino ad ora.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ste&#8217;&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230; se la tua proposta è ancora valida allora io ti dico&#8230; &#8216;Si&#8217;!&#8221;</p>



<p>&#8220;Si?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; io voglio sposarti. Certo non subito, vorrei prima laurearmi ma&#8230; si, lo voglio!&#8221;</p>



<p>Domenico mi baciò con grande passione. I suoi occhi brillavano di nuovo di gioia e stavolta anch&#8217;io provavo quella stessa gioia. In quel momento mio padre entrò nella stanza con mia madre. Era ancora trafelata il che significava che doveva essere scesa di casa subito dopo che mio padre l&#8217;aveva chiamata.</p>



<p>&#8220;Stefano, come ti senti?&#8221; mi disse preoccupata</p>



<p>&#8220;Tranquilla ma&#8217;, sto bene. E&#8217; tutto passato adesso. Mamma&#8230; papà&#8230; Io e Domenico abbiamo una grande notizia per voi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah si&#8230; e quale?&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Non accadrà subito, quindi potete stare tranquilli&#8230; ma io e Domenico abbiamo deciso di sposarci.&#8221;</p>



<p>Mia madre emise un urlo di gioia (avete presente quegli urli che fanno le ragazze delle sit-com americane? Ecco, proprio così.)</p>



<p>&#8220;Congratulazioni!&#8221; disse mio padre</p>



<p>Nel giro di una sola settimana avevo fatto molta strada ed ero molto cambiato rispetto a prima. Mi sentivo una persona nuova e non vedevo l&#8217;ora di iniziare il mio viaggio insieme a Domenico, il viaggio che mi avrebbe portato a unirmi a lui per la vita. Mio padre aveva ragione. E&#8217; dalle cose brutte che si imparano le cose più importanti. Nonostante le mie paure ed incertezze che tante volte mi avevano bloccato e reso incapace di vedere quello che avevo sotto il naso e tutte le vicissitudini che si erano susseguite in questi ultimi giorni e sopratutto perfino nel buio abisso in cui mi ero ritrovato sospeso, l&#8217;amore, quello vero non conosce ostacoli. L&#8217;avevo imparato nell&#8217;unico modo possibile, rischiando perché come mi disse mio padre all&#8217;inizio di questa storia &#8220;Chi non rischia non rosica&#8221;.</p>



<p>[Fine]</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><em>Racconto di Fanozzo &#8211; Spero che questa storia vi sia piaciuta. Nel caso aveste delle idee, spunti per altre storie potete contattarmi a questo indirizzo <a href="mailto:stefano_339@yahoo.it">email</a> </em></p>
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		<title>Chi non rischia non rosica &#8211; Parte 2</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 03:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti bear]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è una storia di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale. Ancora non riuscivo a credere che era successo davvero. Avevo fatto sesso con quell&#8217;orsone alfa di mio padre. Mio padre, Vincenzo di anni 54, alto 1.90, brizzolato, capelli neri e occhi castani e con un pizzetto [&#8230;]</p>
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<p><strong>Questa è una storia di pura invenzione e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.</strong></p>



<p>Ancora non riuscivo a credere che era successo davvero. Avevo fatto sesso con quell&#8217;orsone alfa di mio padre.</p>



<p>Mio padre, <strong>Vincenzo di anni 54, alto 1.90, brizzolato, capelli neri e occhi castani e con un pizzetto da urlo</strong>. Corporatura massiccia, pelosissimo, e con una panciona tonda e soda su cui mi avvinghierei 24 ore su 24. Già da qualche anno era diventato il mio sogno erotico ma alla fine quel sogno si era concretizzato. Mi sentivo ancora eccitato per la cosa ma più importante di questo era il fatto che grazie a quella trombata avevo imparato molte cose. Nonostante io avessi cercato di seguire l&#8217;esempio dei miei, che sono le persone più aperte di questo mondo, avevo lasciato che la paura, l&#8217;incertezza e il mio modo semplicistico di vedere le cose mi bloccassero ma mio padre alla fine mi aveva aperto gli occhi&#8230; oltre che le gambe. Non avrei dato più nulla per scontato o per semplice perché nulla è semplice in questo mondo.</p>


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<p>Dopo quella fantastica trombata, mio padre mi chiese se avessi voluto &#8216;conoscere meglio&#8217; i suoi due migliori amici con i quali molto spesso si trovava a casa a giocare a carte. Io ne fui entusiasta. Mio padre è un figone da paura ma anche i suoi amici non scherzano.</p>



<p><strong>Pensare a quei due bei maschioni più mio padre che mi usavano per placare le loro voglie mi faceva venire le caldane.</strong> Non avrei potuto lasciarmi scappare un occasione del genere tanto più che avrei avuto la possibilità di farlo a breve. Mia madre infatti doveva partire per Reggio Calabria per aiutare sua zia in casa finché il marito non fosse stato dimesso dall&#8217;ospedale per un femore rotto. Io e mio padre avremmo avuto la casa libera per una settimana. La partenza era fissata tra due giorni. Nonostante aspettassi fremente il giorno X, c&#8217;era un&#8217;altra cosa che mi premeva di più: Domenico, il meccanico che incontravo ogni giorno andando all&#8217;università. Non potevo più aspettare, dovevo chiarire le cose con lui una volta per tutte perché non era solo attrazione fisica, io ne ero davvero innamorato. Era giunto il momento di chiarire le cose con lui una volta per tutte.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4.jpg?resize=1024%2C683&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4593" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_4-scaled.jpg?resize=2048%2C1365&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il giorno seguente non avendo lezioni uscì di casa verso le 11:30 e dissi ai miei di non aspettarmi per pranzo, che avrei mangiato fuori. Mio padre mi fece un occhiolino. Lui sapeva dove e da chi stavo andando.</p>



<p>Arrivato all&#8217;officina vidi Domenico trafficare sotto una macchina.</p>



<p>&#8220;Buongiorno&#8221; dissi io molto timidamente</p>



<p>&#8220;Ciao, Stefano. Come stai?&#8221; mi chiese con un viso sorpreso ed allegro. &#8220;Wow&#8221; pensai tra me &#8220;gli ha fatto piacere rivedermi. Forse gli piaccio&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, Domenico. Amm&#8230; ascolta&#8230; ecco&#8230; io ti dovrei parlare&#8230; ce li hai cinque minuti? Se stai lavorando posso aspettare&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;No, tranquillo. Avevo giusto bisogno di una pausa. E poi tra un po&#8217; c&#8217;è la pausa pranzo. Ho una fame da lupi e credo che nessuno si lamenterà se per un giorno stacco un po&#8217; prima.&#8221;</p>



<p>Domenico allora chiuse la saracinesca e restammo io e lui dentro da soli senza che sguardi indiscreti potessero disturbarci e io mi appoggiai sulla macchina dove lui stava trafficando prima.</p>



<p>&#8220;Dimmi.&#8221; mi disse lui mettendosi di fronte a me ed io allora cominciai a parlare</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; io volevo dirti&#8230; ehm&#8230; ecco&#8230; accidenti sono proprio una frana! D&#8217;accordo, te lo dico senza giri di parole. Tu mi piaci. Ecco, l&#8217;ho detto. E&#8217; dalla prima volta che ti ho visto che mi sei piaciuto. Non ti ho mai detto nulla perché temevo che ti saresti offeso se l&#8217;avessi saputo perché credevo fossi etero ma non ho più intenzione di dare niente per scontato e così te l&#8217;ho detto.&#8221; e poi ripresi fiato &#8220;Ecco, adesso lo sai.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non è mai facile per un gay dichiarasi, vero? Sopratutto qui in Sicilia.&#8221; disse Domenico con uno sguardo dolce &#8220;Anch&#8217;io ci sono passato e rispetto alla mia la tua è stata una dichiarazione esemplare. Comunque anche tu mi sei sempre piaciuto. Ho sentito che è scattato qualcosa fra noi la prima volta che ti ho incontrato. Sai, cominciavo a perdere le speranze. Ti ho lanciato un sacco di segnali ma tu sembravi non vederli.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, lo so. Sono stato uno stupido.&#8221; dissi io &#8220;Avevo così paura di uscire allo scoperto per timore di provocare reazioni eccessive agli altri o essere respinto che io&#8230; ho preferito continuare a tenermi tutto dentro, piuttosto che provarci. Insomma si dice che &#8216;Chi non rischia non rosica&#8217;, no?&#8221;</p>



<p>&#8220;Hei, non devi spiegarmi niente, Stefano&#8221; disse accarezzandomi la guancia &#8220;Non è colpa tua se la gente ancora non ha accettato i gay completamente. Non è facile mettersi in gioco in questo modo, ma tu alla fine l&#8217;hai fatto&#8230; e devi essere fiero di questo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, è vero. Però&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Shhh&#8230;&#8221; fece Domenico mettendomi un dito sulle labbra &#8220;Adesso basta, ok? Vieni qui.&#8221; e avvicinandosi a me mi abbraccia dolcemente e mi bacia. Stringendolo a me potevo sentire le forme del suo corpo. I suoi muscoli erano magnifici.</p>



<p>&#8220;Che ne dici se continuiamo questa conversazione a casa mia? Li staremo più comodi&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;E il pranzo? Pensavo avessi una fame da lupi&#8230;&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;E ce l&#8217;ho. Ho una gran fame&#8230; di te.&#8221; e mi baciò di nuovo ma questo bacio fu 10 volte più spinto del precedente e sentì un movimento inguinale sotto la sua tuta da lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4591" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?resize=1536%2C864&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_2.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo essersi tolto la tuta, Domenico mi fece uscire dalla porticina accanto la saracinesca e dopo averla chiusa, ci avviammo verso casa sua in macchina. Per tutta la durata del viaggio nessuno dei due proferì parola, ma ci scambiammo moltissimi sguardi e sorrisi. Dopo 10 minuti eravamo arrivati a destinazione. Domenico abitava in un condominio poco distante dall&#8217;officina ma comunque troppo lontano per andarci a piedi. Era davvero un bell&#8217;appartamento. Nonostante abitasse da solo la casa era molto ordinata e curata. Si vedeva che ci teneva molto. L&#8217;arredamento della casa era classico, semplice e rispecchiava in pieno il carattere del suo inquilino.</p>



<p>&#8220;Mettiti comodo&#8221; mi disse &#8220;io vado a farmi una doccia per togliermi questo grasso di dosso e rinfrescarmi. Torno subito&#8221;</p>



<p>&#8220;Ok&#8221; risposi io e dopo averlo visto entrare in bagno cominciai ad esplorare un po&#8217; la casa. E&#8217; una cosa che faccio fin da quando ero bambino e anche se mio padre mi diceva sempre che non era corretto gironzolare in casa d&#8217;altri mentre si era in visita non riuscivo a farne a meno. Era una vera e propria passione per me esplorare le case degli altri, era un po&#8217; come aprire una finestra sulla vita di quelle persone. Era bello potersi immergere per un istante nella vita di qualcun&#8217;altro. Immaginare la sua vita quotidiana, i desideri, le passioni, ecc&#8230; In fondo una casa è un po&#8217; la proiezione fisica di chi la abita e le varie stanze ne descrivono una parte specifica. Osservai la cucina e vidi che solo uno dei quattro fornelli era consumato ma non c&#8217;era traccia di aloni dovuti al calcare sulla griglia di metallo e questo sta ad indicare che quel fornello non aveva mai visto acqua per cucinare quindi le capacità culinarie di Domenico dovevano essere limitate al solo riscaldamento di cibi precotti. Osservai anche la stanza da pranzo. Era molto ordinata ma le cose messe alla rinfusa sul tavolino davano quel tocco di personalità spensierata che non guasta mai, di chi non si preoccupa di riordinare sempre tutto in modo nevrotico e l&#8217;assenza di quelle fastidiose pellicole di plastica che di solito si mettono sui divani per proteggerne il tessuto stava ad indicare che Domenico teneva molto di più ai suoi ospiti che a preoccuparsi che i divani si consumassero. Tuttavia i divani sembravano nuovi, o meglio non sembravano consumati eccessivamente e questo mi fece pensare che forse Domenico non ricevesse molti ospiti, dopotutto. Infine osservai anche la camera da letto. Sebbene vivesse da solo nella stanza c&#8217;era un letto matrimoniale. Forse in passato Domenico aveva avuto delle storie ma mi ricredetti subito quando ripensai a quello che mi disse sulla difficoltà per un gay di dichiararsi. Quel letto matrimoniale poteva essere una rappresentazione del suo desiderio umano di trovare un compagno. Alzando gli occhi vidi che c&#8217;era un crocifisso sopra il letto. Quindi Domenico era un cristiano come me e la cosa mi fece piacere perché voleva dire che nonostante quello che la Chiesa continua a dichiarare sui gay, lui pensava con la sua testa e non confondeva la Chiesa con Dio, esattamente come facevo io. Fino a quel momento pensavo di essere l&#8217;unico a farlo. Provai una grande gioia per questo tuttavia c&#8217;era qualcosa di strano in quella stanza o meglio non c&#8217;era qualcosa che avrebbe dovuto esserci. Non solo nella camera da letto ma in tutta la casa non c&#8217;era neanche una foto di famiglia. Questo non era un buon segno. Le possibili cause erano moltissime, ma quella che subito mi venne in mente forse per il nostro caso specifico era che l&#8217;outing di Domenico non fosse andato a buon fine come il mio ma non volli fare due più due subito.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ecco dov&#8217;eri! Non è molto che aspetti, vero?&#8221; disse una voce alle mie spalle. Era Domenico.</p>



<p>Quando lo vidi mi sentì quasi mancare. Era appena uscito dalla doccia, ancora grondante d&#8217;acqua e coperto solo da un telo doccia bianco. Muscoloso e massiccio da far paura. Ricoperto da una foresta di peli castani che raggiungevano il loro acme sul suo petto possente e maschio, sulla sua tartaruga e scendendo verso il suo pube, ancora coperto dal suo telo. Aveva delle cosce fantastiche, robuste, pelosissime e tutte da leccare. Un vero trionfo di madre natura. Un uomo con la U maiuscola. Un bellissimo esemplare di &#8220;Muscle bear&#8221;. Come era possibile che un uomo del genere fosse ancora single?</p>



<p>&#8220;Terra chiama Stefano!&#8221; disse in modo scherzoso schioccando le dita &#8220;Che c&#8217;è? Non dirmi che non hai mai visto un uomo nudo&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai un corpo perfetto. Sei davvero sexy&#8230;&#8221; dissi mettendogli una mano sul suo petto</p>



<p>&#8220;Si, lo so. Tutti quelli con qui sono stato mi hanno detto la stessa cosa.&#8221; e il suo viso divenne triste &#8220;Loro volevano soltanto sesso, ma a me non bastava e dopo aver ottenuto quello che volevano, se ne andavano.&#8221;</p>



<p>In quel momento mi sarei mangiato la lingua. Capendo che il mio complimento si era trasformato in una gaf colossale, cercai di scusarmi &#8220;Ti chiedo scusa, Domenico. I-io non vorrei che tu avessi pensato male di me per quello che ho detto sul tuo corpo. Forse adesso non è il caso che noi due&#8230; si, insomma&#8230; hai capito?&#8221;</p>



