Era tardi, avevo appena finito di completare il progetto al computer che  il capo mi aveva richiesto, non avendo ancora molto sonno decisi di premiarmi giocando a qualche videogame presente nella memoria di quel cervello elettronico presente nella mia scrivania.

Scorrendo fra le varie cartelle la mia attenzione si sposto su Strange Flesh… non poté che comparire nel mio viso un sorriso malizioso alla vista di quel titolo. Avviai i file del gioco sapendo che l’unico joystick necessario per poter giocare a quel gioco era il mio grosso pene presente fra gambe, scalpitava infatti desideroso di essere massaggiato già alla visione del menu di avvio di gioco.

Un barista ursino infatti mi accolse con due occhi pulsanti ritmicamente sincronizzati con la meravigliosa colonna sonora in stile 8 bit del videogame. Era ipnotizzante il modo in cui il gioco era strutturato, quindi con il mio joystick in mano avviai la storia, ed ecco che l’incipit della trama mi immedesimò già in Joe, ragazzo scontento del lavoro e della sua vita che, perso nei suoi pensieri, si imbatté in questo bar misterioso. Ad attenderlo c’era il bartender, Joe agiva come se fosse stato richiamato da lui, come se un tritone con il fumo del suo sigaro cubano lo avesse rapito e ipnotizzato… anche io lo ero, le sue due braccia muscolose tatuate non potevano che attrarmi. Aaah quanto avrei voluto che quella situazione fosse stata reale!

Desideroso di proseguire mandai avanti la cutscene ritrovandomi a sorpresa dentro le fantasie di Joe, “penetrate” dalla volontà del barista. Mi ritrovai quindi nei panni del bellissimo muscle bear tatuato, alle prese con le varie versioni di Joe presenti nelle ambientazioni dipinte dalle sue fantasie più recondite. Familiarizzai con i comandi, in particolare con la combo caratterizzata dall’azione presa/smoke kiss… i vari Joe che mi si presentavano infatti non potevano esimersi da questa pratica, con tale modalità la barra del sesso aumentava e… una volta sconfitti, ci si poteva pure scopare. Era meraviglioso vedere quelle scene porno ad 8 bit, e di come le varie versioni di Joe erano caratterizzate da diverse posizioni e desideri. Non potevo che masturbarmi mentre i vari alter ego venivano presi a pecorina o spompinati, era bello potermi immaginare una cosa a tre con quei personaggi, anche io volevo essere baciato per sentire il dolce sapore di quel sigaro. La mia mente desiderosa quindi si mise all’opera e non potei che trasformarmi in una versione 8 bit, era bello potermi immaginare con i capelli neri, la mia pancia bella rotonda e i miei muscoli pixelati, in quel mondo fatto di puro sesso. Diventai quindi un personaggio del gioco e, come il codice di scrittura prevedeva, andai ad attaccare il mio barista preferito. Non potei che farmi prendere e  baciare da quelle labbra carnose. Era un turbinio quella lingua, ci esploravamo a vicenda mentre con la coda dell’occhio vedevo la barra del sesso crescere esponenzialmente, cominciai quindi a strusciare il mio pene contro il suo, era un massaggio che come risultato provocò una maggiore voracità da parte di tutti e due. Ad un tratto come per magia le righe di codice fecero scomparire i vestiti, sia miei che quelli di tutti i personaggi, ero pronto per essere finalmente scopato dal protagonista delle mie fantasie. 

Cominciai, invitato dalle manone del muscle bear, a spompinare quel cazzo volutamente gigantesco, sentivo il sapore del suo pre cum invadere le papille gustative della mia bocca, affondava poi ritmicamente il suo pene dentro fino alla mia gola, era meraviglioso sentire quei pixel invadermi la bocca. Passammo poi a del rimming, per eccitare il mio buchino voglioso, a questa scena gli alter ego di Joe presenti in quel livello si avvicinarono e cominciarono a masturbarsi e baciarsi a vicenda. La lingua del bartender era stata istruita bene dalle righe del gioco, era infatti meraviglioso il modo in cui piano piano disegnava cerchi sempre più concentrici verso il mio buco del piacere, per poi affondare la sua lingua dentro la mia cavità. Oramai ero pronto per essere penetrato e il daddy non si fece attendere, mi penetrò con molta voracità desideroso di svuotare la barra del sesso ( e non solo) dentro di me. Sentivo pulsare quei stupendi pixel dentro di me invadermi e provocarmi puro piacere. Oramai invaghiti da questa scena gli altri Joe decisero di venire a far visita alla mia bocca con i loro peni. Ero al centro dell’attenzione di quella magnifica orgia, tutti si masturbavano e volevano penetrare me, ero in visibilio e le pratiche erotiche aumentavano con l’aumentare del mio piacere, ero diventato io il padrone di quel gioco.

Il Bartender venne dentro di me e mi inondo con il suo sperma mentre io spompinavo qualsiasi Joe che mi si presentasse, concluse però la sua opera leccando i fiotti di sperma che uscivano dal mio buco, desideroso di assaggiare il suo seme.

Finito il suo lavoro anche i vari alter ego e personaggi del gioco erano desiderosi di entrare dentro di me, accontentai la calca assaggiando e ingoiando qualsiasi tipo di sperma che mi si presentasse, i fiotti che si riversavano verso di me e sul mio corpo erano assimilabili ad una festa di fuochi d’artificio scoppiettanti. Tutti godevano quando ad un certo punto venni anche io, i fiotti di sperma invasero la scrivania ed il computer riportandomi alla realtà, essere desiderato in quel modo non mi era mai capitato. Chiusi il gioco, pulì il pasticcio che avevo fatto soddisfatto del “punteggio” raggiunto nel videogame e andai a letto felice di quella esperienza mentale.


Un racconto di Michele

Se aveste dei suggerimenti o dei feedback da dovermi inviare potete contattarmi a questa mail: fernandoramirez1995magic@gmail.com

Spero che il racconto bear vi sia piaciuto e mi raccomendo: usate sempre il preservativo

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Feel Strange il racconto
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