Il sole splendeva alto nel cielo e baciava la gran via e la
chueca di Madrid, e come si sa, bacia gli orsetti belli. Mi ritrovavo infatti
li assieme al mio fidanzato Marco, che mano nella mano, mi scortava nei meandri
di quel madrileno arcobaleno, eravamo intenti infatti a trovare un bel localino
in cui appartarci, Marco era appena atterrato ed era desideroso di raggiungermi
per una piccola vacanza. Mi stupì anticipando il suo arrivo previsto per le
vacanze natalizie, rendendomi quindi felice come una pasqua nel mio periodo di Erasmus.



Il mio fidanzato è il classico ragazzo robustello con una
barba folta e due occhi furbi sempre pronti a sognare, io invece sono il
cosiddetto cacciatore di orsi, adoro infatti i corpi robusti e le panze pur non
essendo io provvisto di queste caratteristiche.

Trovammo un bar vicino a Plaza della Chueca, ove una guardia
ci squadrò e ci sorrise, entrammo ed una vastità immensa di orsi gay ed orsetti comparve
nell’orizzonte, mi sentivo come nel re leone (Simba un giorno tutti questi caz…
ehm verdi praterie saranno tue). Andammo quindi al bancone ed ordinammo dos cerveza per dissetarci un po’ e per
farci notare dalla platea di maschi arrapati.

Passato poco tempo ci si avvicinò subito un daddy di tutto
rispetto, pelato, capelli grigi, panzone e barba bianca con capezzoli belli
turgidi e grossi, che prontamente pagò le nostre due birre ed avviò una
conversazione, il suo inglese era maccheronico, quindi rincuorato dal fatto che
io sapessi parlare un po’ di spagnolo, procedette presentandosi come Miguel proseguendo poi nel raccontarci
le sue avventure gay in quel locale, di come adorasse essere il dominatore
della situazione. Cambiò discorso, chiedendo da dove noi venissimo e che cosa
facessimo li in territorio spagnolo, gli descrivemmo la nostra posizione di coppia aperta nel sesso a tre e di come
ci trovassimo li non solo per apprezzare la birra spagnola ma anche per poter
apprezzare anche i piselli spagnoli. Continuammo la conversazione suggerendo di
usare le dark room disponibili nel
retro dell’edificio, io e Marco eravamo attratti dal quel signore, una sorta di
babbo natale spagnolo in versione fetish e desideravamo come non mai far del
sesso con lui. Andammo quindi nel retro del locale per scegliere la stanza
adatta a noi, per fortuna di disponibili c’è ne erano abbastanza, entrammo
nella stanza rossa e per un attimo contemplammo l’arredamento, la luce soffusa
infatti ricadeva su di un letto con lenzuola rosse, un tavolo adornato di vari
oggetti adatti per applicare i principi ed i fondamenti del BDSM ed una croce di sant’Andrea
attaccata al muro. Proposi incuriosito dall’esperienza di farmi legare a quella
croce e, di farmi “elettrizzare” da quel elettrostimolatore posto sul tavolo in
bella vista dai miei due bellissimi uomini.

Ci spogliammo all’istante ed i due orsetti approvarono la
mia idea mostrandomi i loro bellissimi peni turgidi, Miguel si accese un sigaro
e i miei due uomini mi legarono cominciando
ad elettrizzare il mio corpo nel vero senso della parola, eccitandomi con le
loro lingue intente a soffermarsi nei capezzoli, inumidendoli bene bene. Fatto
ciò, con uno sguardo di intesa di chi era ben conscio delle sue azioni Marco e
Miguel cominciarono a sparare le scosse ai miei due capezzoli, godevo come non
mai a sentire quel fastidio percorrere il mio sistema nervoso e godere di quel
pizzicorio intenso. Quegli orsetti erano compiaciuti di quei brividi e spasmi,
percorsero piano piano il mio collo, godendo della dolce agonia che mi stavano
provocando. Mi intimarono di tirare fuori la lingua e quasi senza che io me lo
aspettassi spararono delle scariche ad essa, nello sguardo di quei due
bellissimi carnefici c’era proprio scritto: non ti azzardare a chiudere la
bocca.

Ma fu li che tutto ad un tratto la situazione si stravolse,
le scariche finirono e vennero sostituite da dei baci passionali, Miguel
comincio ad infilarmi la lingua in bocca dopo che inspiro profondamente dal suo
sigaro, il sapore di birra e sigaro
cubano
si miscelavano perfettamente con il gusto del piacere, Marco intanto
cominciava a masturbare sia il mio che il pisello
del daddy ispanico
. Finito quel bacio ispanico Marco ed io finalmente ci
baciammo, avendo ancora in bocca il sapore di sigaro ricevuto da Miguel,
sollazzato da quella visione Miguel cominciò a stimolare i nostri peni con
delle brevi scosse nelle palle e nel prepuzio dei nostri peni turgidi. Non
pensavo potessi godere cosi tanto di quel dolore, anche Marco era contento di
essere elettrizzato in questo modo, lo sentivo dalla sua lingua che sempre più
vogliosa esplorava la mia bocca.

Miguel poi prosegui il suo trattamento speciale prendendo in
bocca i nostri due peni, comincio con il mio offrendomi un deep troath da vero maestro nella sua bocca profonda, mentre come un dragone espirava il fumo dal naso
inspirato poco prima. Passo a Marco e anche lui aveva una espressione d’estasi
per il magnifico lavoro madrileno, tant’è che comincio a scopargli la bocca guidando il movimento con le proprie mani. Marco
stava per venire, riconoscevo la sua faccia
da porco
che sta per venire, quindi lo fermò in tempo, erano in fondo tutti
e due desiderosi di entrare dentro di me e di prolungare quella piacevole
situazione nel letto li a nostra disposizione.

Mi slegarono e procedemmo verso il materasso, mi misi a pecorina con il culetto bene in
esposizione e sia Marco che Miguel ebbero la stessa idea: quella di
elettrizzare il mio culo. Partirono quindi col bagnare il mio culetto con la
loro saliva, si alternavano le lingue ed intanto gli umori del piacere che
iniziavo a produrre venivano saggiamente scambiati fra di loro tramite baci
appassionati. Ben bagnato, iniziarono quindi ad elettrificare il mio buco,
facendomelo sia espandere che richiudere, la saliva mi ero reso conto serviva
anche come conduttore maggiore delle leggere scosse elettriche, i due orsetti
infatti osservavano il mio posteriore come se fosse uno spettacolo di magia,
mentre si masturbavano vicendevolmente. Non resistettero più, desideravano
penetrarmi ed infatti, con un colpo secco Miguel, entrò dentro di me con la sua
verga mentre io proseguii il lavoro svolto prima dal mio toro da monta spagnolo
e continuai a spompinare Marco. Non ci volle molto e tutti e due mi riempirono
bocca e culo del loro caldo seme, erano fiotti copiosi che si unirono
successivamente al mio. Ero contento di quella esperienza Madrilena, alla fine
con Miguel ci scambiammo persino il numero di telefono consci del fatto che noi
tre avremmo fatto sicuramente altre scintille in futuro.


Un racconto di Michele

Novità: account Instagram di Mikechillout: @Mikechillout2018

Se aveste dei suggerimenti o dei feedback da dovermi inviare potete contattarmi a questa mail: mikechillout@gmail.com

Spero che il racconto bear vi sia piaciuto e mi raccomando: usate sempre il preservativo

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Un'avventura elettrizzante
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