<p>&#8220;Come sei sensibile&#8230; lo sapevo. L&#8217;avevo immaginato che eri così quando ti ho incontrato.&#8221; disse lui e vedendomi visibilmente dispiaciuto e mi abbracciò dolcemente &#8220;Tranquillo, lo so che tu sei diverso. Non ho mai portato nessuno a casa mia di quelli con cui ho fatto sesso. Tu sei il primo&#8230; e spero con tutto il cuore che tu sia l&#8217;ultimo.&#8221; e mi mise una mano sulla guancia</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230;&#8221;</p>



<p>Domenico mi sorrise e i nostri sguardi si persero l&#8217;uno nell&#8217;altro. Le nostre labbra si avvicinarono sempre di più per abbandonarsi in un bacio fantastico.</p>



<p>Domenico sapeva baciare divinamente e qualcosa sotto il suo telo cominciava a risvegliarsi. Durante il bacio con incredibile foga e passione, Domenico mi tolse la maglietta e mi passò le mani sul petto e la schiena poi mi sfibbiò il bottone del jeans, scese la zip e staccandosi si abbassò per calarmi i pantaloni e poi anche le mutande. In un attimo mi ritrovai nudo e con l&#8217;uccello che segnava le 12. Domenico mi prese il cazzo in mano e iniziò una sega molto lenta, quasi ipnotica mentre mi stringeva a sé baciandomi il collo.</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230;. Oh&#8230; si&#8230; sei bravissimo&#8230; non fermarti&#8221; ero come in uno stato di trance</p>



<p>&#8220;Come sei bello, Ste. Mi piaci tanto.&#8221; disse mentre continuava a baciarmi il collo</p>



<p>Le mie mani scorrevano per le sue spalle e la schiena fino a che non raggiunsi il suo telo</p>



<p>&#8220;Vuoi quello che c&#8217;è dietro il telo? Allora vieni qui&#8221; disse Domenico</p>



<p>Presi il telo e glie lo tolsi e un cazzo di 25 cm fece un balzo per liberasi dal contenimento cui era costretto fino a qualche secondo prima. Non potevo credere ai miei occhi. Era bellissimo, leggermente tendente a sinistra, la cappella era tonda e rosea e il suo prepuzio era davvero invitante. Essendo così vicino al suo cazzo potevo sentirne l&#8217;odore ed era come una ghiotta esca che attira il pesce ignaro verso l&#8217;amo. Il cazzo di Domenico era stato accolto nella mia bocca. Era davvero bellissimo, così succulento, liscio e turgido, caldo e pulsante&#8230; In una parola, buono.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; oh, si&#8230; continua&#8230; mmm, sei bravo&#8230; continua dai&#8230; succhiamelo&#8230; si, così&#8230; mmm&#8230;&#8221; il mio servizietto aveva riscosso il successo sperato. Domenico era più che soddisfatto della mia bocca.</p>



<p>Alternavo pompate lente ad altre più veloci e incisive. Dopo un po&#8217; mi staccai e cominciai una sega leggera usando solo due dita con uno sguardo provocante fino a quando vidi un getto bianco arrivarmi in faccia. In un primo istante pensai di essere arrivato al dunque troppo presto, ma poi capì che era solo pre-sperma e leccandogli il cazzo dalle base fino alla punta e prendendo anche quello che mi era arrivato in faccio me lo presi tutto.</p>



<p>&#8220;Hai una pre-eiaculazione potente&#8221; dissi io con uno sguardo da maiale &#8220;Pensavo che stessi per venire. Chissà come sborri&#8230;&#8221; e ripresi la sega a due dita &#8220;Hai un cazzo fantastico, Domenico. Mi piace tantissimo. Non vedo l&#8217;ora di sentirlo in culo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah si? Vieni qua&#8221; e di scatto mi prese in braccio con grande passione, mi stese sul letto e stendendosi accanto a me cominciò a baciarmi ovunque per poi prendermi il cazzo in bocca. Anche lui se la cavava. Quando faceva il vuoto mi sentivo come se potessi toccare il cielo con un dito. Mentre me lo succhiava le sue mani esploravano ogni centimetro del mio corpo, il petto, la pancia, le gambe, le braccia e poi alzandomi una gamba arrivò alla parte più importate. Dopo essersi fermato per un istante dal succhiarmi il cazzo per bagnarsi l&#8217;indice di saliva, Domenico riprese il pompaggio e iniziò a penetrarmi a ritmo della pompa. Mi sentivo sulla luna. Provavo piacere davanti e dietro contemporaneamente. Da una le dita diventavano due, poi tre e poi quattro e il mio testosterone cresceva assieme a loro.</p>



<p>&#8220;Non resisto più, Domè&#8230; Fammi tuo.&#8221; dissi io al culmine dalle passione</p>



<p>Domenico si alzò e prese dal secondo cassetto del comodino un profilattico e una boccetta di lubrificante. Dopo essersi messo la protezione si spalmò il cazzo di lubrificante e me ne mise un po&#8217; anche nel buco.</p>



<p>&#8220;Dammi le gambe&#8221; mi disse Domenico con un tono tra l&#8217;infoiato e l&#8217;imperativo</p>



<p>Mi stesi sul lato del letto e gli diedi le gambe che lui si mise sulle spalle e cominciò ad entrare. Mentre entrava sentì di nuovo quel dolore che però mi dava piacere proprio come mi successe con mio padre. Questo dolore però fu più forte non perché il cazzo di Domenico fosse più lungo di quello di mio padre dato che c&#8217;era solo 1 cm di differenza ma perché era più largo del suo. Sebbene provassi più dolore della volta precedente anche il piacere conseguente a quel dolore era più grande è questo mi aiutò a far entrare in me quel toro. Finalmente Domenico era dentro di me, mi sentivo dilaniare dentro ma per nulla al mondo avrei lasciato che quel manzo uscisse da me. Il dolore scomparve e rimase solo il piacere. Domenico iniziò a spingere e ad ogni suo affondo, sentivo la sua asta salire di più, sempre di più in me come se potesse arrivarmi fino allo stomaco. Il suono del suo pube che sbatteva contro mio culo era come la lancetta dei secondi di un orologio che ad ogni battito faceva aumentare il mio desiderio.</p>



<p>&#8220;Che bel culo che hai. Mmm&#8230; com&#8217;è caldo&#8230; si&#8230; Ti piace il mio cazzo in culo, eh? Ti piace?&#8221; &nbsp;</p>



<p>&#8220;Si, hai una bella mazza&#8230; Si&#8230; sfondami!!!&#8221; dissi nel delirio sei sensi</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_3.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4592" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_3.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_3.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_3.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_3.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Domenico prese a stimolarmi i capezzoli ed io mi sentivo sempre di più in paradiso. La mie mani scorrevano in quella foresta di peli che sembrava infinita e di tanto in tanto gli davo qualche pacca sul lato delle natiche che era il punto massimo dove il mio braccio riusciva ad arrivare, per incitarlo.</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230;. di più&#8230; di più&#8230; Ah&#8230;. si, così&#8230;. non fermarti&#8230; si&#8230; oh, si&#8230;&#8221;</p>



<p>I miei incitamenti avevano ottenuto l&#8217;effetto desiderato. Domenico si sfilò da me e mi disse di mettermi di fronte al muro e così feci. Mi prese da dietro e mi trombò in questa posizione avvinghiandomi a sé. Sentivo le sue mani muoversi su tutto il mio corpo e il suo fiato sul mio collo mentre mi baciava con passione e mi scavava dentro.</p>



<p>&#8220;Vorrei che questo non finisse mai&#8230;&#8221; dissi io nell&#8217;impeto del desiderio</p>



<p>&#8220;Anch&#8217;io&#8230;&#8221; mi rispose Domenico e dopo un po&#8217; il suo fiato cominciò ad accorciarsi. &#8220;Oh, si&#8230; lo sento&#8230; sto per venire&#8230; lo vuoi assaggiare il mio latte?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230;&#8221; dissi io &#8220;Dammelo tutto in faccia.&#8221;</p>



<p>Domenico si sfilò da me e si tolse il preservativo ed io mi abbassai e mentre lui aveva iniziato a segarsi mi misi a leccargli lo scroto per incitarlo di più. La mia lingua si muoveva abilmente al di sotto di quei due serbatoi di virilità che non vedevano l&#8217;ora di svuotarsi. La mia lingua arrivò persino a stimolargli il perineo e quando arrivavo li sentivo Domenico sussultare dalla goduria. Avevo trovato un suo punto sensibile.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; come sei bravo&#8230; oh, si&#8230; si&#8230; lo sento&#8230; sto per venire&#8230; eccolo&#8230; lo sento&#8230; sta per uscire&#8230; AAAHHHWWW!!!!!&#8221;</p>



<p>Con un rapido movimento mi riportai di nuovo di fronte al suo cazzo e una marea di schizzi bianchi mi scaldarono la faccia. Alcuni di essi mi entrarono in bocca. Lo sperma di Domenico era buonissimo, mediamente denso, quasi bianco. Non avendo uno sperma eccessivamente denso, gli schizzi erano davvero potenti e li sentì massaggiarmi la faccia. I primi tre furono i più potenti poi in un calare di potenza fino a che il seme cominciò a colargli dal buchino dell&#8217;uretra. Presi con la mano tutto il prezioso liquido bianco di Domenico dalla mia faccia e me lo gustai tutto e dopo mi rimisi il suo cazzo in bocca per ripulirlo per bene e prendermi fino all&#8217;ultima goccia di quell&#8217;elisir di mascolinità. Dopo averlo ripulito per bene mi alzai e ci abbracciamo di nuovo e ci baciammo lungamente.</p>



<p>&#8220;Sei stato fantastico, Ste.&#8221; mi disse Domenico soddisfatto</p>



<p>&#8220;Grazie, anche tu sei stato eccezionale.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dai, adesso tocca a te. Anch&#8217;io ti voglio sentire dentro.&#8221; mi sussurrò all&#8217;orecchio mentre mi prendeva il cazzo in mano</p>



<p>In quel momento realizzai che i profilattici di Domenico erano troppo grandi per me che rientro nella media, ma in quell&#8217;istante mi venne in mente che quando feci sesso con mio padre lui mi aveva messo uno dei suoi profilattici e andavano bene. Mentre mio padre faceva il suo giro di telefonate presi uno dei suoi profilattici sperando che mi sarebbe servito con Domenico e me lo misi nel portafoglio. Cercai dunque nella tasca posteriore del mio jeans e presi dal portafoglio quel passaporto per il piacere. Bene, era fatta. Domenico si mise un cuscino sotto la schiena e si prese le gambe tirandole a sé. Presi un po&#8217; di lubrificante e me lo spalmai per bene sul cazzo e anche sul suo buco, mi misi inginocchiato sul letto davanti a lui e cominciai a penetrarlo con un dito. Il culo di Domenico era largo, si vedeva che aveva avuto molti altri rapporti prima di quel momento e così cominciai ad entrare e mi senti come risucchiare da quella bocca posteriore, vogliosa e ansiosa della mia medicina.</p>



<p>&#8220;Mmm&#8230; si&#8230; oh&#8230; si&#8230; trombami&#8230;&#8221; diceva Domenico</p>



<p>Dopo essermi messo le sue gambe sulle spalle, cominciai a spingere con foga crescente prima lentamente e poi sempre più veloce.</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; si&#8230; continua così Ste&#8230; non fermarti&#8230; non fermarti&#8230;&#8221; disse Domenico fra tante frasi sconclusionate</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; hai un culo fantastico&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; ed è tutto per te amore mio&#8230; fammi godere&#8230;&#8221;</p>



<p>Domenico mi incitava sempre di più e ad un certo punto mi prese la mano e si mise le mie dite in bocca una dopo l&#8217;altra e le succhiava come se fosse cazzi.&nbsp; Con l&#8217;altra mano mi godevo il suo possente petto peloso e di tanto in tanto gli stimolavo i capezzoli. Nel frattempo notai che il cazzo di Domenico si risvegliava e così glie lo presi in mano e cominciai e segarglielo e stuzzicarlo stimolandogli il frenulo con il pollice.</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; si&#8230; mi fai sentire un animale in calore&#8230; siiiiiii&#8230;..&#8221; Domenico era sulla luna dal piacere e questo fece arrapare anche me fino al punto che cominciai a sentire il mio cazzo pulsare. L&#8217;orgasmo era vicino.</p>



<p>&#8220;Sto per venire, Domè non resisto più&#8230;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Allora stenditi, che ci penso io a te&#8230;&#8221; e cambiammo di nuovo posizione. Io mi stesi sul letto e Domenico si mise seduto sopra di me e cominciò a spingere sempre più veloce e incisivo.</p>



<p>&#8220;Oh si! così&#8230; ah&#8230; così&#8230; ah&#8230; mmm&#8230; sto per venire&#8230; si&#8230; oh, si&#8230; non fermarti&#8230; sta per uscire&#8230; ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230; oh&#8230;&#8221; disse Domenico sentendo le mie contrazione orgasmatiche nel suo culo &#8220;bravo&#8230; si&#8230; mmm&#8230;.&#8221;</p>



<p>&#8220;E&#8217; stato magnifico!&#8221; dissi ancora con il fiatone</p>



<p>Domenico si sfilò da me e mi guardò &#8220;mmm&#8230; è bello pieno. Avevo giusto un po&#8217; di sete&#8230;&#8221; e detto questo mi tolse il preservativo e si dissetò con il mio seme.</p>



<p>Dopo aver vuotato il profilattico Domenico si stese accanto a me e il suo cazzo era ancora sugli attenti.</p>



<p>&#8220;Ehi, posso avere un&#8217;altro assaggio?&#8221; dissi con uno sguardo provocante</p>



<p>&#8220;Ma certo, vieni qui.&#8221; e mi mise la mano dietro la testa come per guidarmi</p>



<p>Ancora una volta potei sentire in bocca la consistenza di quel cazzo fantastico. Domenico godeva sempre di più fino a che non senti il suo cazzo pulsare ed espellere per la seconda volta quel meraviglioso nettare di virilità. Eravamo soddisfatti ampiamente ed io mi lasciai avvolgere dalle sue braccia mentre mi stringevo a lui. Ci addormentammo in questa posizione. Ci svegliammo verso le 16:00.</p>



<p>&#8220;Ehi&#8230;&#8221; gli dissi con uno sguardo dolce accarezzandogli la guancia &#8220;allora non è stato un sogno.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8221; mi disse &#8220;io sono qui, con te. E non ti lascerò mai.&#8221; e ci baciammo di nuovo con passione ma poi guardai la sveglia sul comodino</p>



<p>&#8220;Domenico, sono le quattro. Devi tornare in officina.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8230; non voglio tornare all&#8217;officina oggi. Si sta così bene qui&#8230;&#8221; e mi strinse forte &#8220;Voglio restare così per tutto il giorno.&#8221; e mi baciò di nuovo</p>



<p>&#8220;Ok&#8221; risposi io. In quel momento in rivenne in mente quello che avevo notato prima, l&#8217;assenza di fotografie. Sebbene ogni mia singola cellula non volesse rovinare quel momento la mia curiosità alla fine ebbe la meglio.</p>



<p>&#8220;Domè&#8230; posso farti una domanda?&#8221;&nbsp;</p>



<p>&#8220;Certo giò. Dimmi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; ho notato che non ci sono fotografie né qui e né in nessun&#8217;altra stanza&#8230; come mai?&#8221;</p>



<p>Domenico emise un sospiro e il suo volto divenne triste.</p>



<p>&#8220;Accidenti, ho sbagliato di nuovo. Ti chiedo scusa. Non sei costretto a rispondermi.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;No giò&#8230;&#8221; mi disse Domenico &#8220;Non scusarti. E&#8217; giusto che tu me lo chieda&#8230; e poi adesso siamo una coppia e non voglio che ci siano segreti fra noi.&#8221; e Domenico cominciò a raccontarmi la sua storia.</p>



<p>Domenico mi confessò che era stato cacciato di casa da suo padre quando aveva scoperto che era omosessuale. Durante il quarto anno di liceo Domenico si era innamorato di un suo compagno di classe e si frequentarono per un po&#8217;. Un giorno mentre erano da soli nella sua stanza intenti a risolvere delle equazioni di terzo grado, tra un numero e l&#8217;altro le loro mani entrarono in contatto, i loro occhi si incontrarono e le loro labbra si trovarono. Si erano appena tolti le magliette quando il padre irruppe nella stanza e li sorprese. Il padre di Domenico andò su tutte le furie e li cacciò entrambi fuori di casa. Non potendo contare sull&#8217;appoggio di sua madre poiché era mancata moltissimi anni prima quando era bambino, Domenico andò ad abitare con suo zio, il fratello del padre che lo accolse ben volentieri come un figlio a da allora non ebbe più contatti con suo padre. Provai una grande tristezza per lui e per la prima volta realizzai davvero quanto fossi stato fortunato ad avere una famiglia così aperta. Non che prima non lo sapessi, ma essendo cresciuto in un ambiente privo di chiusure mentali ciò rappresentava la normalità per me&#8230; ma mi sbagliavo, e di grosso anche. Il quel momento mi ricordai quello che mio padre mi aveva detto sull&#8217;imparare dalle cose brutte e capì che lui non voleva dire che si impara solo dalle proprie cose brutte, come io avevo intuito ma anche da quelle degli altri, di quelli che ci sono vicini. Da quel momento abbandonai per sempre il mio essere semplicistico e prevenuto. Non sarei più stato quello che si faceva mille problemi mentali per fare qualcosa ma avrei corso i miei rischi, come fanno tutti. &nbsp;</p>



<p>&#8220;Mi dispiace tanto&#8230; per quello che ti è successo, davvero. E mi dispiace anche di avertelo dovuto ricordare&#8230;&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Non ti preoccupare, giò. Il passato è passato. Ormai quello è un capitolo chiuso per me. Adesso voglio pensare al futuro&#8230; e il mio futuro sei tu.&#8221; e mi baciò con tenerezza</p>



<p>&#8220;Domenico, ascolta&#8230; devo confessarti una cosa.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dimmi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; io&#8230; l&#8217;altro giorno&#8230; ho fatto sesso con mio padre. Sai&#8230; lui è un orsone da far paura.&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai capito&#8230; Tuo padre ti vuole proprio bene, eh? ahahahah&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Già.. comunque quello che volevo dirti è che lui mi ha proposto di fare un po&#8217; di sesso di gruppo con lui e i suoi amici, anche loro sono dei maschioni veraci. Il tutto era fissato per domani ma io ho deciso di non farlo più.&#8221;</p>



<p>&#8220;Sei impazzito?! E perché mai vuoi perdere un&#8217;occasione del genere?&#8221;</p>



<p>&#8220;Come perché? Per te. Adesso sono il tuo compagno e non credo che sia il caso di fare sesso con qualcun&#8217;altro&#8230; a meno che&#8230; a te vada bene e ti unisca a noi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Se è per farti contento, sono disposto a sacrificarmi volentieri&#8230;&#8221; mi disse ironicamente</p>



<p>&#8220;Si, certo. Sono sicuro che sarà un sacrificio molto sofferto, il tuo.&#8221; e ci mettemmo a ridere insieme</p>



<p>&#8220;Come sono questi due maschioni?&#8221; mi chiese Domenico</p>



<p>&#8220;Sono due superfighi. Con loro il divertimento è assicurato, fidati.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora&#8221; disse stringendomi forte a lui</p>



<p>Passai la restante parte della giornata e la notte a casa di Domenico. Il giorno seguente, dopo aver fatto colazione insieme, io e Domenico uscimmo di casa ma mentre eravamo sulla porta squillò il telefono.</p>



<p>&#8220;Tranquillo, rispondi. Io ti aspetto fuori&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ci metto un attimo&#8221; disse Domenico</p>



<p>Poco dopo sentì Domenico urlare come un ossesso.</p>



<p>&#8220;LASCIAMI IN PACE!!!!!&#8221; fu tutto quello che riuscì a capire e sebbene fossi preoccupato per lui pensai che forse era meglio non approfondire per il momento e quando tornò feci finta di non aver sentito nulla. Domenico mi accompagnò a casa e andò all&#8217;officina. Quando arrivai i miei stavano quasi per uscire. Mia madre era in camera da letto per prendere le sue valige e mio padre era in sala da pranzo. Dissi ai miei quello che era successo ed entrambi furono molto felici per il fatto che avessi trovato una brava persona.</p>



<p>&#8220;Stefano, Sono felice per te.&#8221; disse mia madre abbracciandomi forte e poi guardando l&#8217;orologio &#8220;Vincenzo, dobbiamo andare adesso, altrimenti perdo l&#8217;aereo. Ciao Ste. Promettimi che quando ritornerò ceneremo insieme e ce lo farai conoscere.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo ma&#8217;, stai tranquilla.&#8221; e mia madre mi abbracciò piena di felicità e poi uscì di casa assieme a mio padre.</p>



<p>Dopo essermi fatto una doccia veloce andai all&#8217;università. Quella mattina avevo due lezioni ma avendo la mente da tutt&#8217;altra parte, portai il mio registratore portatile per registrarle entrambe e poterle riascoltare in un momento in cui il mio livello ormonale mi avrebbe consentito di capirci qualcosa. Quando tornai a casa mio padre era già tornato.</p>



<p>&#8220;Ciao, pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, Ste.&#8221;</p>



<p>&#8220;Allora dimmi di questo Domenico. Hai visto che avevo ragione?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si pa&#8217;, avevi ragione. Ti ringrazio tanto per avermi spronato a farmi avanti. Se non fosse stato per te non avrei mai capito che anche lui mi voleva. Non so che fare per dimostrarti quando ti sono grato&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Vederti felice è la ricompensa più grande che io possa chiedere, Ste&#8217;.&#8221; e mio padre mi abbracciò forte &#8220;Ma dimmi&#8230; Domenico lo sa che oggi noi&#8230; si insomma&#8230; hai capito.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo&#8230; verrà anche lui.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dici sul serio? Non vedo l&#8217;ora che arrivi oggi pomeriggio&#8230; Sai come si dice in questi casi?&#8221;</p>



<p>&#8220;Più siamo e più ci divertiamo?&#8221;</p>



<p>&#8220;Proprio così.&#8221; e ridemmo insieme</p>



<p>Erano le 12:45 e il mio stomaco avrebbe dovuto mugolare per la fame, ma tra l&#8217;euforia e l&#8217;eccitazione si era come bloccato. Mangiai comunque pensando al fatto che tra qualche ora mi sarebbero servite parecchie energie e dovevo fare il pieno. La sera precedente mia madre ci aveva preparato pasta con ragù alla bolognese e l&#8217;aveva poi messa in un contenitore che conservò nel frigo. Mio padre uscì il contenitore dal frigo e dopo aver atteso che la pasta scongelasse, la mise in padella e accese il fornelletto medio per dargli una scaldata. Davvero buona. Mia madre è una cuoca eccezionale.</p>



<p>Poco dopo suonò il citofono. Era Domenico. Lo feci entrare e lo presentai a mio padre.</p>



<p>&#8220;Molto piacere signor Vincenzo. Io sono Domenico.&#8221;</p>



<p>&#8220;Piacere mio, Domenico.&#8221; e mio padre squadrò Domenico con un&#8217;espressione libidinosa &#8220;Mmm&#8230; comincio ad essere un po&#8217; geloso di mio figlio&#8230;&#8221; e scoppiamo tutti a ridere</p>



<p>&#8220;Stavamo preparando il caffè. Lo prendi anche tu, Domenico?&#8221; chiese mio padre</p>



<p>&#8220;Certo, grazie.&#8221; disse Domenico e io e lui ci sedemmo sul divano per guardare un po&#8217; di tv</p>



<p>Dopo qualche minuto mio padre tornò con il caffè e si sedette con noi e cominciammo a chiacchierare del più e del meno.</p>



<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di conoscere la tua famiglia, Domenico.&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Pa&#8217;&#8230; io non credo che questo possa accadere&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Perché?&#8221; chiese mio padre ed io e Domenico ci guardammo negli occhi.</p>



<p>&#8220;Mia madre è morta quando ero piccolo e&#8230; non vedo mio padre da quando avevo 18 anni.&#8221; disse Domenico e poi cominciò a raccontare la sua storia che prima aveva raccontato a me.</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230; non so che dire. Scusami&#8230; io non immaginavo&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Non si preoccupi&#8230; è tutto nel passato. Vivo nel presente adesso, e quando sto con suo figlio vedo il mio futuro.&#8221; e mi mise un braccio intorno al collo e mi diede un bacio</p>



<p>&#8220;Siete bellissimi insieme. Congratulazioni ragazzi.&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Grazie pa&#8217;.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;La ringrazio.&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Ascolta pa&#8217;&#8230;&#8221; dissi io &#8220;ma dove ci mettiamo per &#8216;fare ginnastica&#8217;?&#8221;</p>



<p>&#8220;Nella stanza da letto&#8221; rispose mio padre</p>



<p>&#8220;Allora sarà meglio se togliamo tutto quello che si potrebbe rompere&#8230; noi siamo in cinque e non vorrei che nella foga si rompesse qualcosa. Giusto per stare più tranquilli.&#8221;</p>



<p>&#8220;Penso che tu abbia ragione, Ste&#8217;. Vieni, aiutami a sgombrare la stanza da letto.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Se volete vi aiuto anch&#8217;io&#8230;&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Ma no, tu sei ospite. Ci pensiamo noi.&#8221; disse mi padre</p>



<p>&#8220;Non c&#8217;è molto da spostare, tranquillo&#8221; dissi io &#8220;Sarà questione di un minuto.&#8221; e io e mio padre andammo nella stanza da letto</p>



<p>Nell&#8217;angolo accanto alla porta c&#8217;era un tavolino alto e tondo con un vaso (con o senza fiori, a seconda del caso) che mettemmo dentro la mia stanza. Accanto al letto c&#8217;era la scrivania-specchio di mia madre che spostammo anch&#8217;essa nella mia stanza. Fortunatamente era leggera. Dopo aver sgombrato i comodini e il comò di tutti i loro soprammobili, composti da piccole statuette e anche la sveglia-radio di mio padre e posacenere vari dalle forme più strane e averli messi sul tavolo della sala da pranzo tutto era pronto per il grande evento. Mentre mettevamo apposto gli ultimi soprammobili suonò il citofono. I nostri ospiti era arrivati. Mio padre andò a rispondere e fece salire i suoi amici. Mi sentivo tutto un fremito e il cuore mi andava a mille. La porta di casa si aprì e Rosario e Giacomo entrarono in casa ed io nella mia testa sentivo le trombe che facevano la musica hot che di solito si sente nei film quando qualcuno/a sexy fa il suo ingresso nella scena. Mio padre fece accomodare i nostri ospiti nella sala da pranzo, ma prima di proseguire credo sia il caso che ve li descriva.</p>



<p>Rosario, detto Sasà è davvero un figo da paura. Alto 1.75 quindi poco più alto di me, capelli biodo-paglia e profondi occhi castani, brizzolato, tendente al bianco e con una barba a baffo grosso di quelli che curvando quasi a 90° arrivano il mento. Il resto della barba era un po&#8217; incolta direi di circa tre giorni e gli dava quel tocco di rudezza e virilità che ti fa salire gli ormoni a manetta. Ha un viso simpatico e magnetico. Ricordo ancora che tutte le volte che passavo dalla sala da pranzo per andare al bagno, lui vedendomi mi faceva sempre l&#8217;occhiolino. Se fossi stato come sono ora me lo sarei fatto già da un pezzo. Massiccio e muscoloso. Braccia pelose, scolpite ma non troppo. L&#8217;età lo aveva farcito un po&#8217;, ma quel ripieno in più lo rendeva ancora più figo. Portava sempre una maglietta senza maniche bianca che faceva risaltare molto il suo torace davanti e la schiena dietro e un bel paio di jeans logori che gli delineavano le cosce e sopratutto il pacco. Se avesse avuto una camicia a quadri rossa, sarebbe stato uguale a uno di quei camionisti che si vedono nei video porno. Possiamo quindi dire che Sasà sia un bell&#8217;esemplare di &#8220;Mature Muscle Bear&#8221;.</p>



<p>Dopo Sasà c&#8217;è Giacomo. Giacomo è alto 1.60. Meno brizzolato di Sasà ma un po&#8217; stempiato. Capelli castani e occhi azzurro mare. Con due bei mustaccioni stile daddy. Braccia e gambe grosse e poco pelose. Era solito usare le polo e di solito ne indossava una blu che gli metteva in rilievo i capezzoli e delineava il suo pancione che niente aveva da invidiare a quello di mio padre. Dai bottoni che lasciava aperti si poteva intravedere un bel ciuffo di peli sbucare fuori. Invece dei jeans, Giacomo indossava sempre dei pantaloni di tessuto marrone oppure grigio di quelli che fanno risaltare il pacco. Ogni volta che lo vedevo di profilo la mia mano sembrava fremere di volontà propria e voleva avventurarsi nel suo cavallo per sentire la consistenza di quel pacco. Giacomo è davvero un gran bel &#8220;Chubby&#8221;.</p>



<p>&#8220;Salve a tutti&#8221; disse Rosario che d&#8217;ora in poi chiameremo Sasà</p>



<p>&#8220;Saaalve&#8221; disse Giacomo con un tono maialesco vedendo me e Domenico</p>



<p>&#8220;Salve a voi. E&#8217; un piacere conoscervi&#8221; dissi io &#8220;Un uccellino, anzi&#8230;&#8221; e guardai mio padre con un espressione maialesca &#8220;un uccellone mia detto che voi due volete farmi la festa, vero?&#8221;</p>



<p>&#8220;Puoi dirlo forte&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;E&#8217; da tanto tempo che non facciamo sesso.&#8221; e si strinse il pacco &#8220;Tuo padre ci ha detto che sei un succhiacazzi fenomenale e noi siamo tanto arrapati&#8230;&#8221; disse stringendosi ancora il pacco ed io notai che quel pacco cominciava ad acquistare vigore</p>



<p>&#8220;State tranquilli, ci penso io&#8230; anzi&#8230;&#8221; e guardai Domenico mettendogli un braccio intorno al collo &#8220;Ci pensiamo noi a voi!&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah già, ho dimenticato di fare le presentazioni.&#8221; disse mio padre &#8220;Lui si chiama Domenico. E&#8217; il compagno di mio figlio.&#8221;</p>



<p>&#8220;Accipicchia&#8230;&#8221; disse Giacomo squadrando Domenico dalla testa ai piedi</p>



<p>&#8220;Ottima scelta ragazzo!&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Bene, bene&#8221; disse mio padre &#8220;Ci sono tutte le premesse per un orgia con i fiocchi. Dai, andiamo tutti nella stanza da letto e diamoci dentro!&#8221;</p>



<p>Io, Domenico, mio padre e Sasà e Giacomo ci avviammo nella stanza da letto ma prima di entrarvi ci spogliammo completamente e lasciammo i nostri abiti nella mia stanza così dopo li avremo trovati puliti.</p>



<p>&#8220;Allora?&#8221; dissi io con tono provocante &#8220;Chi vuole essere il primo?&#8221;</p>



<p>&#8220;Io&#8221; disse Sasà &#8220;Vieni qui e fammi vedere se sei bravo come dice tuo padre.&#8221; Sasà aveva già il cazzo in tiro. Era davvero bellissimo. Larghezza e lunghezza erano bilanciate, di certo al di sopra della media ma non eccessivamente grande. Il prepuzio sembrava incapace di contenere quella cappella tonda, rosa e succosa che per metà era già fuori pronta e desiderosa di una bocca calda ed accogliente. Sasà aveva il cazzo depilato. Tante volte avevo visto nei miei video porno preferiti attori che avevano il cazzo depilato e desideravo tanto poterne &#8216;tastare&#8217; uno dal vivo ed ora avevo la possibilità di farlo.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_1.jpg?resize=1024%2C576&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4590" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_1.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_1.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_1.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_1.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Senza ulteriori indugi mi diressi verso Sasà mi abbassai e gli presi in mano quel bel salsicciotto pulsante e cominciai a menarglielo un po&#8217; giusto per farlo riscaldare. Nel frattempo Giacomo si era messo accanto a Sasà e si gustava la scena e allora io lo guardai voglioso e gli dissi &#8220;Tranquillo&#8221; e mi misi a solleticargli le palle per fargli venire un erezione che in pochi gli risvegliò il cazzo &#8220;Non mi sono scordato di te.&#8221; e gli feci l&#8217;occhiolino</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; che bello&#8230; ah&#8230;&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; a mio figlio piace tanto solleticare i cazzi degli altri.&#8221; disse mio padre ridendo e poi si mise a spompinare Domenico.</p>



<p>&#8220;Perché non lo fai anche a me?&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Va bene, stenditi sul letto che ci penso io a te.&#8221; e Sasà si stese sul letto</p>



<p>Cominciai con una sola mano, la destra. Gli feci allargare le gambe e cominciai a stimolargli il perineo e poi cominciai a salire passando per le palle fino alla punta proprio all&#8217;altezza del frenulo per poi fare la strada a ritroso. Il cazzo di Sasà cominciò a danzare in modo frenetico. Con il cazzo depilato il solletico viene ancora meglio.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; Mmm&#8230; si&#8230;oh&#8230; continua&#8230; non ti fermare&#8230; Ah&#8230;&#8221; Sasà era in estasi e questo di riflesso fece arrapare anche me</p>



<p>Ad un certo punto mi concentrai sul frenulo e passavo un dito sul contorno del prepuzio fino a quando inaspettatamente la mano sinistra gli solleticai lo scroto. Sasà sembrava posseduto.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ANCORAAAAAAAAA!!!!!!&#8221;</p>



<p>&nbsp;&#8220;Quanto ne vuoi, caro.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ah, basta&#8230; non resisto più&#8230; succhiamelo. Si, succhiamelo.&#8221;</p>



<p>Senza farmi attendere fagocitai il cazzo di Sasà e cominciai a succhiarglielo con foga sempre più crescente ma senza andare troppo veloce. Volevo gustarmi completamente la salsiccia di Sasà. Nel frattempo Giacomo si era disteso nel letto accanto a Sasà e cominciò a baciarlo con passione e stimolargli i capezzoli. Ad un certo punto si staccarono e Giacomo disse &#8220;Vieni figliolo. C&#8217;è spazio anche per te qui&#8230;&#8221; e così mi misi a sandwich tra Giacomo a Sasà. Mentre mi godevo il cazzo di Sasà, da dietro sentivo quello di Giacomo strusciare contro il mio culo e mentre mi bacava il collo e mi accarezzava le spalle e la schiena potevo anche sentire il suo pancione premere contro di me. Mi sentivo in paradiso. Nel frattempo mio padre e Domenico si erano scambiati i ruoli. Adesso era Domenico che spompinava mio padre. Dopo aver assaggiato per bene il cazzo di Sasà mi girai verso Giacomo e lo baciai con passione stringendolo a me. Dopo scesi giù e gli succhiai i capezzoli mentre con la mano mi godevo la sua panciona e nel frattempo Sasà iniziò a baciarmi il collo e mi prese il cazzo in mano e cominciò a segarmelo lentamente. Dopo i capezzoli scesi ancora e mi avvinghiai a quell&#8217;enorme pancione e iniziai a baciarlo e leccarlo ovunque. Rispetto alla pancia di mio padre, quella di Giacomo era molto meno pelosa e leggermente meno soda, ma comunque mi faceva impazzire.</p>



<p>&#8220;Che bel pancione che hai, Giacomo.&#8221; dissi in preda al delirio</p>



<p>&#8220;Goditelo tutto, figliolo. Si, così&#8230;bravo&#8230; bravo..&#8221; disse Giacomo per incitarmi</p>



<p>Dopo aver fatto il pieno del pancione di Giacomo scesi ancora più giù e mettendomi a carponi sul letto cominciai a succhiare il cazzo di Giacomo. Giacomo aveva un cazzo di lunghezza media molto simile al mio con una cappella dalla forma più allungata rispetto a quella di Sasà ma le sue palle erano belle grosse, più di quelle di Sasà. &#8220;Chissà quanta sborra ci sarà li dentro&#8230;&#8221; pensai tra me</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; bravo&#8230; così&#8230; bravo figliolo&#8230; succhialo tutto&#8230; si&#8230; bravo, così&#8230; oh&#8230;&#8221; anche Giacomo era soddisfatto della mia bocca</p>



<p>Ad un certo punto senti un calore umido nel culo. Sasà si era alzato e aveva iniziato ad aprirmi il buco con la sua lingua. Di tanto in tanto ci spuntava dentro e con il dito mi penetrava un po&#8217; per poi riprendere i colpi di lingua.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; continua Sasà&#8230; ah&#8230; ah&#8230; non vedo l&#8217;ora&#8230; ah&#8230; di sentire ah&#8230; quel bel missile pelato in culo&#8230; ah&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai un culo da sballo.&#8221; disse tra una leccata e l&#8217;altra &#8220;Si, è fantastico&#8230; non vedo l&#8217;ora di aprirtelo in due&#8230;&#8221;</p>



<p>Continuai a succhiare con avidità il cazzo di Giacomo finche non ebbe un sussulto e senti in bocca il sapore della sua pre-sborra.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; Eheheheh&#8230; me ne hai fatta uscire un po&#8217;&#8230; bravo continua così&#8230;&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;E&#8217; questo è niente&#8221; dissi io &#8220;il bello deve ancora arrivare&#8221;</p>



<p>Con la coda dell&#8217;occhio vidi mio padre che stava mettendo il profilattico a Domenico e allora decisi che era il momento di fare sul serio.</p>



<p>&#8220;Sasà&#8221; dissi io &#8220;prendi un profilattico e mettitelo. Voglio sentirti dentro&#8221;</p>



<p>Sasà non si fece aspettare. Mi rimisi disteso e mi avvinghiai a Giacomo che ripresi a baciare con passione. Dopo aver armato la sua pistola e averla lubrificata per bene assieme al mio culo cominciò ad entrare. Essendo abituato al cazzo di Domenico che era più largo di quello di Sasà non sentì dolore ma solo un enorme piacere. Sasà cominciò a fottermi con vigore e velocità crescente mentre io ero avvinghiato a Giacomo mi godevo ogni millimetro del suo corpo.</p>



<p>&#8220;Giacomo girati, che facciamo un 69.&#8221; gli sussurrai all&#8217;orecchio e lui ne fu felice e si girò e cominciammo a succhiarci il cazzo a vicenda. Mi sentivo in paradiso. Uno stallone dietro mi faceva la festa e un bel 69 davanti. Restammo in questa posizione per un&#8217;ora abbondante. Sasà aveva una resistenza incredibile, proprio come mio padre. I maschi della loro generazione sono proprio delle macchine per il sesso. Mio padre si offrì di prendere il posto di Giacomo e così lui di alzo dal letto e iniziò a succhiare il cazzo a Domenico mentre mio padre prendendo il posto di Giacomo mi aveva dato il suo cazzo in bocca. Mi gustai ancora una volta il cazzo di mio padre in tutta la sua possanza. Il mio desiderio aumentava sempre di più fino a che mi sentì strano. Sasà, non so come era riuscito a stimolarmi la prostata e mi aveva provocato un orgasmo anale.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; ma&#8230; ah&#8230; che&#8230; succede?&#8221;</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; Sasà ti ha stimolato la prostata.&#8221; mi disse mio padre</p>



<p>&#8220;Ti è piaciuto, eh?&#8221; disse Sasà con il fiatone</p>



<p>&#8220;Si&#8230; è stato bello&#8230; fottimi&#8230; fottimi&#8230;&#8221; dissi nel impeto della passione</p>



<p>Ripresi a succhiare il cazzo di mio padre e ad un certo punto il fiato di Sasà cominciò ad accorciarsi.</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; sto per venire&#8230; si, sto per sborrare&#8230; si&#8230; lo sento&#8230;&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Voglio berlo tutto, Sasà.&#8221;</p>



<p>Allora Sasà si sfilò da me e si tolse il profilattico e io cominciai a succhiargli il cazzo con foga ma sempre mantenendo un velocità media perché volevo godermelo fino in fondo.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; lo sento&#8230; sta per arrivare figliolo&#8230; si, sta per arrivare&#8230;&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Avanti Ste&#8217;&#8230; fallo venire&#8221; mi incitava mio padre</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; eccolo&#8230; arriva&#8230; si&#8230; ECCOLO&#8230;. AAAAAAAHHHHHHHHHHHWWWWWWWW!!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>Il cazzo di Sasà cominciò a pulsare in modo frenetico e la mia bocca si riempì del suo nettare di virilità. Lo assaporai per bene e poi lo mandai giù. Continuai a succhiare il cazzo di Sasà fino a quando non si ammosciò del tutto.</p>



<p>&#8220;Sei proprio un succhiacazzi con i fiocchi.&#8221; disse Sasà ancora ansimante &#8220;Tuo figlio è meglio di una troia, Vicè&#8230;&#8221; disse a mio padre</p>



<p>Nel frattempo Domenico si stava facendo sbattere da Giacomo e anche lui era vicino all&#8217;orgasmo. Allora Giacomo si sfilò e si tolse il profilattico e Domenico cominciò la pompa finale.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; sto per venire&#8230; si&#8230; ah&#8230; vengo&#8230; vengo&#8230; VENGO&#8230;. AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!&#8221; Domenico con uno scatto si mise davanti al cazzo di Giacomo e in pochi istanti i suoi schizzi gli avevano riempito la faccia. Domenico prese la sborra di Giacomo e se la gustò tutta senza lasciarne neppure una goccia. Adesso era il turno di mio padre.</p>



<p>&#8220;Vieni qui pa&#8217;&#8230; adesso tocca a te.&#8221; dissi con tono voglioso</p>



<p>&#8220;Ascolta Ste&#8217;, Giacomo e Sasà hanno avuto la loro razione di solletico ma io no&#8230;&#8221; disse facendomi uno sguardo da cucciolo</p>



<p>&#8220;Ok, stenditi e lascia fare a me.&#8221; e anche mio padre ricevette la sua razione di solletico. Dopo un po&#8217; iniziai a succhiare il cazzo di mio padre e lo sentì pulsare.</p>



<p>&#8220;Stai per venire pa&#8217;?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Si&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;E vuoi venire?&#8221; gli dissi io</p>



<p>&#8220;Si, non resisto più. Fammi venire Ste&#8217;&#8230;&#8221;</p>



<p>Allora iniziai a segare mio padre con foga e velocità.</p>



<p>&#8220;Vediamo quanto riesci a resistere&#8230;&#8221; dissi emulando lo stesso gioco erotico che lui aveva fatto con me qualche giorno prima.</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; guarda che io ho una resistenza più alta della tua, sai?&#8221; disse mio padre ridendo</p>



<p>&#8220;Ah, si? Allora ci penso io&#8230;&#8221; disse Domenico cominciando a solleticare lo scroto a mio padre.</p>



<p>&#8220;Come la mettiamo adesso, eh?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; ah&#8230; uhm&#8230; AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>Il cazzo di mio padre cominciò ad eruttare sperma che finì sul suo petto e sulla sua panciona. Dopo averlo svuotato per bene, io e Domenico cominciammo e leccarlo ovunque per prendere tutto quello squisito miele bianco. Io gli presi quello che era finito sul petto, Domenico invece gli ripulì la pancia e leccando leccando ci avvicinammo l&#8217;un l&#8217;latro fino a baciarci con passione realizzando una vera e propria versione porno gay della scena dello spaghetto di &#8216;Lilli e il vagabondo&#8217;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Abbiamo vinto noi!&#8221; dicemmo all&#8217;unisono io e Domenico</p>



<p>&#8220;Eheheheheh&#8230; mascalzoncelli!&#8221; disse mio padre ancora col fiatone</p>



<p>Adesso era il nostro turno. Io e Domenico avremmo chiuso in bellezza quell&#8217;orgia fantastica&#8230; ma l&#8217;andazzo della serata prese una piega del tutto inaspettata. Mentre io e Domenico stavamo per avvinghiarci sentimmo qualcuno urlare fuori.</p>



<p>&#8220;Domenico!!!!!!!!!!! Lo so che sei li! Domenico!&#8221;</p>



<p>Ma chi poteva essere ad urlare in quel modo? L&#8217;espressione di Domenico cambiò e dall&#8217;imbarazzo che gli leggevo in volto capì che lui sapeva chi fosse ad urlare.</p>



<p>&#8220;Le chiedo scusa, signor Vincenzo ma&#8230; potrebbe fare salire quell&#8217;uomo che sta dando spettacolo? Non voglio che attiri l&#8217;attenzione&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;D&#8217;accordo, Domenico&#8221;</p>



<p>Mio padre andò nella mia stanza e dopo essersi rimesso le mutande e i pantaloncini andò a prendere quell&#8217;uomo e lo fece salire. Nel frattempo anche noi altri c&#8217;eravamo rivestiti e ci eravamo spostati nella sala da pranzo. Ero in apprensione, un&#8217;atmosfera gelida e pesante era calata su di noi e lo sguardo di Domenico non prometteva niente di buono.</p>



<p>&#8220;Domenico, che cosa sta succedendo?&#8221; chiesi io ma lui non rispose</p>



<p>Dopo qualche istante mio padre tornò con un&#8217;altro uomo. Era visibilmente ubriaco.</p>



<p>&#8220;Ti avevo espressamente chiesto di lasciarmi in pace!&#8221; disse Domenico arrabbiato &#8220;Si può sapere che cosa vuoi da me&#8230; papà?&#8221;</p>



<p>Non potevo credere alle mie orecchie.</p>



<p>[Continua]</p>



<p>Spero che questa storia vi sia piaciuta. Nel caso aveste delle idee, spunti per altre storie potete contattarmi a questo indirizzo -&gt; stefano_339@yahoo.it</p>



<p><strong>Chi non rischia non rosica &#8211; 2a parte &#8211; Un racconto di Fanozzo</strong></p>



<p>Ancora non riuscivo a credere che era successo davvero. Avevo fatto sesso con quell&#8217;orsone alfa di mio padre.</p>



<p>Mio padre, Vincenzo di anni 54, alto 1.90, brizzolato, capelli neri e occhi castani e con un pizzetto da urlo. Corporatura massiccia, pelosissimo, e con una panciona tonda e soda su cui mi avvinghierei 24 ore su 24. Già da qualche anno era diventato il mio sogno erotico ma alla fine quel sogno si era concretizzato. Mi sentivo ancora eccitato per la cosa ma più importante di questo era il fatto che grazie a quella trombata avevo imparato molte cose. Nonostante io avessi cercato di seguire l&#8217;esempio dei miei, che sono le persone più aperte di questo mondo, avevo lasciato che la paura, l&#8217;incertezza e il mio modo semplicistico di vedere le cose mi bloccassero ma mio padre alla fine mi aveva aperto gli occhi&#8230; oltre che le gambe. Non avrei dato più nulla per scontato o per semplice perché nulla è semplice in questo mondo.</p>



<p>Dopo quella fantastica trombata, mio padre mi chiese se avessi voluto &#8216;conoscere meglio&#8217; i suoi due migliori amici con i quali molto spesso si trovava a casa a giocare a carte. Io ne fui entusiasta. Mio padre è un figone da paura ma anche i suoi amici non scherzano.</p>



<p>Pensare a quei due bei maschioni più mio padre che mi usavano per placare le loro voglie mi faceva venire le caldane. Non avrei potuto lasciarmi scappare un occasione del genere tanto più che avrei avuto la possibilità di farlo a breve. Mia madre infatti doveva partire per Reggio Calabria per aiutare sua zia in casa finché il marito non fosse stato dimesso dall&#8217;ospedale per un femore rotto. Io e mio padre avremmo avuto la casa libera per una settimana. La partenza era fissata tra due giorni. Nonostante aspettassi fremente il giorno X, c&#8217;era un&#8217;altra cosa che mi premeva di più: Domenico, il meccanico che incontravo ogni giorno andando all&#8217;università. Non potevo più aspettare, dovevo chiarire le cose con lui una volta per tutte perché non era solo attrazione fisica, io ne ero davvero innamorato. Era giunto il momento di chiarire le cose con lui una volta per tutte.</p>



<p>Il giorno seguente non avendo lezioni uscì di casa verso le 11:30 e dissi ai miei di non aspettarmi per pranzo, che avrei mangiato fuori. Mio padre mi fece un occhiolino. Lui sapeva dove e da chi stavo andando.</p>



<p>Arrivato all&#8217;officina vidi Domenico trafficare sotto una macchina.</p>



<p>&#8220;Buongiorno&#8221; dissi io molto timidamente</p>



<p>&#8220;Ciao, Stefano. Come stai?&#8221; mi chiese con un viso sorpreso ed allegro. &#8220;Wow&#8221; pensai tra me &#8220;gli ha fatto piacere rivedermi. Forse gli piaccio&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, Domenico. Amm&#8230; ascolta&#8230; ecco&#8230; io ti dovrei parlare&#8230; ce li hai cinque minuti? Se stai lavorando posso aspettare&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;No, tranquillo. Avevo giusto bisogno di una pausa. E poi tra un po&#8217; c&#8217;è la pausa pranzo. Ho una fame da lupi e credo che nessuno si lamenterà se per un giorno stacco un po&#8217; prima.&#8221;</p>



<p>Domenico allora chiuse la saracinesca e restammo io e lui dentro da soli senza che sguardi indiscreti potessero disturbarci e io mi appoggiai sulla macchina dove lui stava trafficando prima.</p>



<p>&#8220;Dimmi.&#8221; mi disse lui mettendosi di fronte a me ed io allora cominciai a parlare</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; io volevo dirti&#8230; ehm&#8230; ecco&#8230; accidenti sono proprio una frana! D&#8217;accordo, te lo dico senza giri di parole. Tu mi piaci. Ecco, l&#8217;ho detto. E&#8217; dalla prima volta che ti ho visto che mi sei piaciuto. Non ti ho mai detto nulla perché temevo che ti saresti offeso se l&#8217;avessi saputo perché credevo fossi etero ma non ho più intenzione di dare niente per scontato e così te l&#8217;ho detto.&#8221; e poi ripresi fiato &#8220;Ecco, adesso lo sai.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non è mai facile per un gay dichiarasi, vero? Sopratutto qui in Sicilia.&#8221; disse Domenico con uno sguardo dolce &#8220;Anch&#8217;io ci sono passato e rispetto alla mia la tua è stata una dichiarazione esemplare. Comunque anche tu mi sei sempre piaciuto. Ho sentito che è scattato qualcosa fra noi la prima volta che ti ho incontrato. Sai, cominciavo a perdere le speranze. Ti ho lanciato un sacco di segnali ma tu sembravi non vederli.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, lo so. Sono stato uno stupido.&#8221; dissi io &#8220;Avevo così paura di uscire allo scoperto per timore di provocare reazioni eccessive agli altri o essere respinto che io&#8230; ho preferito continuare a tenermi tutto dentro, piuttosto che provarci. Insomma si dice che &#8216;Chi non rischia non rosica&#8217;, no?&#8221;</p>



<p>&#8220;Hei, non devi spiegarmi niente, Stefano&#8221; disse accarezzandomi la guancia &#8220;Non è colpa tua se la gente ancora non ha accettato i gay completamente. Non è facile mettersi in gioco in questo modo, ma tu alla fine l&#8217;hai fatto&#8230; e devi essere fiero di questo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Si, è vero. Però&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Shhh&#8230;&#8221; fece Domenico mettendomi un dito sulle labbra &#8220;Adesso basta, ok? Vieni qui.&#8221; e avvicinandosi a me mi abbraccia dolcemente e mi bacia. Stringendolo a me potevo sentire le forme del suo corpo. I suoi muscoli erano magnifici.</p>



<p>&#8220;Che ne dici se continuiamo questa conversazione a casa mia? Li staremo più comodi&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;E il pranzo? Pensavo avessi una fame da lupi&#8230;&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;E ce l&#8217;ho. Ho una gran fame&#8230; di te.&#8221; e mi baciò di nuovo ma questo bacio fu 10 volte più spinto del precedente e sentì un movimento inguinale sotto la sua tuta da lavoro.</p>



<p>Dopo essersi tolto la tuta, Domenico mi fece uscire dalla porticina accanto la saracinesca e dopo averla chiusa, ci avviammo verso casa sua in macchina. Per tutta la durata del viaggio nessuno dei due proferì parola, ma ci scambiammo moltissimi sguardi e sorrisi. Dopo 10 minuti eravamo arrivati a destinazione. Domenico abitava in un condominio poco distante dall&#8217;officina ma comunque troppo lontano per andarci a piedi. Era davvero un bell&#8217;appartamento. Nonostante abitasse da solo la casa era molto ordinata e curata. Si vedeva che ci teneva molto. L&#8217;arredamento della casa era classico, semplice e rispecchiava in pieno il carattere del suo inquilino.</p>



<p>&#8220;Mettiti comodo&#8221; mi disse &#8220;io vado a farmi una doccia per togliermi questo grasso di dosso e rinfrescarmi. Torno subito&#8221;</p>



<p>&#8220;Ok&#8221; risposi io e dopo averlo visto entrare in bagno cominciai ad esplorare un po&#8217; la casa. E&#8217; una cosa che faccio fin da quando ero bambino e anche se mio padre mi diceva sempre che non era corretto gironzolare in casa d&#8217;altri mentre si era in visita non riuscivo a farne a meno. Era una vera e propria passione per me esplorare le case degli altri, era un po&#8217; come aprire una finestra sulla vita di quelle persone. Era bello potersi immergere per un istante nella vita di qualcun&#8217;altro. Immaginare la sua vita quotidiana, i desideri, le passioni, ecc&#8230; In fondo una casa è un po&#8217; la proiezione fisica di chi la abita e le varie stanze ne descrivono una parte specifica. Osservai la cucina e vidi che solo uno dei quattro fornelli era consumato ma non c&#8217;era traccia di aloni dovuti al calcare sulla griglia di metallo e questo sta ad indicare che quel fornello non aveva mai visto acqua per cucinare quindi le capacità culinarie di Domenico dovevano essere limitate al solo riscaldamento di cibi precotti. Osservai anche la stanza da pranzo. Era molto ordinata ma le cose messe alla rinfusa sul tavolino davano quel tocco di personalità spensierata che non guasta mai, di chi non si preoccupa di riordinare sempre tutto in modo nevrotico e l&#8217;assenza di quelle fastidiose pellicole di plastica che di solito si mettono sui divani per proteggerne il tessuto stava ad indicare che Domenico teneva molto di più ai suoi ospiti che a preoccuparsi che i divani si consumassero. Tuttavia i divani sembravano nuovi, o meglio non sembravano consumati eccessivamente e questo mi fece pensare che forse Domenico non ricevesse molti ospiti, dopotutto. Infine osservai anche la camera da letto. Sebbene vivesse da solo nella stanza c&#8217;era un letto matrimoniale. Forse in passato Domenico aveva avuto delle storie ma mi ricredetti subito quando ripensai a quello che mi disse sulla difficoltà per un gay di dichiararsi. Quel letto matrimoniale poteva essere una rappresentazione del suo desiderio umano di trovare un compagno. Alzando gli occhi vidi che c&#8217;era un crocifisso sopra il letto. Quindi Domenico era un cristiano come me e la cosa mi fece piacere perché voleva dire che nonostante quello che la Chiesa continua a dichiarare sui gay, lui pensava con la sua testa e non confondeva la Chiesa con Dio, esattamente come facevo io. Fino a quel momento pensavo di essere l&#8217;unico a farlo. Provai una grande gioia per questo tuttavia c&#8217;era qualcosa di strano in quella stanza o meglio non c&#8217;era qualcosa che avrebbe dovuto esserci. Non solo nella camera da letto ma in tutta la casa non c&#8217;era neanche una foto di famiglia. Questo non era un buon segno. Le possibili cause erano moltissime, ma quella che subito mi venne in mente forse per il nostro caso specifico era che l&#8217;outing di Domenico non fosse andato a buon fine come il mio ma non volli fare due più due subito.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ecco dov&#8217;eri! Non è molto che aspetti, vero?&#8221; disse una voce alle mie spalle. Era Domenico.</p>



<p>Quando lo vidi mi sentì quasi mancare. Era appena uscito dalla doccia, ancora grondante d&#8217;acqua e coperto solo da un telo doccia bianco. Muscoloso e massiccio da far paura. Ricoperto da una foresta di peli castani che raggiungevano il loro acme sul suo petto possente e maschio, sulla sua tartaruga e scendendo verso il suo pube, ancora coperto dal suo telo. Aveva delle cosce fantastiche, robuste, pelosissime e tutte da leccare. Un vero trionfo di madre natura. Un uomo con la U maiuscola. Un bellissimo esemplare di &#8220;Muscle bear&#8221;. Come era possibile che un uomo del genere fosse ancora single?</p>



<p>&#8220;Terra chiama Stefano!&#8221; disse in modo scherzoso schioccando le dita &#8220;Che c&#8217;è? Non dirmi che non hai mai visto un uomo nudo&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai un corpo perfetto. Sei davvero sexy&#8230;&#8221; dissi mettendogli una mano sul suo petto</p>



<p>&#8220;Si, lo so. Tutti quelli con qui sono stato mi hanno detto la stessa cosa.&#8221; e il suo viso divenne triste &#8220;Loro volevano soltanto sesso, ma a me non bastava e dopo aver ottenuto quello che volevano, se ne andavano.&#8221;</p>



<p>In quel momento mi sarei mangiato la lingua. Capendo che il mio complimento si era trasformato in una gaf colossale, cercai di scusarmi &#8220;Ti chiedo scusa, Domenico. I-io non vorrei che tu avessi pensato male di me per quello che ho detto sul tuo corpo. Forse adesso non è il caso che noi due&#8230; si, insomma&#8230; hai capito?&#8221;</p>



<p>&#8220;Come sei sensibile&#8230; lo sapevo. L&#8217;avevo immaginato che eri così quando ti ho incontrato.&#8221; disse lui e vedendomi visibilmente dispiaciuto e mi abbracciò dolcemente &#8220;Tranquillo, lo so che tu sei diverso. Non ho mai portato nessuno a casa mia di quelli con cui ho fatto sesso. Tu sei il primo&#8230; e spero con tutto il cuore che tu sia l&#8217;ultimo.&#8221; e mi mise una mano sulla guancia</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230;&#8221;</p>



<p>Domenico mi sorrise e i nostri sguardi si persero l&#8217;uno nell&#8217;altro. Le nostre labbra si avvicinarono sempre di più per abbandonarsi in un bacio fantastico.</p>



<p>Domenico sapeva baciare divinamente e qualcosa sotto il suo telo cominciava a risvegliarsi. Durante il bacio con incredibile foga e passione, Domenico mi tolse la maglietta e mi passò le mani sul petto e la schiena poi mi sfibbiò il bottone del jeans, scese la zip e staccandosi si abbassò per calarmi i pantaloni e poi anche le mutande. In un attimo mi ritrovai nudo e con l&#8217;uccello che segnava le 12. Domenico mi prese il cazzo in mano e iniziò una sega molto lenta, quasi ipnotica mentre mi stringeva a sé baciandomi il collo.</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230;. Oh&#8230; si&#8230; sei bravissimo&#8230; non fermarti&#8221; ero come in uno stato di trance</p>



<p>&#8220;Come sei bello, Ste. Mi piaci tanto.&#8221; disse mentre continuava a baciarmi il collo</p>



<p>Le mie mani scorrevano per le sue spalle e la schiena fino a che non raggiunsi il suo telo</p>



<p>&#8220;Vuoi quello che c&#8217;è dietro il telo? Allora vieni qui&#8221; disse Domenico</p>



<p>Presi il telo e glie lo tolsi e un cazzo di 25 cm fece un balzo per liberasi dal contenimento cui era costretto fino a qualche secondo prima. Non potevo credere ai miei occhi. Era bellissimo, leggermente tendente a sinistra, la cappella era tonda e rosea e il suo prepuzio era davvero invitante. Essendo così vicino al suo cazzo potevo sentirne l&#8217;odore ed era come una ghiotta esca che attira il pesce ignaro verso l&#8217;amo. Il cazzo di Domenico era stato accolto nella mia bocca. Era davvero bellissimo, così succulento, liscio e turgido, caldo e pulsante&#8230; In una parola, buono.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; oh, si&#8230; continua&#8230; mmm, sei bravo&#8230; continua dai&#8230; succhiamelo&#8230; si, così&#8230; mmm&#8230;&#8221; il mio servizietto aveva riscosso il successo sperato. Domenico era più che soddisfatto della mia bocca.</p>



<p>Alternavo pompate lente ad altre più veloci e incisive. Dopo un po&#8217; mi staccai e cominciai una sega leggera usando solo due dita con uno sguardo provocante fino a quando vidi un getto bianco arrivarmi in faccia. In un primo istante pensai di essere arrivato al dunque troppo presto, ma poi capì che era solo pre-sperma e leccandogli il cazzo dalle base fino alla punta e prendendo anche quello che mi era arrivato in faccio me lo presi tutto.</p>



<p>&#8220;Hai una pre-eiaculazione potente&#8221; dissi io con uno sguardo da maiale &#8220;Pensavo che stessi per venire. Chissà come sborri&#8230;&#8221; e ripresi la sega a due dita &#8220;Hai un cazzo fantastico, Domenico. Mi piace tantissimo. Non vedo l&#8217;ora di sentirlo in culo.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah si? Vieni qua&#8221; e di scatto mi prese in braccio con grande passione, mi stese sul letto e stendendosi accanto a me cominciò a baciarmi ovunque per poi prendermi il cazzo in bocca. Anche lui se la cavava. Quando faceva il vuoto mi sentivo come se potessi toccare il cielo con un dito. Mentre me lo succhiava le sue mani esploravano ogni centimetro del mio corpo, il petto, la pancia, le gambe, le braccia e poi alzandomi una gamba arrivò alla parte più importate. Dopo essersi fermato per un istante dal succhiarmi il cazzo per bagnarsi l&#8217;indice di saliva, Domenico riprese il pompaggio e iniziò a penetrarmi a ritmo della pompa. Mi sentivo sulla luna. Provavo piacere davanti e dietro contemporaneamente. Da una le dita diventavano due, poi tre e poi quattro e il mio testosterone cresceva assieme a loro.</p>



<p>&#8220;Non resisto più, Domè&#8230; Fammi tuo.&#8221; dissi io al culmine dalle passione</p>



<p>Domenico si alzò e prese dal secondo cassetto del comodino un profilattico e una boccetta di lubrificante. Dopo essersi messo la protezione si spalmò il cazzo di lubrificante e me ne mise un po&#8217; anche nel buco.</p>



<p>&#8220;Dammi le gambe&#8221; mi disse Domenico con un tono tra l&#8217;infoiato e l&#8217;imperativo</p>



<p>Mi stesi sul lato del letto e gli diedi le gambe che lui si mise sulle spalle e cominciò ad entrare. Mentre entrava sentì di nuovo quel dolore che però mi dava piacere proprio come mi successe con mio padre. Questo dolore però fu più forte non perché il cazzo di Domenico fosse più lungo di quello di mio padre dato che c&#8217;era solo 1 cm di differenza ma perché era più largo del suo. Sebbene provassi più dolore della volta precedente anche il piacere conseguente a quel dolore era più grande è questo mi aiutò a far entrare in me quel toro. Finalmente Domenico era dentro di me, mi sentivo dilaniare dentro ma per nulla al mondo avrei lasciato che quel manzo uscisse da me. Il dolore scomparve e rimase solo il piacere. Domenico iniziò a spingere e ad ogni suo affondo, sentivo la sua asta salire di più, sempre di più in me come se potesse arrivarmi fino allo stomaco. Il suono del suo pube che sbatteva contro mio culo era come la lancetta dei secondi di un orologio che ad ogni battito faceva aumentare il mio desiderio.</p>



<p>&#8220;Che bel culo che hai. Mmm&#8230; com&#8217;è caldo&#8230; si&#8230; Ti piace il mio cazzo in culo, eh? Ti piace?&#8221; &nbsp;</p>



<p>&#8220;Si, hai una bella mazza&#8230; Si&#8230; sfondami!!!&#8221; dissi nel delirio sei sensi</p>



<p>Domenico prese a stimolarmi i capezzoli ed io mi sentivo sempre di più in paradiso. La mie mani scorrevano in quella foresta di peli che sembrava infinita e di tanto in tanto gli davo qualche pacca sul lato delle natiche che era il punto massimo dove il mio braccio riusciva ad arrivare, per incitarlo.</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230;. di più&#8230; di più&#8230; Ah&#8230;. si, così&#8230;. non fermarti&#8230; si&#8230; oh, si&#8230;&#8221;</p>



<p>I miei incitamenti avevano ottenuto l&#8217;effetto desiderato. Domenico si sfilò da me e mi disse di mettermi di fronte al muro e così feci. Mi prese da dietro e mi trombò in questa posizione avvinghiandomi a sé. Sentivo le sue mani muoversi su tutto il mio corpo e il suo fiato sul mio collo mentre mi baciava con passione e mi scavava dentro.</p>



<p>&#8220;Vorrei che questo non finisse mai&#8230;&#8221; dissi io nell&#8217;impeto del desiderio</p>



<p>&#8220;Anch&#8217;io&#8230;&#8221; mi rispose Domenico e dopo un po&#8217; il suo fiato cominciò ad accorciarsi. &#8220;Oh, si&#8230; lo sento&#8230; sto per venire&#8230; lo vuoi assaggiare il mio latte?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230;&#8221; dissi io &#8220;Dammelo tutto in faccia.&#8221;</p>



<p>Domenico si sfilò da me e si tolse il preservativo ed io mi abbassai e mentre lui aveva iniziato a segarsi mi misi a leccargli lo scroto per incitarlo di più. La mia lingua si muoveva abilmente al di sotto di quei due serbatoi di virilità che non vedevano l&#8217;ora di svuotarsi. La mia lingua arrivò persino a stimolargli il perineo e quando arrivavo li sentivo Domenico sussultare dalla goduria. Avevo trovato un suo punto sensibile.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; come sei bravo&#8230; oh, si&#8230; si&#8230; lo sento&#8230; sto per venire&#8230; eccolo&#8230; lo sento&#8230; sta per uscire&#8230; AAAHHHWWW!!!!!&#8221;</p>



<p>Con un rapido movimento mi riportai di nuovo di fronte al suo cazzo e una marea di schizzi bianchi mi scaldarono la faccia. Alcuni di essi mi entrarono in bocca. Lo sperma di Domenico era buonissimo, mediamente denso, quasi bianco. Non avendo uno sperma eccessivamente denso, gli schizzi erano davvero potenti e li sentì massaggiarmi la faccia. I primi tre furono i più potenti poi in un calare di potenza fino a che il seme cominciò a colargli dal buchino dell&#8217;uretra. Presi con la mano tutto il prezioso liquido bianco di Domenico dalla mia faccia e me lo gustai tutto e dopo mi rimisi il suo cazzo in bocca per ripulirlo per bene e prendermi fino all&#8217;ultima goccia di quell&#8217;elisir di mascolinità. Dopo averlo ripulito per bene mi alzai e ci abbracciamo di nuovo e ci baciammo lungamente.</p>



<p>&#8220;Sei stato fantastico, Ste.&#8221; mi disse Domenico soddisfatto</p>



<p>&#8220;Grazie, anche tu sei stato eccezionale.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dai, adesso tocca a te. Anch&#8217;io ti voglio sentire dentro.&#8221; mi sussurrò all&#8217;orecchio mentre mi prendeva il cazzo in mano</p>



<p>In quel momento realizzai che i profilattici di Domenico erano troppo grandi per me che rientro nella media, ma in quell&#8217;istante mi venne in mente che quando feci sesso con mio padre lui mi aveva messo uno dei suoi profilattici e andavano bene. Mentre mio padre faceva il suo giro di telefonate presi uno dei suoi profilattici sperando che mi sarebbe servito con Domenico e me lo misi nel portafoglio. Cercai dunque nella tasca posteriore del mio jeans e presi dal portafoglio quel passaporto per il piacere. Bene, era fatta. Domenico si mise un cuscino sotto la schiena e si prese le gambe tirandole a sé. Presi un po&#8217; di lubrificante e me lo spalmai per bene sul cazzo e anche sul suo buco, mi misi inginocchiato sul letto davanti a lui e cominciai a penetrarlo con un dito. Il culo di Domenico era largo, si vedeva che aveva avuto molti altri rapporti prima di quel momento e così cominciai ad entrare e mi senti come risucchiare da quella bocca posteriore, vogliosa e ansiosa della mia medicina.</p>



<p>&#8220;Mmm&#8230; si&#8230; oh&#8230; si&#8230; trombami&#8230;&#8221; diceva Domenico</p>



<p>Dopo essermi messo le sue gambe sulle spalle, cominciai a spingere con foga crescente prima lentamente e poi sempre più veloce.</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; si&#8230; continua così Ste&#8230; non fermarti&#8230; non fermarti&#8230;&#8221; disse Domenico fra tante frasi sconclusionate</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; hai un culo fantastico&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Si&#8230; ed è tutto per te amore mio&#8230; fammi godere&#8230;&#8221;</p>



<p>Domenico mi incitava sempre di più e ad un certo punto mi prese la mano e si mise le mie dite in bocca una dopo l&#8217;altra e le succhiava come se fosse cazzi.&nbsp; Con l&#8217;altra mano mi godevo il suo possente petto peloso e di tanto in tanto gli stimolavo i capezzoli. Nel frattempo notai che il cazzo di Domenico si risvegliava e così glie lo presi in mano e cominciai e segarglielo e stuzzicarlo stimolandogli il frenulo con il pollice.</p>



<p>&#8220;Oh&#8230; si&#8230; mi fai sentire un animale in calore&#8230; siiiiiii&#8230;..&#8221; Domenico era sulla luna dal piacere e questo fece arrapare anche me fino al punto che cominciai a sentire il mio cazzo pulsare. L&#8217;orgasmo era vicino.</p>



<p>&#8220;Sto per venire, Domè non resisto più&#8230;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Allora stenditi, che ci penso io a te&#8230;&#8221; e cambiammo di nuovo posizione. Io mi stesi sul letto e Domenico si mise seduto sopra di me e cominciò a spingere sempre più veloce e incisivo.</p>



<p>&#8220;Oh si! così&#8230; ah&#8230; così&#8230; ah&#8230; mmm&#8230; sto per venire&#8230; si&#8230; oh, si&#8230; non fermarti&#8230; sta per uscire&#8230; ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>&#8220;Oh, si&#8230; oh&#8230;&#8221; disse Domenico sentendo le mie contrazione orgasmatiche nel suo culo &#8220;bravo&#8230; si&#8230; mmm&#8230;.&#8221;</p>



<p>&#8220;E&#8217; stato magnifico!&#8221; dissi ancora con il fiatone</p>



<p>Domenico si sfilò da me e mi guardò &#8220;mmm&#8230; è bello pieno. Avevo giusto un po&#8217; di sete&#8230;&#8221; e detto questo mi tolse il preservativo e si dissetò con il mio seme.</p>



<p>Dopo aver vuotato il profilattico Domenico si stese accanto a me e il suo cazzo era ancora sugli attenti.</p>



<p>&#8220;Ehi, posso avere un&#8217;altro assaggio?&#8221; dissi con uno sguardo provocante</p>



<p>&#8220;Ma certo, vieni qui.&#8221; e mi mise la mano dietro la testa come per guidarmi</p>



<p>Ancora una volta potei sentire in bocca la consistenza di quel cazzo fantastico. Domenico godeva sempre di più fino a che non senti il suo cazzo pulsare ed espellere per la seconda volta quel meraviglioso nettare di virilità. Eravamo soddisfatti ampiamente ed io mi lasciai avvolgere dalle sue braccia mentre mi stringevo a lui. Ci addormentammo in questa posizione. Ci svegliammo verso le 16:00.</p>



<p>&#8220;Ehi&#8230;&#8221; gli dissi con uno sguardo dolce accarezzandogli la guancia &#8220;allora non è stato un sogno.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8221; mi disse &#8220;io sono qui, con te. E non ti lascerò mai.&#8221; e ci baciammo di nuovo con passione ma poi guardai la sveglia sul comodino</p>



<p>&#8220;Domenico, sono le quattro. Devi tornare in officina.&#8221;</p>



<p>&#8220;No&#8230; non voglio tornare all&#8217;officina oggi. Si sta così bene qui&#8230;&#8221; e mi strinse forte &#8220;Voglio restare così per tutto il giorno.&#8221; e mi baciò di nuovo</p>



<p>&#8220;Ok&#8221; risposi io. In quel momento in rivenne in mente quello che avevo notato prima, l&#8217;assenza di fotografie. Sebbene ogni mia singola cellula non volesse rovinare quel momento la mia curiosità alla fine ebbe la meglio.</p>



<p>&#8220;Domè&#8230; posso farti una domanda?&#8221;&nbsp;</p>



<p>&#8220;Certo giò. Dimmi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; ho notato che non ci sono fotografie né qui e né in nessun&#8217;altra stanza&#8230; come mai?&#8221;</p>



<p>Domenico emise un sospiro e il suo volto divenne triste.</p>



<p>&#8220;Accidenti, ho sbagliato di nuovo. Ti chiedo scusa. Non sei costretto a rispondermi.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;No giò&#8230;&#8221; mi disse Domenico &#8220;Non scusarti. E&#8217; giusto che tu me lo chieda&#8230; e poi adesso siamo una coppia e non voglio che ci siano segreti fra noi.&#8221; e Domenico cominciò a raccontarmi la sua storia.</p>



<p>Domenico mi confessò che era stato cacciato di casa da suo padre quando aveva scoperto che era omosessuale. Durante il quarto anno di liceo Domenico si era innamorato di un suo compagno di classe e si frequentarono per un po&#8217;. Un giorno mentre erano da soli nella sua stanza intenti a risolvere delle equazioni di terzo grado, tra un numero e l&#8217;altro le loro mani entrarono in contatto, i loro occhi si incontrarono e le loro labbra si trovarono. Si erano appena tolti le magliette quando il padre irruppe nella stanza e li sorprese. Il padre di Domenico andò su tutte le furie e li cacciò entrambi fuori di casa. Non potendo contare sull&#8217;appoggio di sua madre poiché era mancata moltissimi anni prima quando era bambino, Domenico andò ad abitare con suo zio, il fratello del padre che lo accolse ben volentieri come un figlio a da allora non ebbe più contatti con suo padre. Provai una grande tristezza per lui e per la prima volta realizzai davvero quanto fossi stato fortunato ad avere una famiglia così aperta. Non che prima non lo sapessi, ma essendo cresciuto in un ambiente privo di chiusure mentali ciò rappresentava la normalità per me&#8230; ma mi sbagliavo, e di grosso anche. Il quel momento mi ricordai quello che mio padre mi aveva detto sull&#8217;imparare dalle cose brutte e capì che lui non voleva dire che si impara solo dalle proprie cose brutte, come io avevo intuito ma anche da quelle degli altri, di quelli che ci sono vicini. Da quel momento abbandonai per sempre il mio essere semplicistico e prevenuto. Non sarei più stato quello che si faceva mille problemi mentali per fare qualcosa ma avrei corso i miei rischi, come fanno tutti. &nbsp;</p>



<p>&#8220;Mi dispiace tanto&#8230; per quello che ti è successo, davvero. E mi dispiace anche di avertelo dovuto ricordare&#8230;&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Non ti preoccupare, giò. Il passato è passato. Ormai quello è un capitolo chiuso per me. Adesso voglio pensare al futuro&#8230; e il mio futuro sei tu.&#8221; e mi baciò con tenerezza</p>



<p>&#8220;Domenico, ascolta&#8230; devo confessarti una cosa.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dimmi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ecco&#8230; io&#8230; l&#8217;altro giorno&#8230; ho fatto sesso con mio padre. Sai&#8230; lui è un orsone da far paura.&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai capito&#8230; Tuo padre ti vuole proprio bene, eh? ahahahah&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Già.. comunque quello che volevo dirti è che lui mi ha proposto di fare un po&#8217; di sesso di gruppo con lui e i suoi amici, anche loro sono dei maschioni veraci. Il tutto era fissato per domani ma io ho deciso di non farlo più.&#8221;</p>



<p>&#8220;Sei impazzito?! E perché mai vuoi perdere un&#8217;occasione del genere?&#8221;</p>



<p>&#8220;Come perché? Per te. Adesso sono il tuo compagno e non credo che sia il caso di fare sesso con qualcun&#8217;altro&#8230; a meno che&#8230; a te vada bene e ti unisca a noi.&#8221;</p>



<p>&#8220;Se è per farti contento, sono disposto a sacrificarmi volentieri&#8230;&#8221; mi disse ironicamente</p>



<p>&#8220;Si, certo. Sono sicuro che sarà un sacrificio molto sofferto, il tuo.&#8221; e ci mettemmo a ridere insieme</p>



<p>&#8220;Come sono questi due maschioni?&#8221; mi chiese Domenico</p>



<p>&#8220;Sono due superfighi. Con loro il divertimento è assicurato, fidati.&#8221;</p>



<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora&#8221; disse stringendomi forte a lui</p>



<p>Passai la restante parte della giornata e la notte a casa di Domenico. Il giorno seguente, dopo aver fatto colazione insieme, io e Domenico uscimmo di casa ma mentre eravamo sulla porta squillò il telefono.</p>



<p>&#8220;Tranquillo, rispondi. Io ti aspetto fuori&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ci metto un attimo&#8221; disse Domenico</p>



<p>Poco dopo sentì Domenico urlare come un ossesso.</p>



<p>&#8220;LASCIAMI IN PACE!!!!!&#8221; fu tutto quello che riuscì a capire e sebbene fossi preoccupato per lui pensai che forse era meglio non approfondire per il momento e quando tornò feci finta di non aver sentito nulla. Domenico mi accompagnò a casa e andò all&#8217;officina. Quando arrivai i miei stavano quasi per uscire. Mia madre era in camera da letto per prendere le sue valige e mio padre era in sala da pranzo. Dissi ai miei quello che era successo ed entrambi furono molto felici per il fatto che avessi trovato una brava persona.</p>



<p>&#8220;Stefano, Sono felice per te.&#8221; disse mia madre abbracciandomi forte e poi guardando l&#8217;orologio &#8220;Vincenzo, dobbiamo andare adesso, altrimenti perdo l&#8217;aereo. Ciao Ste. Promettimi che quando ritornerò ceneremo insieme e ce lo farai conoscere.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo ma&#8217;, stai tranquilla.&#8221; e mia madre mi abbracciò piena di felicità e poi uscì di casa assieme a mio padre.</p>



<p>Dopo essermi fatto una doccia veloce andai all&#8217;università. Quella mattina avevo due lezioni ma avendo la mente da tutt&#8217;altra parte, portai il mio registratore portatile per registrarle entrambe e poterle riascoltare in un momento in cui il mio livello ormonale mi avrebbe consentito di capirci qualcosa. Quando tornai a casa mio padre era già tornato.</p>



<p>&#8220;Ciao, pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Ciao, Ste.&#8221;</p>



<p>&#8220;Allora dimmi di questo Domenico. Hai visto che avevo ragione?&#8221;</p>



<p>&#8220;Si pa&#8217;, avevi ragione. Ti ringrazio tanto per avermi spronato a farmi avanti. Se non fosse stato per te non avrei mai capito che anche lui mi voleva. Non so che fare per dimostrarti quando ti sono grato&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Vederti felice è la ricompensa più grande che io possa chiedere, Ste&#8217;.&#8221; e mio padre mi abbracciò forte &#8220;Ma dimmi&#8230; Domenico lo sa che oggi noi&#8230; si insomma&#8230; hai capito.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo&#8230; verrà anche lui.&#8221;</p>



<p>&#8220;Dici sul serio? Non vedo l&#8217;ora che arrivi oggi pomeriggio&#8230; Sai come si dice in questi casi?&#8221;</p>



<p>&#8220;Più siamo e più ci divertiamo?&#8221;</p>



<p>&#8220;Proprio così.&#8221; e ridemmo insieme</p>



<p>Erano le 12:45 e il mio stomaco avrebbe dovuto mugolare per la fame, ma tra l&#8217;euforia e l&#8217;eccitazione si era come bloccato. Mangiai comunque pensando al fatto che tra qualche ora mi sarebbero servite parecchie energie e dovevo fare il pieno. La sera precedente mia madre ci aveva preparato pasta con ragù alla bolognese e l&#8217;aveva poi messa in un contenitore che conservò nel frigo. Mio padre uscì il contenitore dal frigo e dopo aver atteso che la pasta scongelasse, la mise in padella e accese il fornelletto medio per dargli una scaldata. Davvero buona. Mia madre è una cuoca eccezionale.</p>



<p>Poco dopo suonò il citofono. Era Domenico. Lo feci entrare e lo presentai a mio padre.</p>



<p>&#8220;Molto piacere signor Vincenzo. Io sono Domenico.&#8221;</p>



<p>&#8220;Piacere mio, Domenico.&#8221; e mio padre squadrò Domenico con un&#8217;espressione libidinosa &#8220;Mmm&#8230; comincio ad essere un po&#8217; geloso di mio figlio&#8230;&#8221; e scoppiamo tutti a ridere</p>



<p>&#8220;Stavamo preparando il caffè. Lo prendi anche tu, Domenico?&#8221; chiese mio padre</p>



<p>&#8220;Certo, grazie.&#8221; disse Domenico e io e lui ci sedemmo sul divano per guardare un po&#8217; di tv</p>



<p>Dopo qualche minuto mio padre tornò con il caffè e si sedette con noi e cominciammo a chiacchierare del più e del meno.</p>



<p>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di conoscere la tua famiglia, Domenico.&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Pa&#8217;&#8230; io non credo che questo possa accadere&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Perché?&#8221; chiese mio padre ed io e Domenico ci guardammo negli occhi.</p>



<p>&#8220;Mia madre è morta quando ero piccolo e&#8230; non vedo mio padre da quando avevo 18 anni.&#8221; disse Domenico e poi cominciò a raccontare la sua storia che prima aveva raccontato a me.</p>



<p>&#8220;Domenico&#8230; non so che dire. Scusami&#8230; io non immaginavo&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Non si preoccupi&#8230; è tutto nel passato. Vivo nel presente adesso, e quando sto con suo figlio vedo il mio futuro.&#8221; e mi mise un braccio intorno al collo e mi diede un bacio</p>



<p>&#8220;Siete bellissimi insieme. Congratulazioni ragazzi.&#8221; disse mio padre</p>



<p>&#8220;Grazie pa&#8217;.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;La ringrazio.&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Ascolta pa&#8217;&#8230;&#8221; dissi io &#8220;ma dove ci mettiamo per &#8216;fare ginnastica&#8217;?&#8221;</p>



<p>&#8220;Nella stanza da letto&#8221; rispose mio padre</p>



<p>&#8220;Allora sarà meglio se togliamo tutto quello che si potrebbe rompere&#8230; noi siamo in cinque e non vorrei che nella foga si rompesse qualcosa. Giusto per stare più tranquilli.&#8221;</p>



<p>&#8220;Penso che tu abbia ragione, Ste&#8217;. Vieni, aiutami a sgombrare la stanza da letto.&#8221;</p>



<p>&#8220;Certo pa&#8217;.&#8221;</p>



<p>&#8220;Se volete vi aiuto anch&#8217;io&#8230;&#8221; disse Domenico</p>



<p>&#8220;Ma no, tu sei ospite. Ci pensiamo noi.&#8221; disse mi padre</p>



<p>&#8220;Non c&#8217;è molto da spostare, tranquillo&#8221; dissi io &#8220;Sarà questione di un minuto.&#8221; e io e mio padre andammo nella stanza da letto</p>



<p>Nell&#8217;angolo accanto alla porta c&#8217;era un tavolino alto e tondo con un vaso (con o senza fiori, a seconda del caso) che mettemmo dentro la mia stanza. Accanto al letto c&#8217;era la scrivania-specchio di mia madre che spostammo anch&#8217;essa nella mia stanza. Fortunatamente era leggera. Dopo aver sgombrato i comodini e il comò di tutti i loro soprammobili, composti da piccole statuette e anche la sveglia-radio di mio padre e posacenere vari dalle forme più strane e averli messi sul tavolo della sala da pranzo tutto era pronto per il grande evento. Mentre mettevamo apposto gli ultimi soprammobili suonò il citofono. I nostri ospiti era arrivati. Mio padre andò a rispondere e fece salire i suoi amici. Mi sentivo tutto un fremito e il cuore mi andava a mille. La porta di casa si aprì e Rosario e Giacomo entrarono in casa ed io nella mia testa sentivo le trombe che facevano la musica hot che di solito si sente nei film quando qualcuno/a sexy fa il suo ingresso nella scena. Mio padre fece accomodare i nostri ospiti nella sala da pranzo, ma prima di proseguire credo sia il caso che ve li descriva.</p>



<p>Rosario, detto Sasà è davvero un figo da paura. Alto 1.75 quindi poco più alto di me, capelli biodo-paglia e profondi occhi castani, brizzolato, tendente al bianco e con una barba a baffo grosso di quelli che curvando quasi a 90° arrivano il mento. Il resto della barba era un po&#8217; incolta direi di circa tre giorni e gli dava quel tocco di rudezza e virilità che ti fa salire gli ormoni a manetta. Ha un viso simpatico e magnetico. Ricordo ancora che tutte le volte che passavo dalla sala da pranzo per andare al bagno, lui vedendomi mi faceva sempre l&#8217;occhiolino. Se fossi stato come sono ora me lo sarei fatto già da un pezzo. Massiccio e muscoloso. Braccia pelose, scolpite ma non troppo. L&#8217;età lo aveva farcito un po&#8217;, ma quel ripieno in più lo rendeva ancora più figo. Portava sempre una maglietta senza maniche bianca che faceva risaltare molto il suo torace davanti e la schiena dietro e un bel paio di jeans logori che gli delineavano le cosce e sopratutto il pacco. Se avesse avuto una camicia a quadri rossa, sarebbe stato uguale a uno di quei camionisti che si vedono nei video porno. Possiamo quindi dire che Sasà sia un bell&#8217;esemplare di &#8220;Mature Muscle Bear&#8221;.</p>



<p>Dopo Sasà c&#8217;è Giacomo. Giacomo è alto 1.60. Meno brizzolato di Sasà ma un po&#8217; stempiato. Capelli castani e occhi azzurro mare. Con due bei mustaccioni stile daddy. Braccia e gambe grosse e poco pelose. Era solito usare le polo e di solito ne indossava una blu che gli metteva in rilievo i capezzoli e delineava il suo pancione che niente aveva da invidiare a quello di mio padre. Dai bottoni che lasciava aperti si poteva intravedere un bel ciuffo di peli sbucare fuori. Invece dei jeans, Giacomo indossava sempre dei pantaloni di tessuto marrone oppure grigio di quelli che fanno risaltare il pacco. Ogni volta che lo vedevo di profilo la mia mano sembrava fremere di volontà propria e voleva avventurarsi nel suo cavallo per sentire la consistenza di quel pacco. Giacomo è davvero un gran bel &#8220;Chubby&#8221;.</p>



<p>&#8220;Salve a tutti&#8221; disse Rosario che d&#8217;ora in poi chiameremo Sasà</p>



<p>&#8220;Saaalve&#8221; disse Giacomo con un tono maialesco vedendo me e Domenico</p>



<p>&#8220;Salve a voi. E&#8217; un piacere conoscervi&#8221; dissi io &#8220;Un uccellino, anzi&#8230;&#8221; e guardai mio padre con un espressione maialesca &#8220;un uccellone mia detto che voi due volete farmi la festa, vero?&#8221;</p>



<p>&#8220;Puoi dirlo forte&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;E&#8217; da tanto tempo che non facciamo sesso.&#8221; e si strinse il pacco &#8220;Tuo padre ci ha detto che sei un succhiacazzi fenomenale e noi siamo tanto arrapati&#8230;&#8221; disse stringendosi ancora il pacco ed io notai che quel pacco cominciava ad acquistare vigore</p>



<p>&#8220;State tranquilli, ci penso io&#8230; anzi&#8230;&#8221; e guardai Domenico mettendogli un braccio intorno al collo &#8220;Ci pensiamo noi a voi!&#8221;</p>



<p>&#8220;Ah già, ho dimenticato di fare le presentazioni.&#8221; disse mio padre &#8220;Lui si chiama Domenico. E&#8217; il compagno di mio figlio.&#8221;</p>



<p>&#8220;Accipicchia&#8230;&#8221; disse Giacomo squadrando Domenico dalla testa ai piedi</p>



<p>&#8220;Ottima scelta ragazzo!&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Bene, bene&#8221; disse mio padre &#8220;Ci sono tutte le premesse per un orgia con i fiocchi. Dai, andiamo tutti nella stanza da letto e diamoci dentro!&#8221;</p>



<p>Io, Domenico, mio padre e Sasà e Giacomo ci avviammo nella stanza da letto ma prima di entrarvi ci spogliammo completamente e lasciammo i nostri abiti nella mia stanza così dopo li avremo trovati puliti.</p>



<p>&#8220;Allora?&#8221; dissi io con tono provocante &#8220;Chi vuole essere il primo?&#8221;</p>



<p>&#8220;Io&#8221; disse Sasà &#8220;Vieni qui e fammi vedere se sei bravo come dice tuo padre.&#8221; Sasà aveva già il cazzo in tiro. Era davvero bellissimo. Larghezza e lunghezza erano bilanciate, di certo al di sopra della media ma non eccessivamente grande. Il prepuzio sembrava incapace di contenere quella cappella tonda, rosa e succosa che per metà era già fuori pronta e desiderosa di una bocca calda ed accogliente. Sasà aveva il cazzo depilato. Tante volte avevo visto nei miei video porno preferiti attori che avevano il cazzo depilato e desideravo tanto poterne &#8216;tastare&#8217; uno dal vivo ed ora avevo la possibilità di farlo.</p>



<p>Senza ulteriori indugi mi diressi verso Sasà mi abbassai e gli presi in mano quel bel salsicciotto pulsante e cominciai a menarglielo un po&#8217; giusto per farlo riscaldare. Nel frattempo Giacomo si era messo accanto a Sasà e si gustava la scena e allora io lo guardai voglioso e gli dissi &#8220;Tranquillo&#8221; e mi misi a solleticargli le palle per fargli venire un erezione che in pochi gli risvegliò il cazzo &#8220;Non mi sono scordato di te.&#8221; e gli feci l&#8217;occhiolino</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; che bello&#8230; ah&#8230;&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; a mio figlio piace tanto solleticare i cazzi degli altri.&#8221; disse mio padre ridendo e poi si mise a spompinare Domenico.</p>



<p>&#8220;Perché non lo fai anche a me?&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Va bene, stenditi sul letto che ci penso io a te.&#8221; e Sasà si stese sul letto</p>



<p>Cominciai con una sola mano, la destra. Gli feci allargare le gambe e cominciai a stimolargli il perineo e poi cominciai a salire passando per le palle fino alla punta proprio all&#8217;altezza del frenulo per poi fare la strada a ritroso. Il cazzo di Sasà cominciò a danzare in modo frenetico. Con il cazzo depilato il solletico viene ancora meglio.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; Mmm&#8230; si&#8230;oh&#8230; continua&#8230; non ti fermare&#8230; Ah&#8230;&#8221; Sasà era in estasi e questo di riflesso fece arrapare anche me</p>



<p>Ad un certo punto mi concentrai sul frenulo e passavo un dito sul contorno del prepuzio fino a quando inaspettatamente la mano sinistra gli solleticai lo scroto. Sasà sembrava posseduto.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ancora&#8230; ANCORAAAAAAAAA!!!!!!&#8221;</p>



<p>&nbsp;&#8220;Quanto ne vuoi, caro.&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ah, basta&#8230; non resisto più&#8230; succhiamelo. Si, succhiamelo.&#8221;</p>



<p>Senza farmi attendere fagocitai il cazzo di Sasà e cominciai a succhiarglielo con foga sempre più crescente ma senza andare troppo veloce. Volevo gustarmi completamente la salsiccia di Sasà. Nel frattempo Giacomo si era disteso nel letto accanto a Sasà e cominciò a baciarlo con passione e stimolargli i capezzoli. Ad un certo punto si staccarono e Giacomo disse &#8220;Vieni figliolo. C&#8217;è spazio anche per te qui&#8230;&#8221; e così mi misi a sandwich tra Giacomo a Sasà. Mentre mi godevo il cazzo di Sasà, da dietro sentivo quello di Giacomo strusciare contro il mio culo e mentre mi bacava il collo e mi accarezzava le spalle e la schiena potevo anche sentire il suo pancione premere contro di me. Mi sentivo in paradiso. Nel frattempo mio padre e Domenico si erano scambiati i ruoli. Adesso era Domenico che spompinava mio padre. Dopo aver assaggiato per bene il cazzo di Sasà mi girai verso Giacomo e lo baciai con passione stringendolo a me. Dopo scesi giù e gli succhiai i capezzoli mentre con la mano mi godevo la sua panciona e nel frattempo Sasà iniziò a baciarmi il collo e mi prese il cazzo in mano e cominciò a segarmelo lentamente. Dopo i capezzoli scesi ancora e mi avvinghiai a quell&#8217;enorme pancione e iniziai a baciarlo e leccarlo ovunque. Rispetto alla pancia di mio padre, quella di Giacomo era molto meno pelosa e leggermente meno soda, ma comunque mi faceva impazzire.</p>



<figure class="wp-block-image alignfull size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="518" src="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_5.jpg?resize=1024%2C518&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4594" srcset="https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_5.jpg?resize=1024%2C518&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_5.jpg?resize=300%2C152&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_5.jpg?resize=768%2C389&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.orsi-italiani.it/wp-content/uploads/2024/07/racconti-gay-bear_bear-gay_5.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;Che bel pancione che hai, Giacomo.&#8221; dissi in preda al delirio</p>



<p>&#8220;Goditelo tutto, figliolo. Si, così&#8230;bravo&#8230; bravo..&#8221; disse Giacomo per incitarmi</p>



<p>Dopo aver fatto il pieno del pancione di Giacomo scesi ancora più giù e mettendomi a carponi sul letto cominciai a succhiare il cazzo di Giacomo. Giacomo aveva un cazzo di lunghezza media molto simile al mio con una cappella dalla forma più allungata rispetto a quella di Sasà ma le sue palle erano belle grosse, più di quelle di Sasà. &#8220;Chissà quanta sborra ci sarà li dentro&#8230;&#8221; pensai tra me</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; bravo&#8230; così&#8230; bravo figliolo&#8230; succhialo tutto&#8230; si&#8230; bravo, così&#8230; oh&#8230;&#8221; anche Giacomo era soddisfatto della mia bocca</p>



<p>Ad un certo punto senti un calore umido nel culo. Sasà si era alzato e aveva iniziato ad aprirmi il buco con la sua lingua. Di tanto in tanto ci spuntava dentro e con il dito mi penetrava un po&#8217; per poi riprendere i colpi di lingua.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; continua Sasà&#8230; ah&#8230; ah&#8230; non vedo l&#8217;ora&#8230; ah&#8230; di sentire ah&#8230; quel bel missile pelato in culo&#8230; ah&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;Hai un culo da sballo.&#8221; disse tra una leccata e l&#8217;altra &#8220;Si, è fantastico&#8230; non vedo l&#8217;ora di aprirtelo in due&#8230;&#8221;</p>



<p>Continuai a succhiare con avidità il cazzo di Giacomo finche non ebbe un sussulto e senti in bocca il sapore della sua pre-sborra.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; Eheheheh&#8230; me ne hai fatta uscire un po&#8217;&#8230; bravo continua così&#8230;&#8221; disse Giacomo</p>



<p>&#8220;E&#8217; questo è niente&#8221; dissi io &#8220;il bello deve ancora arrivare&#8221;</p>



<p>Con la coda dell&#8217;occhio vidi mio padre che stava mettendo il profilattico a Domenico e allora decisi che era il momento di fare sul serio.</p>



<p>&#8220;Sasà&#8221; dissi io &#8220;prendi un profilattico e mettitelo. Voglio sentirti dentro&#8221;</p>



<p>Sasà non si fece aspettare. Mi rimisi disteso e mi avvinghiai a Giacomo che ripresi a baciare con passione. Dopo aver armato la sua pistola e averla lubrificata per bene assieme al mio culo cominciò ad entrare. Essendo abituato al cazzo di Domenico che era più largo di quello di Sasà non sentì dolore ma solo un enorme piacere. Sasà cominciò a fottermi con vigore e velocità crescente mentre io ero avvinghiato a Giacomo mi godevo ogni millimetro del suo corpo.</p>



<p>&#8220;Giacomo girati, che facciamo un 69.&#8221; gli sussurrai all&#8217;orecchio e lui ne fu felice e si girò e cominciammo a succhiarci il cazzo a vicenda. Mi sentivo in paradiso. Uno stallone dietro mi faceva la festa e un bel 69 davanti. Restammo in questa posizione per un&#8217;ora abbondante. Sasà aveva una resistenza incredibile, proprio come mio padre. I maschi della loro generazione sono proprio delle macchine per il sesso. Mio padre si offrì di prendere il posto di Giacomo e così lui di alzo dal letto e iniziò a succhiare il cazzo a Domenico mentre mio padre prendendo il posto di Giacomo mi aveva dato il suo cazzo in bocca. Mi gustai ancora una volta il cazzo di mio padre in tutta la sua possanza. Il mio desiderio aumentava sempre di più fino a che mi sentì strano. Sasà, non so come era riuscito a stimolarmi la prostata e mi aveva provocato un orgasmo anale.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; ma&#8230; ah&#8230; che&#8230; succede?&#8221;</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; Sasà ti ha stimolato la prostata.&#8221; mi disse mio padre</p>



<p>&#8220;Ti è piaciuto, eh?&#8221; disse Sasà con il fiatone</p>



<p>&#8220;Si&#8230; è stato bello&#8230; fottimi&#8230; fottimi&#8230;&#8221; dissi nel impeto della passione</p>



<p>Ripresi a succhiare il cazzo di mio padre e ad un certo punto il fiato di Sasà cominciò ad accorciarsi.</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; sto per venire&#8230; si, sto per sborrare&#8230; si&#8230; lo sento&#8230;&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Voglio berlo tutto, Sasà.&#8221;</p>



<p>Allora Sasà si sfilò da me e si tolse il profilattico e io cominciai a succhiargli il cazzo con foga ma sempre mantenendo un velocità media perché volevo godermelo fino in fondo.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; lo sento&#8230; sta per arrivare figliolo&#8230; si, sta per arrivare&#8230;&#8221; disse Sasà</p>



<p>&#8220;Avanti Ste&#8217;&#8230; fallo venire&#8221; mi incitava mio padre</p>



<p>&#8220;Ah, si&#8230; eccolo&#8230; arriva&#8230; si&#8230; ECCOLO&#8230;. AAAAAAAHHHHHHHHHHHWWWWWWWW!!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>Il cazzo di Sasà cominciò a pulsare in modo frenetico e la mia bocca si riempì del suo nettare di virilità. Lo assaporai per bene e poi lo mandai giù. Continuai a succhiare il cazzo di Sasà fino a quando non si ammosciò del tutto.</p>



<p>&#8220;Sei proprio un succhiacazzi con i fiocchi.&#8221; disse Sasà ancora ansimante &#8220;Tuo figlio è meglio di una troia, Vicè&#8230;&#8221; disse a mio padre</p>



<p>Nel frattempo Domenico si stava facendo sbattere da Giacomo e anche lui era vicino all&#8217;orgasmo. Allora Giacomo si sfilò e si tolse il profilattico e Domenico cominciò la pompa finale.</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; si&#8230; sto per venire&#8230; si&#8230; ah&#8230; vengo&#8230; vengo&#8230; VENGO&#8230;. AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!!!&#8221; Domenico con uno scatto si mise davanti al cazzo di Giacomo e in pochi istanti i suoi schizzi gli avevano riempito la faccia. Domenico prese la sborra di Giacomo e se la gustò tutta senza lasciarne neppure una goccia. Adesso era il turno di mio padre.</p>



<p>&#8220;Vieni qui pa&#8217;&#8230; adesso tocca a te.&#8221; dissi con tono voglioso</p>



<p>&#8220;Ascolta Ste&#8217;, Giacomo e Sasà hanno avuto la loro razione di solletico ma io no&#8230;&#8221; disse facendomi uno sguardo da cucciolo</p>



<p>&#8220;Ok, stenditi e lascia fare a me.&#8221; e anche mio padre ricevette la sua razione di solletico. Dopo un po&#8217; iniziai a succhiare il cazzo di mio padre e lo sentì pulsare.</p>



<p>&#8220;Stai per venire pa&#8217;?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Si&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;E vuoi venire?&#8221; gli dissi io</p>



<p>&#8220;Si, non resisto più. Fammi venire Ste&#8217;&#8230;&#8221;</p>



<p>Allora iniziai a segare mio padre con foga e velocità.</p>



<p>&#8220;Vediamo quanto riesci a resistere&#8230;&#8221; dissi emulando lo stesso gioco erotico che lui aveva fatto con me qualche giorno prima.</p>



<p>&#8220;Eheheheh&#8230; guarda che io ho una resistenza più alta della tua, sai?&#8221; disse mio padre ridendo</p>



<p>&#8220;Ah, si? Allora ci penso io&#8230;&#8221; disse Domenico cominciando a solleticare lo scroto a mio padre.</p>



<p>&#8220;Come la mettiamo adesso, eh?&#8221; dissi io</p>



<p>&#8220;Ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; ah&#8230; si&#8230; ah&#8230; ah&#8230; uhm&#8230; AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&#8221;</p>



<p>Il cazzo di mio padre cominciò ad eruttare sperma che finì sul suo petto e sulla sua panciona. Dopo averlo svuotato per bene, io e Domenico cominciammo e leccarlo ovunque per prendere tutto quello squisito miele bianco. Io gli presi quello che era finito sul petto, Domenico invece gli ripulì la pancia e leccando leccando ci avvicinammo l&#8217;un l&#8217;latro fino a baciarci con passione realizzando una vera e propria versione porno gay della scena dello spaghetto di &#8216;Lilli e il vagabondo&#8217;.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Abbiamo vinto noi!&#8221; dicemmo all&#8217;unisono io e Domenico</p>



<p>&#8220;Eheheheheh&#8230; mascalzoncelli!&#8221; disse mio padre ancora col fiatone</p>



<p>Adesso era il nostro turno. Io e Domenico avremmo chiuso in bellezza quell&#8217;orgia fantastica&#8230; ma l&#8217;andazzo della serata prese una piega del tutto inaspettata. Mentre io e Domenico stavamo per avvinghiarci sentimmo qualcuno urlare fuori.</p>



<p>&#8220;Domenico!!!!!!!!!!! Lo so che sei li! Domenico!&#8221;</p>



<p>Ma chi poteva essere ad urlare in quel modo? L&#8217;espressione di Domenico cambiò e dall&#8217;imbarazzo che gli leggevo in volto capì che lui sapeva chi fosse ad urlare.</p>



<p>&#8220;Le chiedo scusa, signor Vincenzo ma&#8230; potrebbe fare salire quell&#8217;uomo che sta dando spettacolo? Non voglio che attiri l&#8217;attenzione&#8230;&#8221;</p>



<p>&#8220;D&#8217;accordo, Domenico&#8221;</p>



<p>Mio padre andò nella mia stanza e dopo essersi rimesso le mutande e i pantaloncini andò a prendere quell&#8217;uomo e lo fece salire. Nel frattempo anche noi altri c&#8217;eravamo rivestiti e ci eravamo spostati nella sala da pranzo. Ero in apprensione, un&#8217;atmosfera gelida e pesante era calata su di noi e lo sguardo di Domenico non prometteva niente di buono.</p>



<p>&#8220;Domenico, che cosa sta succedendo?&#8221; chiesi io ma lui non rispose</p>



<p>Dopo qualche istante mio padre tornò con un&#8217;altro uomo. Era visibilmente ubriaco.</p>



<p>&#8220;Ti avevo espressamente chiesto di lasciarmi in pace!&#8221; disse Domenico arrabbiato &#8220;Si può sapere che cosa vuoi da me&#8230; papà?&#8221;</p>



<p>Non potevo credere alle mie orecchie.</p>



<p>[Continua]</p>



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<p><em>Racconto di Fanozzo &#8211; Spero che questa storia vi sia piaciuta. Nel caso aveste delle idee, spunti per altre storie potete contattarmi a questo <a href="mailto:stefano_339@yahoo.it">indirizzo</a></em></p>
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